giovedì 11 marzo 2010

L'orizzonte di KD

Avete presente quella certa strada che, fin dall'agosto dello scorso anno, rappresenta uno dei principali accumuli di Tregge di Firenze? Bene, quella strada, che peraltro appartiene al comune di Firenze soltanto per pochi metri non finisce proprio mai di stupire e di riservare autentiche enormità. Questa qui presente lo è per più di un motivo.

Prima di tutto, si tratta di una 2CV furgonata che, in Italia, è un automezzo rarissimo (sebbene comunissimo in Francia). Trovarne una è assolutamente un colpo gobbo per il Treggista incallito, di per sé.

In secondo luogo, presenta una targa francese assolutamente antica: se, purtroppo, il mitico e benemerito SFPI non fosse stato chiuso, sarei potuto risalire all'anno esatto; ma dovremmo essere attorno al 1968/70.

Indi di poi, la targa (08) appartiene al dipartimento delle Ardenne, luogo che nella mia vita ha rivestito (almeno per un dato periodo) una certa importanza e che ben conosco. Ho guidato per un bel po' una vettura targata 08, anche se -ovviamente- non era di mia proprietà; e vederne una a distanza di anni mi provoca sempre un certo nonsocché. Figuriamoci se la targa in questione è attaccata a una Treggia in piena regola, e riporta ad un'immatricolazione di qualche decennio fa...

Last but not least, i caratteri alfabetici della targa sono a loro volta un...tuffo al cuore, e del tutto attuale. La cosa riporta ovviamente alla piasintëina, ed anche a Guccini, ed agli albori di certe cose... ma qui mi fermo per ovvi motivi.

Insomma, veramente tutto un orizzonte in un vecchio automezzo francese finito chissà come da queste parti. La treggia, i ricordi, le combinazioni e l'attuale: anecdotes of destiny, avrebbe detto Isak Dinesen, vale a dire la signora Karen Christentze Dinesen (ma più nota come Karen Blixen). Ma visto che è stato nominato il pavanese...


Il garage delle meraviglie (3)



La Seicento del Garage delle Meraviglie del P****** la si vede, di sfuggita, anche in questa foto: ma qui il protagonista è tutto lui, questo Apecar del 1976. C'è davvero tutto, nel Garage del viuzzo: la berlina, l'utilitaria e il mezzo da lavoro. E la cosa dà da pensare: a poter entrare in tutti i garagi privati di Firenze e di qualsiasi altra città, si scoprirebbero autentici tesori. Altro che Treggia's Blog, ci vorrebbe una Wikitreggia intera. Garages che non sono soltanto rimesse, ma anche -spesso- autentiche officine artigianali. Il signor P****** le sue meraviglie se le cura da solo. Sa sicuramente mettere anche le mani nel motore. Il risultato è questo, e anche altro. Il topic del blog mi impedisce di mettere la foto di un compressore del 1951, perfettamente funzionante, che il signor P****** custodisce assieme ai mezzi. Sarà quindi questione di rimettere in moto, quando se ne presenterà l'occasione, la mia famosa sfacciataggine, che poi non è tale. Basta saper comunicare un po' di amore vero e disinteressato per quel che si fa, e le porte si aprono sempre.

domenica 7 marzo 2010

Il garage delle meraviglie (2)





Avete presente la porta verde che si intravede nelle foto del post precedente? Ecco, non sarà certamente quella di Amerigo di Guccini, però racchiude un mondo pazientemente coltivato dal signor P******. Quando ho scorto che cosa c'era dentro, credo d'essere andato vicino a stracciare il record mondiale di salto in lungo, che non so se è sempre il mitico 8,90 di Bob Beamon stabilito alle olimpiadi messicane del '68. Un sol balzo per ritrovarmi davanti a questa Fiat 600 del 1967 (il suo proprietario dice "del '66" ma gli sarà più che volentieri scusato questo piccolo errore...), tenuta in modo assolutamente religioso.

Il signor P******, cosa assolutamente fondamentale, asserisce di servirsene quotidianamente nella bella stagione (cosa assolutamente comprensibile), e dev'essere davvero uno spettacolo vedere la candida Seicento percorrere i viuzzi di quella zona di Firenze rimasta ancora ostinatamente campagna. Tanto più che mi ha promesso, il signor P******, di farmici fare un giro non appena il clima lo permetterà (cosa che verrà adeguatamente riportata da questo blog). Nel frattempo, mi sono limitato ai consueti contorsionismi per poterla fotografare nella posizione in cui si trovava dentro il garage. Un po' di fatica è necessaria per riprendere una vettura del genere nel suo "letargo invernale"...

