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lunedì 24 dicembre 2012

Le tregge NO TAV della Valsusa: (6) SMT (Stupefacente Mix di Tregge)


Con le tregge NO TAV della Valsusa eravamo rimasti fermi allo scorso 21 luglio, e nel frattempo di cose ne sono successe, lassù; tra i soliti non-cantieri aperti, altri arresti di militanti e roboanti dichiarazioni di tutto un mix di potenti sui quali, almeno qui, vorrei far calare un silenzio carico di disprezzo. Preferisco lasciar parlare, per quel che attiene a questo blog, le foto di una delle più straordinarie cataste di tregge che mi sia stato dato di vedere, un mucchio selvaggio inestricabile che, ricordo, si trova in un'officina meccanica sulla Statale 25, esattamente a metà strada tra Bussoleno e Susa. Sicuramente uno dei luoghi mitici del Treggia's Blog.

Si parte qui con questa vettura che non saprei bene individuare (e qui, lo dico sin da ora, chiamo a raccolta tutti i collaboratori del blog per un'eventuale mano); tra un cantuccio di una A112 che si intravede, un paio di alberi, una caterva di pneumatici e un cofano smontato giace questa cosa di non pochi anni fa che potrebbe, e ripeto potrebbe, essere una Lancia degli anni '40 o giù di lì.


La difficoltà, lo ricordo, è stata quella di scattare delle foto senza poter entrare nell'officina; quel giorno (il 25 febbraio 2012) era infatti chiusa. Rimarrà probabilmente l'ultimo esempio di contorsionismo & acrobazia effettuato dal sottoscritto, che peraltro granché agile non è mai stato nemmeno a vent'anni e figuriamoci a quasi cinquanta. In questo secondo gruppo si distingue chiaramente il retro di una Lancia 2000 HF  rossa, carrozzata Pininfarina. Il resto sono retri di un paio di vetture vecchissime, anch'esse stile anni '30 o '40, più "qualcosa" sotto un telone. Il tutto assolutamente inaccessibile in mezzo alla sterpaglia.


La Lancia HF 2000 Pininfarina si precisa un po' meglio spostandosi verso la fitta rete di recinzione; se ne legge anche la targa TO H69562, che la situa al 1973.


In questa seconda catasta, invece, le tregge si riconoscono con facilità: una Lancia Fulvia berlina e un arrugginito Fiat 1100T a "muso lungo" che deve provenire veramente dal primo dopoguerra o roba del genere.


La medesima inquadratura a campo più lungo, dove si apprezzano meglio la Fulvia e tutto l'insieme, corredato dal classico Apino 50  trasformato in deposito di rottami (chissà come piacerebbe al sindaco di Firenze!)

Non è finita qui con la Valsusa e le sue tregge NOTAV; state pur certi che ci tornerò. Per l'intanto, suggerisco a tutti di godersi appieno queste meraviglie della produzione treggistica valligiana, chissà che non riescano buone anche per bloccare qualche cantiere...

domenica 9 dicembre 2012

Il corteo


In questi giorni di gran gelo dicembrino fa senz'altro piacere tornare un po' indietro all'estate, nell'attesa di "scollinare" il 21 dicembre, quando cominciano a riallungare le giornate e inizia finalmente la rincorsa che porterà di nuovo alla bella stagione, foriera di sole e di tregge. I fiorentini avranno senz'altro riconosciuto qui il Viale del Poggio Imperiale, con nientepopodimeno che l'Educandato Statale di Santa Maria Annunziata in fondo; ma siccome a noialtri Treggisti Militanti® importa assai poco delle educande dell'alta borghesia cittadina, e importa invece parecchio delle tregge, eccoci qui. Siamo nella zona panoramica del Viale dei Colli, e in primavera, estate (e inizio autunno) si tratta praticamente di un percorso obbligato (con immancabile sosta al piazzale) per tutti gli autoraduni d'epoca che si svolgono o fanno tappa a Firenze (1000 Miglia compresa). Come tutti sanno, il Treggia's Blog ha come punto d'impegno e criterio fondante quello di non appostarsi agli autoraduni d'epoca; l'unica eccezione ammessa è beccarne uno per puro caso, al passaggio. E questo è giustappunto il caso: una sosta di chissà quale corteo di oldies sulla salita del Poggio Imperiale. Doveva essere senz'altro qualche raduno di appassionati romani, perché le vetture sono tutte targate Roma. Quella in primo piano, con targa quadrata "farlocca" (si tratta di un'immatricolazione del 1992, addirittura...), è però un bellissimo esemplare di Fiat 1500 Spider che va ascritto ai primi anni '60; il proprietario saprà sicuramente che, con la targa non originale, il valore della vettura è praticamente dimezzato ma forse non poteva fare altrimenti (restauro da carcassa? auto proveniente dall'estero? chissà). Sulle targhe quadrate farlocche sono indeciso nel giudizio; da un lato, certo, intendono riprodurre l'originale per l'apposizione del quale la vettura era comunque predisposta (e l'effetto estetico di una targa attuale su vetture del genere è orrendo); dall'altro, però, l'impressione di falso che danno è piuttosto brutta. Tant'è; comunque sia resta la macchina, carrozzata da tal Pininfarina, non so se mi spiego.


