martedì 28 agosto 2012

Carrelba '12 (3) - Valeva la pena rischiare



Ed eccoci, finalmente, alle porte della marmorea e anarchica città di Carrara. Proprio alle porte: siamo infatti sul viale XX Settembre, che va dalla Marina fino al centro pieno. I Carrarini tengono sempre a precisare che si tratta del più lungo viale d'Europa interamente percorso da un marciapiede sui due lati; e sicuramente dev'essere una bella scarpinata, visto che il viale è lungo sette chilometri e rotti. Per quel che mi riguarda, tengo invece a dire che, percorrendolo in direzione centro, l'unicità del viale è ben altra: in fondo ad esso, infatti, incombono le vette delle Apuane, bianchissime di marmo svenato, e quel che si vede non è unico in Europa per un viale cittadino, è unico al mondo. Mentre percorrevo il viale tornando verso la Marina, e retromeditando anche sulle cose incredibili che esistono ancora in questo stramaledetto paese, una pragmaticissima Piasintëina che mi sedeva accanto (una a caso...) mi tira una gentile botta su una spalla dicendomi. "Ehi, guarda là!"; e ho guardato là. Per scorgere la Fiat 500 C "Topolino" che vedete nelle foto. Piccolo particolare: stava percorrendo sì anch'essa il viale, ma in direzione opposta alla mia. Verso i monti, insomma. E il vialone scenografico ha nel mezzo una cosuccia da nulla che va sotto il nome di doppia striscia continua. 

Come tutti sanno, il vostro Treggista Preferito® è assai prudente alla guida, e specialmente quando ci son di mezzo le tregge. Il Treggismo Militante è un piacere, e non deve trasformarsi mai in una fissazione che mette a repentaglio l'incolumità propria e altrui; meglio rinunciare a una Treggia, anche la più bella, che rischiare di fare un incidente o, comunque, commettere una grave imprudenza. Confesso quindi con la massima sincerità che, stavolta, ho derogato pesantemente a questa che è una mia regola ferrea. Profittando biecamente del fatto che era un otto di agosto alle quattordici, di un piccolo rallentamento dovuto a un semaforo e del fatto che sul vialone non c'era praticamente nessuno, ho fatto, ebbene sì, una conversione a U di quelle che, se ci fosse stata una pattuglia, la patente non me la avrebbero ritirata ma ghigliottinata sul posto con tanto di rullo di tamburi e boia Sanson col cappuccio nero. E mi sono lanciato all'inseguimento:





Le foto dell'inseguimento, scattate da un'atterrita ma efficientissima Piasintëina, testimoniano anche del panorama che si vede in fondo al vialone; ma, soprattutto, testimoniano di questa vettura del 1951 targata Viterbo (e con delle rarissime quattro cifre...) che, chissà per quali capricci del destino, incrociava nel principale viale di Carrara sotto un sole implacabile (e menomale che m'avevano detto che Carrara sarebbe stata una "città fresca"; c'erano invece trentacinque gradi e s'andava via di cervello dal bollore). Poi è intervenuto il più prezioso alleato del Treggista: il semaforo rosso che si vede chiaramente nelle foto. E sono potuto scendere per immortalare la Topolino viterbese senza i riflessi del parabrezza e i consueti tergicristalli della foto al volo. Ne valeva la pena? Sì, certo. Ma non abbiate timore, perché non lo rifò più. Sono e rimango un Treggista, non un killer.