La notte è notte anche in una città intrinsecamente luminosa come Livorno; e, sicuramente, un colorino come quello verde scuro Fiat tipico delle 850 Sport anni '70 (questa è del 1968 !) non aiuta quando cala la sera. Accenti pierociampiani; del resto, siamo proprio a pochi metri dalla casa dov'era nato, nel quartiere del Pontino. Insomma, la sera era calata, avevo cominciato a camminare sperando d'incontrarne qualcuna come lei, e zàcchete. Era lì, e (finalmente) pure targata Livorno. Come in tutte le città di mare (e lo si è visto delle precedenti Tregge Livornesi: una targata Ascoli Piceno, e l'altra Cuneo), dove si sbarca e ci s'imbarca, la targa "foresta" era all'ordine del giorno, fino ad arrivare al parossismo di Napoli (una delle poche volte che ci sono stato ci ho visto, letteralmente, targhe di tutta Italia, da Aosta a Ragusa). Simpatica anche la sequenza "LI11", e mi devo immaginare come dev'essere stata LI111111. Una specie di sibilo, anche se non paragonabile a SI111111 (che, più che una targa, pare un orgasmo).
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giovedì 8 novembre 2012
Dark green in Leghorn night
La notte è notte anche in una città intrinsecamente luminosa come Livorno; e, sicuramente, un colorino come quello verde scuro Fiat tipico delle 850 Sport anni '70 (questa è del 1968 !) non aiuta quando cala la sera. Accenti pierociampiani; del resto, siamo proprio a pochi metri dalla casa dov'era nato, nel quartiere del Pontino. Insomma, la sera era calata, avevo cominciato a camminare sperando d'incontrarne qualcuna come lei, e zàcchete. Era lì, e (finalmente) pure targata Livorno. Come in tutte le città di mare (e lo si è visto delle precedenti Tregge Livornesi: una targata Ascoli Piceno, e l'altra Cuneo), dove si sbarca e ci s'imbarca, la targa "foresta" era all'ordine del giorno, fino ad arrivare al parossismo di Napoli (una delle poche volte che ci sono stato ci ho visto, letteralmente, targhe di tutta Italia, da Aosta a Ragusa). Simpatica anche la sequenza "LI11", e mi devo immaginare come dev'essere stata LI111111. Una specie di sibilo, anche se non paragonabile a SI111111 (che, più che una targa, pare un orgasmo).
sabato 27 agosto 2011
La mattina di Ferragosto
Lo crederete benissimo, ma il vostro Treggista Preferito® è un po' matto nel capino. Ad esempio, la mattina di domenica 14 agosto si è recato con la piasintëina e un'amica a passare i giorni ferragostani in campagna, in un paesino sopra Poppi (75 km circa). La sera verso le nove è ripartito per Firenze a fare un turno notturno senza dormire nemmeno un'ora, e una volta smontato alle 8 del mattino di Ferragosto è ripartito per Poppi. Cose cosí, bisogna essere appunto un po' matti per farlo ed anche, mi sia permessa una tarzanata, dotati di una certa resistenza fisica. Nonostante l'età, i quintali di sigarette, l'alcool e l'assenza totale di orari regolati, credo di dare ancora dei bei punti a certi giovinotti che al primo turno notturno si sono sentiti male la mattina dopo.
La cosa ha comunque i suoi lati positivi: percorrendo le vie di Firenze la mattina di Ferragosto, assolutamente deserte, ecco che proprio all'angolo di una strada che -in un tempo oramai molto lontano- mi fu assai consueta, mi si para davanti agli occhi questa irreprensibile e aplombata Fiat 850 Sport con targa senese del 1969. Con tutta probabilità, la vettura dall'aspetto più felino che sia mai stata prodotta in Italia: ditemi voi se il suo anteriore non è il muso di un gatto, nato e spiccicato, con tanto di baffi!
La cosa ha comunque i suoi lati positivi: percorrendo le vie di Firenze la mattina di Ferragosto, assolutamente deserte, ecco che proprio all'angolo di una strada che -in un tempo oramai molto lontano- mi fu assai consueta, mi si para davanti agli occhi questa irreprensibile e aplombata Fiat 850 Sport con targa senese del 1969. Con tutta probabilità, la vettura dall'aspetto più felino che sia mai stata prodotta in Italia: ditemi voi se il suo anteriore non è il muso di un gatto, nato e spiccicato, con tanto di baffi!
lunedì 31 maggio 2010
Treggiaross' 'e notte





Mi tocca spesso, per il mio lavoraccio malefico, fare dei turni notturni. Per fortuna, la centrale è dotata di un computer talmente all'avanguardia da poter senza problemi, ancorché nel suo campo specifico, rivaleggiare con gli automezzi del TB: lo si potrebbe chiamare una computreggia. Come ogni treggia che si rispetti, però, fa il suo e lo fa egregiamente.
Poiché, però, su tale piccì non è possibile scaricare foto, ne approfitto per mettermi un po' in pari con l'oramai veramente cospicuo materiale inviatomi da Simone. Tra l'eliminazione al volo di una zanzara e l'altra (dato che la centrale possiede sì le tavolette antizanzare, ma è attualmente e misteriosamente sprovvista di fornello), scarico quindi i contributi simoniani dalla mia casella di posta e li inserisco via via ad ore in cui voi felicissimi mortali siete già a letto da un pezzo, e con la prospettiva di rimanervi senza che nessuno vi ci butti giù all'improvviso.
Si comincia quindi con questa assolatissima Treggiarossa, vale a dire un esemplare di Fiat 850 Sport (vale a dire l'evolùscion dell'ottoeccinquanta cupé) del 1974. Al Treggista Targòlogo non sarà sfuggita la particolarità: a Firenze, le targhe della serie 74 (da FI 740000 a FI 749999) comparvero proprio nel 1974, un evento assolutamente unico in tutta la storia delle targhe fiorentine (le schifezze di ora non sono fiorentine, e secondo me non sono neppure targhe). Anche qui, nonostante la solarità e la simpatia di quest'autovettura che peraltro, nonostante la piccola cilindrata, aveva delle prestazioni ragguardevoli da vero e proprio spaiderìno, si osservi la sagra delle stuccature presenti sulla fiancata sinistra! Insomma, proprio un discreto modo per cominciare 'sta nottata intrinsecamente di merda, e che mi ha fatto peraltro perdere una cosa cui tenevo molto e che con le tregge nulla ha a che fare. Ma tant'è. Contentiamoci della Treggiaross' 'e notte...
Poiché, però, su tale piccì non è possibile scaricare foto, ne approfitto per mettermi un po' in pari con l'oramai veramente cospicuo materiale inviatomi da Simone. Tra l'eliminazione al volo di una zanzara e l'altra (dato che la centrale possiede sì le tavolette antizanzare, ma è attualmente e misteriosamente sprovvista di fornello), scarico quindi i contributi simoniani dalla mia casella di posta e li inserisco via via ad ore in cui voi felicissimi mortali siete già a letto da un pezzo, e con la prospettiva di rimanervi senza che nessuno vi ci butti giù all'improvviso.
Si comincia quindi con questa assolatissima Treggiarossa, vale a dire un esemplare di Fiat 850 Sport (vale a dire l'evolùscion dell'ottoeccinquanta cupé) del 1974. Al Treggista Targòlogo non sarà sfuggita la particolarità: a Firenze, le targhe della serie 74 (da FI 740000 a FI 749999) comparvero proprio nel 1974, un evento assolutamente unico in tutta la storia delle targhe fiorentine (le schifezze di ora non sono fiorentine, e secondo me non sono neppure targhe). Anche qui, nonostante la solarità e la simpatia di quest'autovettura che peraltro, nonostante la piccola cilindrata, aveva delle prestazioni ragguardevoli da vero e proprio spaiderìno, si osservi la sagra delle stuccature presenti sulla fiancata sinistra! Insomma, proprio un discreto modo per cominciare 'sta nottata intrinsecamente di merda, e che mi ha fatto peraltro perdere una cosa cui tenevo molto e che con le tregge nulla ha a che fare. Ma tant'è. Contentiamoci della Treggiaross' 'e notte...
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