Più oltre si vede bene anche una Lancia Fulvia berlina grigia (che così torna su questi schermi dopo che, nel 2011, era stata protagonista assoluta) con targa originalissima di un canonico 1967. Nel dettaglio ingrandito sopra la si vede distintamente mentre copre parzialmente anche un bel Mezzosacco leggermente "misterioso". Della sigla si legge soltanto una "S", poi le prime cifre 49 e le ultime 300. Il Treggista Militante® in questo caso non si scoraggia e procede per esclusione. Quale provincia la cui sigla ha una "S" poteva avere in anni del genere una serie 490000 con targa quadrata? Le sigle possibili, con una "S" in seconda posizione sono: BS, CS, IS, MS, PS, SS e TS. Da un controllo è facile vedere che una serie 490000 originale per targa quadrata è vagamente possibile soltanto per BS; dovremmo quindi essere a Brescia nel 1975. Delle altre provincie, soltanto CS (Cosenza) ha raggiunto la serie 490000, ma nel 1991; le altre non l'hanno nemmeno sfiorata. Però, a Brescia nel 1975 si era davvero sul limitare del cambio di tipo di targa; permane quindi il dubbio che si tratti pure di una targa quadrata farlocca, anche se su Brescia non sussistono dubbi.

venerdì 23 novembre 2012

Doppio rientro



Questo mese di novembre 2012 no, non è stato il mese del record come avevo pomposamente annunciato all'inizio; insomma, ci sarà forse solo il tempo di non fargli fare una magra figura tipica di quest'annata treggistica parecchio altalenante. In compenso segna un doppio rientro del sottoscritto, aka il Vostro Treggista Preferito®: quello, l'ennesimo, sul TB dopo qualche giorno di stop, e quello, assai più importante, su ISCF.

Che cos'è ISCF? E' la sigla di it.sport.calcio.fiorentina, il newsgroup Usenet dedicato alla Fiorentina (o meglio, il "covo dei Viola", come viene definito a volte). In tempi di Facebook e Twitter imperanti, newsgroup e forum sono forse una specie di relitto del passato, di una Rete quasi eroica dove ci si svenava di bollette grazie alla tariffa urbana a tempo; basti pensare che il primo post su ISCF lo postai il 13 marzo 1999, quasi quattordici anni fa. Da ISCF ero scomparso all'improvviso qualche tempo da (facciamo un due o tre anni, poi non vi lamentate se non aggiorno il TB per due settimane...); e il legame col TB non è casuale dato che un altro suo assiduo frequentatore e correligionario Viola, il gigliese Ionis 56, mi ha spedito alcune tregge dalla sua isola. 

Nei giorni scorsi, però, la voglia di tornare su ISCF si è fatta prorompente; è l'ho fatto in una maniera, diciamo, un po' pittoresca. Inventandomi prima un personaggio improbabile, lo "Sfiammaparterre", un tassista fiorentino e tifoso Viola emigrato a Heraklion (Creta). Naturalmente, anche dato il tipo di taxi che gli avevo affibbiato (una treggia magistrale: una Mitsubishi Colt del '94 con 852.000 km), mi hanno sgamato quasi tutti dopo due giorni; ed eccomi qua. Naturalmente, vi starete ancora chiedendo che accidenti c'entri tutto questo con questo post e con la  Lancia Fulvia berlina (del 1967, anno che fu, allora, record per le immatricolazioni a Firenze e provincia dato che l'alluvione del '66 si era portata via un bel po' del parco macchine...) che si vede nelle fotografie.

Rispondo che le foto in questione non è stata scattata a Firenze e provincia, bensì a Bologna (da qui la categorizzazione come "Treggia extraterritoriale" nonostante la targa). A Bologna abita un altro frequentatore di ISCF, Magilla, che ha trovato questo Capolavoro Viola e  lo ha fotografato davanti alla scuola dei suoi figli (i quali possono essere fieri di avere un babbo Viola, e non tifoso d'una squadretta di scalzi e gnudi con la maglia rossa e blé che si tiene a galla solo grazie a un pratese e a un biellese entrambi scarti della Fiorentina). 

Nella foto: Magilla mentre scrive un post su ISCF

In un post pubblicato sul newsgroup Viola, Magilla afferma di aver scattato le foto il 19 gennaio 2010, ma di non avermele mandate per timidezza. Ora, dico io. Una treggia simile, con tanto di scudetto della Fiorentina degli anni '60 (la mitica "Fiorentina yè-yè" che poi lo scudetto lo vinse per davvero, nel '69), non spedita al TB per "timidezza"?... Ma se lo sanno tutti che io sono buonino buonino, e che ho reazioni assolutamente pacate e piene di gentilezza....!

 Nella foto: una tipica e placida reazione del Treggista® quando non gli mandano le foto di una treggia


lunedì 2 gennaio 2012

Another Fulvia year?




Orsù, ributtiamoci nella mischia.

(Prima, però, un augurio di buon anno a tutt* coloro che, nonostante l'interruzione, non hanno smesso di seguire o di spulciare il TB).

Il 2011, come qualcuno forse si ricorderà. è stato l'anno delle Fulvie. Tante berline e un paio di coupé. Anche questa, a rigore, appartiene al 2011: nel deserto treggistico invernale, una sera d'inizio dicembre una stradina piuttosto insignificante vicino al Policlinico me ne ha fornite ben tre tutte in fila. Segno del destino: il TB non demordeva. Aspettava. E' quindi giusto incominciare l'anno della riscossa con una Fulvia, simbolo di quello precedente: riscossa sí, ma con un barlume di continuità (madonna, quando scrivo 'ste cose mi sembra di essere ritto su uno scatolone nello Speaker's Corner di Hyde Park).

La Fulvia in questione è del 1972. Dalle foto, pur notturne, traspare una sua particolarità: è priva del sedile anteriore destro. E questo ci dà spunto per parlare di una particolare e utilissima categoria di tregge: quelle adibite al trasporto di disabili. A volte si tratta di vetture modificate per poter ospitare una persona in carrozzina a rotelle; ed è proprio questo che fa sí che la vettura, ben adattata a questo uso speciale, non venga mai buttata via. La modifica più elementare è, appunto, l'eliminazione del sedile anteriore del passeggero; si tratta forse della prima treggia del genere presente nel TB, ma sicuramente, in giro, ve ne saranno altre. Starò con gli occhi aperti.

Sarà dunque un altro anno di Fulvie? Chi lo sa cosa riserverà questo 2012. Mai come quest'anno sto aspettando la buona stagione, quando finalmente usciranno dai garages. Ho dei conti in sospeso, particolarmente con tutte quelle che mi sono sfuggite in quell'anno bislacco che è stato il 2011. Groarrr. Il Treggia's Lion sta ruggendo!

domenica 21 agosto 2011

Pristine abitudini




Oltre che dalle mie...crisi di inserimento, questa estate è stata senz'altro segnata dalle Lance Fulvie berline (so che qualcuno storcerà il grammatical nasino per queste mie inconsuete pluralizzazioni, ma non capisco perché si debba dire "le Lancia Fulvia" quando la lingua italiana consente di fare il plurale, a differenza del giapponese). Stavolta la fulvite è andata a colpire a Padova e dintorni, anche se qui siamo a Firenze vicino allo stadio (e la cosa potrebbe riportare a epici match tra Fulvio Bernardini e il paròn Nereo Rocco): siamo del 1972 e l'autovettura presenta pure il regolare pataccone di qualche registro storico. Verrà quel giorno, e lo giuro su Giove Pluvio, che il vero registro storico sarà questo blog; altro che ASI!

giovedì 9 giugno 2011

Arifulvia (con tranvia)





Continua l'esplosione delle Fulvie berline di questa tarda primavera: di questo andazzo, si dovrà parlare di una vera e propria invasione delle Ultrafulvie e cominciare (forse) un po' a preoccuparsi -specie se si intravedranno in forma di baccellone. Ora hanno preso persino a cambiare colore: dal solito verde scuro si è infatti passati al grigioperla (o celestino) di questo esemplare del 1967 per il quale ho dovuto un po' faticare, sia per la posizione decisamente incasinata (la bieca piazza Batoni, attraversata dalla famosa tranvia che peraltro si scorge in una delle foto, nonché sede di uno degli incroci con il semaforo più terrificante di tutta Firenze), sia per l'iniziale riluttanza del proprietario nel far fotografare il suo amato bene. Ho dovuto usare tutta la diplomazia possibile, cosa che non mi è peraltro molto consueta; ma, alla fine, l'ennesima Fulvia è consegnata al blog!