Il garage delle meraviglie (1)





Qualche giorno fa, in una delle scarse domeniche belle di quest'invernaccio cane (che non accenna a levarsi di torno), a giro per le campagne suburbane di queste parti assieme alla piasintëina. Giunti al bivio con un viuzzo (a Firenze, e non solo nelle campagne, certe stradine recano questo curioso diminutivo), mi viene l'idea di farlo vedere alla mia compagna dato che si tratta di un autentico stradello di campagna, che diventa sterrato in mezzo ai campi. Fatti pochi metri, nel tratto ancora asfaltato con le villette, ecco che mi trovo davanti questa cosa. Il bello è che, pur avendo come sempre dietro la Kodak, non avevo per quella domenica pomeriggio nessuna intenzione "treggistica"; e va a finire sempre così. Quando meno te lo aspetti, ecco che spunta il Garage delle Meraviglie; e non soltanto.

La villetta e il garage all'esterno del quale si trova questa Fiat Ritmo rossa di prima serie (del 1982) appartengono ad una persona che mi è tutt'altro che sconosciuta; solo che non sapevo minimamente che abitasse proprio in quel viuzzo mezzo nascosto e, soprattutto, che ci avesse quel popo' di garage ripieno da far strabuzzare gli occhi. È un mio collega autista di ambulanze, con il quale ci si conosce da una vita; tant'è vero che, non appena esce fuori dal garage e mi riconosce, mi urla un O Venturiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!! udito chiaramente fino a Pisa. È il P****** (gli asterischi li leverò quando tornerò a trovarlo e gli chiederò il permesso di pubblicare il suo nome, ché lo meriterebbe), con la sua vocina angelica e il suo eloquio fiorentino rustico medievale che a volte persino io fo fatica a capire del tutto. Effettuata l'agnizione, e mentre sto fotografando la Rìttimo in lungo e in largo, mi casca l'occhio all'interno del garage. E lì....ma di questo si parlerà nel prossimo post!

sabato 6 marzo 2010

Tregge gemelle





Una delle cose più curiose, e anche simpatiche, che possa capitare a un Treggista nell'adempimento delle sue funzioni (chissà perché, ma quando sento questa pomposa espressione mi immagino regolarmente qualcuno a cacare sul vaso...) è di trovare delle Tregge gemelle; ed è per l'appunto questo caso. Certo, tra le due 127 gemelle verdi uliva c'è una differenza di non poco conto: una è targata Firenze, l'altra Arezzo.

Sulla targa di Arezzo, a Firenze, sono da tempo immemore in uso simpaticissime reinterpretazioni, del tipo "targata Agrezzo", oppure "AR = Azienda Rurale", e così via; gli è la solita spocchia del capoluogo nei confronti della città di provincia, e della provincia stessa (una parte della quale, peraltro, gravita decisamente più su Firenze che su Arezzo, condividendo con la prima anche il prefisso telefonico 055). Ovviamente, il Treggista fiorentino non può che condividere con la massima perfidia tale spocchia, e anzi ribadirla nel modo più carogna possibile!

giovedì 4 marzo 2010

E ce ne sono...




L'Autobianchi A112 fa parte di quelle vetture popolari che sono state una visione più che consueta durante il loro periodo di produzione (questo esemplare è del 1979); per fare un paragone, è stata come ora sono la Punto o la Micra. Cessata la produzione e "sfoltito" assai il loro numero, è passata invece ad essere una di quelle vetture che non ti accorgi mai di quante ce ne siano ancora in giro se non ci metti occhio. Certo, non è la 500 o il Maggiolino; però, a farci ben caso, ce ne sono davvero parecchie ancora in circolazione. E fa piacere, perché non credo proprio che l'A112 abbia smesso di assolvere al suo compito di autentica macchinetta da città, amatissima dalle guidatrici per le sue dimensioni che non sacrificavano certo lo spazio (il suo bagagliaio, anzi, era di quanto più capiente si potesse pretendere da una vettura di questa categoria). Ho ancora in mente l'A112 della mia professoressa di matematica delle scuole medie, una signora allora già discretamente anziana che in dieci anni ci aveva fatto sì e no diecimila chilometri!

mercoledì 3 marzo 2010

Il Fondo Cristina (7): Oratio pro furgonibus


Dallo stesso garage taurinense dove Cristina la Meharista ha trovato la Topolino (che è di qualche anno posteriore a quanto pensato: è infatti del 1949 -il che ne fa comunque tra le vetture più vecchie del TB), ecco anche un vetusto furgone del Servizio A(ssistenza) Fiat che appare attualmente adibito, ohimé, a deposito di ciarpame. Speriamo solo temporaneamente, perché un furgone Fiat 1100 T di qualcosa tra la fine degli anni '50 e l'inizio degli anni '60 meriterebbe ben altra sorte. Se esistono infatti le "auto d'epoca", spesso coccolate fino all'inverosimile, lucidate e ripulite, per i veicoli commerciali d'epoca il destino non è quasi mai così benigno. I mezzi che sono serviti a lavorare non godono generalmente né di "collezionismo" né di considerazione, e vengono fatti marcire nel migliore dei casi in qualche rimessa, come questo, e nel peggiore abbandonati e fatti disfare all'aria aperta. Colgo quindi l'occasione per lanciare dal TB questa oratio pro furgonibus che non mancherà di sensibilizzare gl'induriti cuori dei possessori di vecchi veicoli da sgobbo, muli a quattroròte e compagnia bella. Nuovi erano così: