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giovedì 21 luglio 2011

Quando Roma era 55


Con questa foto, opera e contributo dell'amico Mark B., il TB si spinge per la prima volta oltre il confine delle targhe numeriche del 1927. Va da sé che, per questo motivo (oltre che per la moto in sé, una Harley Davidson), questo contributo "markbiano" è in assoluto uno dei più preziosi dell'intero blog.

Dal 1905 (anno in cui fu deciso per la prima volta di immatricolare con una targa esterna i veicoli circolanti in Italia) fino al 1927 (quando fu introdotto il sistema numerico con la sigla della provincia, durato fino al 1994), le targhe italiane furono organizzate secondo un sistema "alla francese": pur non esistendo i départements numerati come in Francia, alle province italiane fu assegnato un numero in ordine alfabetico (con alcuni inserimenti corrispondenti alle province di nuova istituzione) seguito dalle cifre progressive di immaticolazione. Da Wikipedia ecco la tabella dei codici delle province italiane:


La motocicletta trovata da Mark B. a ornare una vetrina con la sua presenza è quindi immatricolata a Roma (55) tra il 1923 e il 1924. Ha circa 87/88 anni. A tutto questo credo che non debba aggiungersi altro; di targhe del genere, in Italia, ne saranno rimaste sí e no alcune decine. Venivano emesse privatamente a spese del proprietario del veicolo; spesso recano il marchio del Touring Club Italiano, che era abilitato ad emetterle. Ora vi lascio semplicemente a guardare questa meraviglia: ho parlato anche troppo.

sabato 7 agosto 2010

E poiché (FF/19)





E poiché di Harley Davidson si stava parlando, eccone un'altra.

Magari non si vede troppo bene la targa. È, in effetti, un po' arrugginita; ma penso che ne abbia tutto il diritto:


AL 6624 (o meglio, 6624 AL) rimanderebbe, a rigore, al 1948.

Insomma, andrebbe già bene così, no? Però ci sarebbe anche un'altra targa, questa qua:


Insomma, proprio una bella ritargatura per questa HD J1000. Ritargata Alessandria trent'anni dopo, ovvero trent'anni dopo la fine della I guerra mondiale. 1918. Novantadue anni, e l'ho vista essere messa in moto, partire, sfrecciare via. Altre parole non ce ne sono, a parte ripeterne due sole, semplicissime: Harley, Davidson.

mercoledì 5 maggio 2010

Time Rider (FF/06)




Il giochino del "chi c'era allora" non servirebbe a rendere l'idea. Sì, va bene, il presidente degli Stati Uniti era Woodrow Wilson, e che significa? E non serve neppure fare ulteriori paragoni. Allora sia detto subito che questa Harley Davidson è del 1918. Ha novantadue anni e sentiste che rombo, quando il suo innamorato la mette in moto. Dico "innamorato", perché altra terminologia non si può usare in tempi di stupidi "scuteroni". Dico "innamorato" perché qui si va ben oltre il normale rapporto fra essere umano e essere meccanico. Mettere il culo su un mezzo che ha quasi un secolo di vita non può essere né immaginato, né descritto. Una Harley, poi. Una cosa che è già mito anche se è uscita dalla fabbrica due giorni fa. Beh, davanti a lei mi son sentito davvero senza la benché minima parola. Sarò forse stupido e ingenuo, ma è così. E, allora, taccio.