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sabato 13 dicembre 2014

316060 Oproštajni pozdrav



Tvoje su posljednje slike s jugoslovenskom zastavom i s crvenim zastavama na bojnom polju, protiv fašizma. Ova je bila tvoja istinska socijalna služba. Zbogom drugarica! 316060 km pustolovina, ljubvi i vrednosti.

Твоје су посљедње слике с југословенском заставом и с црвеним заставама на бојном пољу, против фашизма. Ова је била твоја истинска социјална служба. Збогом другарица! 316060 км пустоловима, љубви и вредности.

mercoledì 10 aprile 2013

Sottocasa, passato e futuro


Le tregge sottocasa sono state una componente importantissima del TB: per una strana alchimia del destino, la porzione dell'Isolotto dove abita si è sempre rivelata ricchissima di tregge, fino addirittura (in un paio di casi) nel cortile davanti all'uscio. Data l'attuale situazione, che sospetto perdurerà per parecchio tempo, le tregge sottocasa rappresenteranno una fonte ancor più primaria. Quelle a portata di piede (e di pedale, anche se in bicicletta -a rigore- si può andare a fare anche la Parigi-Roubaix); e questa Renault 4 aretina del 1983 (un'arzilla trentenne...) lo è sul serio, sottocasa: siamo a cinquanta metri da me, davanti al giornalaio (dove continuo a vederla, e sospetto quindi fortemente che sia del giornalaio stesso).

Passato e futuro sì; anche perché, accanto alla R4, si vede -e penso per l'ultima volta nel TB- la fedelissima Fiesta "di servizio" il cui uso mi è stato gentilmente concesso per parecchi anni e che, manco a dirlo, è stata la principale "protagonista" di questo blog, avendomi scarrozzato nei posti più improbabili di questa città e di altri posti. Un omaggio che le devo; e riprenderla proprio accanto ad un'altra treggia è, penso, il migliore che le possa fare. Ciao vecchia, ti auguro di fare almeno il doppio dei chilometri che già hai sul groppone!





Ma, tornando alla R4 aretina, la combinazione tra la radiosa giornata invernale (ce ne sono state quasi di più belle in inverno, di giornate, che in questa primavera finora schìfida...) e la non comune verniciatura blé scura produce il suo porco effetto. Ho avuto difficoltà a fare delle foto decenti dato il riverbero solare che si coglie particolarmente bene nella prima foto, quella con la Fiesta oramai consegnata alla storia del TB. Che splenda il sole anche sui tempi a venire.

domenica 19 dicembre 2010

Speciale neve !


A Firenze, i prossimi anni, si farà bene a stare attenti ai giorni compresi fra il 17 e il 18 dicembre. Nel 2009, il 18 dicembre, la vecchia Fiesta che mi serve da mezzo di servizio e d'uso personale era ridotta così; uno scherzetto rispetto a quel che è accaduto venerdì scorso (un venerdì 17, appunto): la vedete nella foto sopra, completamente seppellita dalla neve in sede (dove l'avevo lasciata per andare a fare un intervento di routine, un trasporto sanitario per una normalissima visita ortopedica che si è poi trasformato in un'avventura da tregenda durata quasi nove ore nel blocco totale di Firenze e dintorni). Sono caduti circa 30 cm di neve, una cosa assolutamente fuori dell'ordinario, così come fuori dall'ordinario è stata la disorganizzazione da barzelletta di cui tutti siamo stati vittime e, senz'altro, anche autori. Ad ogni modo, scrivo nella notte di domenica 19 dicembre e la povera Fiesta è ancora bloccata in sede e ricoperta di neve.


Cliccando sulla foto, la si vede la mattina dopo, in mezzo all'autentico groviglio di ambulanze e altri mezzi sanitari rimasti bloccati in sede. Come dire: l'Emergenza nell'emergenza. Talmente emergenza, che per assicurarla almeno un po' siamo stati costretti a rimettere in servizio un vecchio sfascione strabattuto con quasi 200.000 km sul groppone, e che però presentava l'utile caratteristica di un bel paio di catenacce da neve:


Grovigli? Sì, d'accordo; ma almeno ci siamo dati da fare, abbiamo spalato e i malati e i feriti non abbiamo smesso mai di andare a prenderli. Lo stesso non si può dire dei trasporti pubblici fiorentini, abbandonati a cataste lungo le strade della città. Eccone un interessante esempio in posizione panoramica:


Ma poiché questo è sempre il TB, e come dicono ai preti al momento dell'ordinazione: eris Treggiae Bloggum in aeternum, mentre percorrevo la città proprio a bordo del catramone incatenato di cui sopra o non mi capita il tizio in dune buggy (una Volkswagen Hobbycar, per la precisione)?


Non sono purtroppo riuscito a fotografarla tutta dall'ambulanza: dico però che era targata FG 23 e qualcosa (da Foggia con calore?) e che quindi risale al 1979. E non sono neppure riuscito a riprendere la stupefacente performance del proprietario e/o guidatore, che a un certo punto s'è messo in canottiera facendo il balneare da spiaggia in mezzo alla neve (e ai due gradi sotto zero del momento).


E, per terminare questo speciale, eccovi qui un'autentica treggia umana: nientepopodimeno che egli, il vostro Treggista Preferito® davanti al suo luogo di sgobbo. La divisa non è molto ortodossa, ma sono anche le due di notte dopo una giornata allucinante; certo che non ricorda proprio per niente il London Ambulance Service o i Paramedics americani (casomai i parameci)...

In conclusione: si dovrà dare appuntamento al 17/18 dicembre 2011? O l'effetto serra? O il riscaldamento globale? Altro che Al Gore: qui, da un par d'anni a questa parte, c'è casomai un discreto algore. Invernacci di merda, si pela dal freddo, nevicate record...riscaldamento una sega!!!!!

mercoledì 17 febbraio 2010

Auto-omaggio


È della stessa marca e dello stesso modello della vettura grazie alla quale, almeno in massima parte, questo blog esiste: una Ford Fiesta vecchia come il cucco. A dire il vero, la mia (anzi: quella che ho in uso, perché "mia" non è) è un po' più nuova, anche se oramai ai limiti della Treggia; però trovarne una ancora munita di targa arancio-nera (e messinese!) in piena città non è per nulla comune. Da qui la foto presa la volo, approfittando del più classico ingorgo delle 3 del pomeriggio. Gli ingorghi sono spesso preziosi alleati del Treggista, che impara così non soltanto a sopportarli con filosofia (cosa che fa dimolto bene al sistema nervoso), ma addirittura ad apprezzarli quando gli permettono di scattare qualche discreta foto. Nella strada in questione, che è una delle più trafficate e ingorgate di Firenze, è addirittura il terzo caso. Se avete acume e seguite regolarmente il blog, non vi sarà difficile individuare gli altri due casi.

domenica 20 dicembre 2009

Снег и мороз в Флоренции


La foto che vedete è stata da me scattata la sera del 18 dicembre 2009, nel piazzaletto di casa mia. Aveva non da molto iniziato a nevicare su Firenze e su tutta la Toscana. La vettura, che peraltro si sta avviando tranquillamente a diventare una treggia in piena regola, è la mia (o meglio: quella che attualmente mi è concessa in uso). Poche ore più tardi, sarebbe stata pressoché seppellita. Attualmente sto scrivendo con una temperatura esterna di sette gradi sotto zero, con l'acqua ghiacciata nei tubi, con una pesante coperta supplementare sopra il piumino e con un bicchierone di camomilla bollente. Mettere il naso fuori, in questo momento, significherebbe il congelamento immediato e quindi, ohimé e ohivoi, anche la fine del Treggia's Blog. Me ne resto quindi bello barricato in casa, anche perché Firenze è attualmente un solo e smisurato lastrone di ghiaccio.


Completa il post un'altra foto scattata sempre sul piazzaletto/parcheggio di casa mia; non saranno artistiche o suggestive come quelle che si vedono sui giornali, ma rendono forse meglio l'idea delle autentiche bestemmie che da un paio di giorni stanno tirando tutti gli automobilisti fiorentini (ed ancor più quelli dei dintorni: da quanto apprendo da Call of the West, nel Chianti fiorentino di neve ce n'è mezzo metro, e immagino che ora sia tutta bella diacciatona per la gioja di tutti coloro che vi abitano).

Il titolo del post, in russo, significa: Neve e gelo a Firenze (si legge: Snieg i maròs f Floriènzii). Non poteva essere che in russo, visto che è tutta colpa dell'ondata Siberiana. Ma 'un se ne poteva stà' in Siberia invece di venire a rompere i coglioni qui?... E, accidenti, manco una bella treggia "seria" innevata, m'è riuscito di beccare; anche perché, guidando, in questi giorni s'ha da stare attenti a tutt'altro...