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mercoledì 1 gennaio 2014

Il ritorno delle Genovesi (con qualche novità)



Avevo preannunciato per questo 2014 delle novità nel TB; ed ecco immediatamente le prime.

Innanzitutto, molti avranno notato che, nello scorso e complicato 2013, le Tregge Genovesi hanno avuto meno spazio. Gli invii di Fabrizio, vale a dire il "Nostro agente nella Superba", non sono certamente venuti meno; tutt'altro. Come sono solito ripetere, tra invii diretti per mail e invii su CD per posta, ce ne sarebbe per riempire un blog apposito, un Treggia's Blog dedicato interamente a Genova e dintorni; e non nascondo che si tratta di un'idea da sempre latente. Se non l'ho mai fatto (a meno che, naturalmente, non ci voglia pensare Fabrizio di persona), è probabilmente solo perché non ce la farei a gestire due blog in contemporanea. Le tregge genovesi, almeno per ora, resteranno quindi qua dentro, e il 2014 le rivedrà in abbondanza anche se sempre col criterio che il blog si chiama "Vecchie auto a Firenze".

Per segnare questo ritorno, è bene cominciare subito, dal primo giorno dell'anno. In realtà le stupefacenti tregge genovesi mi mancavano assai; mi sono fatto convinto che, tra le città italiane, Genova (per tutte le sue unicità) sia davvero una treggiaja a cielo aperto. Ricominciamo dunque con uno dei più recenti invii di Fabrizio, questa Fiat 1100 familiare con targa cremonese.

Una delle novità per il 2014, che non riguarderà a dire il vero soltanto Genova ma tutte le tregge inserite nel blog, sarà, per quanto possibile, la regolare indicazione precisa del luogo di ritrovamento (località e/o strada o piazza). Questo è, naturalmente, in totale antitesi con quanto da me dichiarato all'apertura del blog nel 2009; ma alla fine mi sono deciso al gran passo. Un po' perché, in questi anni, ho scoperto (e, forse, anche contribuito non poco a far venire allo scoperto) una miriade di appassionati cui piace parecchio andare a fotografare le tregge anche senza volerle mettere su un blog; perché dunque tenere tutto nascosto? E un po', anzi un po' tanto, perché mi sono veramente e definitivamente rotto i santissimi di stupide mene di "privacy", targhe oscurate (ma le targhe sono o non sono un atto pubblico, perdio?) e quant'altro. Ripeto: in un'epoca in cui, ad esempio, i "social networks" hanno sbattuto in rete ogni più riposta piega delle nostre persone (minorenni compresi!), con un sistema di autoschedatura poliziesca che nemmeno la STASI avrebbe potuto mai concepire, non vedo proprio perché non si debba dire che una data automobile, con la sua pubblica targa in libera visura al PRA (ovvero: "Pubblico Registro Automobilistico", vorrei fare notare la dicitura) dovrebbe essere "oscurata", specialmente se non si fa proprio nulla di male. 

Poiché Fabrizio è precisissimo nell'indicare la località dove ha fotografato una data treggia, cominciamo subito col dire che la 1100 familiare proviene dal quartiere di Multedo Pegli. Fabrizio fornisce usualmente le sue indicazioni per zona o quartiere, e così verrà riportato. Quanto alla sua immatricolazione, c'è qualche problema. Fabrizio specifica correttamente, probabilmente sulla scorta delle Tabelle di Targheitaliane, che è del 1964. Secondo l'Agenzia delle Entrate, però, la vettura è stata immatricolata il 12 aprile 1963. Una reimmatricolazione? Molto probabile.

domenica 14 luglio 2013

La catasta



La foto sopra, i cui credits vi appaiono inclusi, potrebbe essere presa a simbolo della sorte toccata a migliaia di automezzi durante l'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966. Cataste. Cataste inestricabili di macchine accartocciate, schiacciate le une sulle altre e lordate di fango e nafta. Cataste che sfidavano, una volta defluite le acque, la legge di gravità. Cataste che, in alcune strade strettissime del centro, arrivavano ai primi piani come l'acqua dell'Arno poche ore prime.