domenica 8 maggio 2011

Fúlvíusaga hin Písanska og einlituð






Non di rado, le tregge vanno a periodi; e questo sembra essere il periodo delle Fulvie berline. Dove mi muovo, ne trovo una; dalla piazza antifascista al più classico benzinajo (e sulle tregge dai benzinai sto meditando di istituire una categoria apposita). Insomma, una vera e propria saga delle Fulvie; e poiché i legittimi titolari delle saghe sono gli islandesi, il titolo di questo post è un tributo a quella bizzarra, bellissima e lontana isola (detta anche, peraltro, Sögueyja, ovvero "isola delle saghe"); ne sarà, spero, contento il buon Colonnello Kurtz. Data la targa, il titolo significa infatti, alla lettera: Saga della Fulvia pisana e monocroma. I lettori più attenti del TB avranno notato che le Fulvie presenti, a partire dalla prima del 1° giugno 2009, sono tutte del medesimo colore; quasi s'immagina che altri la Lancia non ne abbia previsti. Il termine saga, vale a dire la parola islandese più nota al mondo, ha un'origine semplicissima: significa "cosa detta", "raccontata", ed è derivato diretto del verbo segja ("dire"), corrispondente perfetto del tedesco sagen e dell'inglese say; vado qui a ripescare da un'altra mia era, quando mi occupavo di tutt'altre cose ma pur sempre con un occhio alle vetture che allora erano un po' meno vecchie di ora. Tempus fugit, ruit hora.

lunedì 17 gennaio 2011

Rusty la Guerriera





I Treggiablogghisti della prima ora si ricorderanno forse che una Lancia Fulvia Berlina è stata una delle Tregge del Primo Giorno: come tale è considerata sacra, e tale resterà. Però il nostro nuovo amico Mark B., uno che promette di essere un vero e proprio pezzo da 90 e forse anche da 91 o persino da 92 (mi ha mandato, privatamente, una notizia che per ora non vi dico e che mi ha fatto letteralmente trasecolare, giuro), in un garage di Sesto Fiorentino (terra tradizionalmente di meccanici: il famoso meccanico a Sesto, insomma), ne ha scovata un'altra che al sacro si avvicina molto. Un misto di ruggine e nobiltà, e -mi si permetta- anche di rabbia. Vedere una vettura del genere a arrugginire e a farsi sgonfiare le ruote dal tempo dell'abbandono mette addosso un certo nonsocché.

Oltretutto, è una Fulvia Berlina davvero antica. La targa la riporta al 1963: ha quindi la mia stessa età (indi per cui, anch'io posso considerarmi oramai antico, e anche discretamente arrugginito). Poiché un'altra indefessa amica del TB, Wikipedia, informa che la Fulvia fu cominciata a produrre proprio nel 1963, non è azzardato affermare che questo esemplare è uno dei primi immatricolati a Firenze e provincia.

E così Mark B., in due soli post, piazza due autentiche cannonate che non possono certo attendere la pubblicazione. Ringraziarlo è un piacevolissimo obbligo, con affetto e ammirazione.

lunedì 15 giugno 2009

Elba, miniera di tregge (4): La Furvia, gào!




Non so quanto, a Firenze, possa far piacere averci una gemella pisana; ma c'è poco da fare. Ecco infatti un'altra Lancia Fulvia GT verde, targata (Dio ne scampi!), Pisa. Confidiamo naturalmente sul fatto che, essendo la vettura stata reperita all'Elba, il proprietario sia rigorosamente un elbano; e, del resto, a mio disdoro debbo dire che quando abitavo a Livorno avevo anch'io la macchina targata Pisa. Dopo aver rimembrato questo indecoroso episodio, non possiamo comunque che toglierci il cappello di fronte a quest'altra Fulvia, ancora bella "in banda" e pienamente in uso dopo una quarantina d'anni; anche perché, a differenza della gemella fiorentina, questa è lasciata tranquillamente al sole con una temperatura che quel giorno sarà stata di 40 gradi all'ombra (e non c'era ombra), perdipiù in un posto dell'isola che -tanto per ribadire il concetto- presenta toponimi e odonimi come "Seccheto", "via del Forno", "via Bollecaldaie" e cosine del genere che non ricordano senz'altro l'Islanda. Insomma, per una macchina del genere, seppur immatricolata a Pisa, l'applauso è d'obbligo.

lunedì 1 giugno 2009

Tutti da Fulvia sabato sera!




"Tutti da Fulvia sabato sera" era (o è ancora, sonasega...) il titolo di una rubrica giornalistica di "Repubblica". Sarà, ma io il sabato sera preferirei (e non poco) passarmelo a girare insieme a questa, di Fulvia. Una Lancia Fulvia berlina, appunto, di qualcosa fra il '65 o il '66, forse sopravvissuta all'alluvione (che a Firenze fece fuori qualcosa come 10.000 automobili), davanti alla quale è necessario togliersi il cappello. Elegantissima nel suo verde scuro, tenuta impeccabilmente, semplicemente meravigliosa. Avvistata da anni sempre parcheggiata nello stesso posto, non poteva che far parte del primo, storico giorno di questo blog...con la speranza di vedercela ancora per i prossimi 120 anni, sempre maestosa e senza tempo.