Nella catasta si riconoscono, da destra: una Fiat 1100 familiare (FI 263701) del 1964 ; una Fiat 850 a cavalcioni di qualcosa e con targa illeggibile; una Fiat 600 su un fianco, anch'essa con targa illeggibile e schiacciata da un camion rovesciato (FI 174293) del 1962, il quale, sia pure in un modo un po' particolare e tragico, manda avanti la "Saga del 17". All'estrema sinistra, quasi a puntellare tutta la catasta, il retro di una 500.

venerdì 20 aprile 2012

Ricominciare


Senz'altro difficile ricominciare con la normalità treggistica del TB dopo gli sconvorgènti post sugli Illenisti; però il nostro dovere lo abbiamo compiuto, l'umanità è avvertita e la normalità è anche un preciso segnale di resistenza, di non cedimento. Quindi, meglio ricominciare subito. Gli eventi ci troveranno saldi ai nostri posti.

E che cosa c'è di meglio, per ricominciare, che ricorrere immediatamente a Mark B. e alla sua inesauribile Treggioteca? Qui siamo in pieno centro di Firenze, addirittura vicino all'Arno (la spalletta del Lungarno si vede sullo sfondo della foto, in alto a destra). La cosa deve essere messa in risalto: oramai, tra zone blé, traffici limitati, pedonalizzazioni e quant'altro il centro storico è terra bruciata per le automobili in genere, figurarsi poi per le tregge. E devo confessare una cosa: dopo un periodo in cui sono stato favorevole anch'io alle limitazioni del traffico veicolare in centro, ora sono un suo oppositore feroce. E' tutto quanto fumo negli occhi, nient'altro che la solita stronzata in salsa italiana. Prima di tutto, fra permessi e permessini, il traffico è "limitato" solo per modo di dire. Inutile poi "limitare" se si permette ancora di entrare liberamente in centro a caterve di motorini, scooter, scuteroni e quant'altro che inquinano più della Forrestal e creano un traffico spaventoso: a Firenze il traffico delle cosiddette "due ruote" è tentacolare, e fanno quello che vogliono. Inoltre, come è ovvio, le finte limitazioni del traffico nel centro (soltanto un multificio e un sistema per fare cassa) hanno come risultato l'intasamento perenne di tutto il resto della città. Che le nostre antiche città non siano fatte per sopportare un volume di traffico come quello attuale lo vede anche un cieco, ma allora che si prenda una decisione chiudendo davvero il centro. Zàc. Così è soltanto una presa per i fondelli. Si fanno le "zone limitate" e "pedonalizzate" e poi si privatizzano i mezzi pubblici, previo taglio di non so quante linee oramai. Oppure lo si riapra totalmente, smettendola con questa farsa. L' "ambiente", credo, ne guadagnerebbe ben più che con questa scemenza generalizzata.

Detto questo, trovare una treggia nel centro storico di Firenze è rarissimo. Io stesso, che con il particolare mezzo che ho in uso posso circolare più o meno liberamente in centro, non ci vo quasi mai a tentare dei Treggia Tour; se sicuramente ce n'è ancora qualcuna, è perlopiù nascosta in garages privati o commerciali, dai quali non esce mai. Per fare un Treggia Tour in centro occorrerebbe suonare campanelli. All'aria aperta, una treggia in piena regola è una trovaglia da applauso e anche una botta di culo più che notevole: come questa che il buon Mark B. ha scovato in Oltrarno, in una piazza il cui nome ci ricorda più una lavatrice che un'antico spazio cittadino (no, comunque non è né Piazza della Centrifuga né Piazza del Dash). Oltretutto, è una treggia coi controfiocchi: una Fiat 1100 Familiare del 1961 che si fa notare per uno splendido bicolorismo (carrozzeria bianca, tetto turchese) del tutto in contrasto con i colori Fiat, storicamente orribili. Bellissima, nulla da dire. E', tra l'altro, la seconda 1100 Familiare che mi ricordo di avere visto con coscienza treggistica. La prima sarebbe stata una principesca Treggia Elbana: nel 2008 sulla piazzetta di Capoliveri, targata LI 7... e qualcosa (quindi circa del 1965), bianca. Purtroppo, allora, il Treggia's Blog era di là dal venire. Ma un'indagine a Capoliveri, quest'estate, è in programma...