In tempi che oramai si allontanano sempre più agghiacciantemente, sulle macchine da corsa di ogni ordine e grado (dalla Formula 1 alla Formula Festadelvino di Montefioralle) imperversavano salutari vizi. Su questa, ad esempio (di cui ignoro totalmente la marca, ma poco importa), ripresa all'inesauribile Firenze-Fiesole dello scorso anno, è presente il Martini Racing Team; ma su altre c'erano tutte le sigarette possibili e immaginabili (Marlboro, John Player Special, Muratti Ambassador, e si vocifera che su una Giannini 595 impegnata su un circuito di fortuna a Polcanto ci fossero le insegne delle Esportazione senza filtro), e su altre ancora i mitici preservativi Durex (marchio, direi, quanto mai esplicito ed efficace; Moscex non avrebbe funzionato molto, mi sa). Tempi felici, quelli dei viziacci liberi, senza i mortiferi salutismi e moralismi di ora. Quando un incidente dove pure ci rimettevi le penne era un semplice incidente, e non ti etichettavano immediatamente come briaco perché avevi bevuto mezzo bicchiere di vino. Bacco, tabacco e Venere si sposavano per natura e a meraviglia con le macchine da corsa, col numeraccio 19 nel tondone bianco e coi coloroni rossi vivi. Ach so. Come to Marlboro Country. E quando eri nella Marlboro Country, ti facevi un Martini e magari, dopo, passavi qualche bel momento ma rigorosamente col goldone Durex. Ora, invece, se ti accendi una Marlboro nel giardinetto dove ci sono i bambini ("A volte, pensando ai bambini, rimpiango crudelmente la scomparsa degli orchi", diceva l'umorista francese Alphonse Allais), quasi ti arrestano; se ti bevi un Martini e ti metti alla guida c'è subito pronta la pattuglia di sbirri; e per metterti il Durex devi prima aspettare l'autorizzazione di suasantità. Maledizione, che tempi di merda.
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lunedì 24 gennaio 2011
domenica 22 agosto 2010
Yeux bleus (FF/20)
Ma che begli occhioni blé 'sta Alfa Romeo 1750 GT da corsa, eh? Sì, perché la 1750 GT "normale", da strada e targata, non è che corresse di meno (ci sono stato a bordo una volta sola nella mia vita, senza guidarla anche perché ancora non avevo la patente, e vi assicuro che andai molto vicino a cacarmi in mano dalla paura...); ma questa è ufficialmente da corsa, con tutti i suoi meravigliosi sponsor locali (una ditta di condizionatori e un albergo nel centro di Livorno, per la cronaca) e l'aria simpaticamente aggressiva. Con quel tocco, direi quasi civettuolo, dei fari anteriori blé. Per il resto, un delirio di adesivi e, dentro, un intrico di cinture più o meno di sicurezza. Mi fermo qui, sennò comincio con la solita pappardella degli altri tempi eccetera; ma sono discretamente sicuro che, sebbene questa vettura oramai non partecipi che alle corse di auto storiche, messa su un circuito alla pari con certe vetturette da corsa meno storiche (e chissà se mai lo diventeranno...) darebbe ancora loro del bel filacchione da torcere. Vrùm, vrùm, e ancora vrùm.
mercoledì 4 agosto 2010
L'Utilitaria (FF/18)
Le quattro foto sopra rappresentano l'utilitaria di proprietà della sig.ra Degl'Innocenti Piera cg. Pinzauti, la quale se ne serve per le mille incombenze quotidiane: andare al lavoro, portare la bambina a scuola, fare la spesa... a tale riguardo, va specificato che la bambina viene accuratamente imbragata con robuste cigne al roll bar dietro l'abitacolo, mentre le borse della spesa trovano posto nel capiente loculo sopra le bombole rosse di non so che cosa. Quanto al lavoro, gira voce che la signora Degl'Innocenti difficilmente arrivi in ritardo nonostante il traffico caotico: le tranquillissime e silenziose prestazioni della sua vetturetta, infatti, le assicurano la massima puntualità anche se una volta le è stata recapitata una piccola contravvenzione per aver superato di soli 187 kmh il limite di velocità consentito.
Insomma, non ci credete? Eh, 'e vu fahe anche bene. Solo che come volete che diamine presenti 'sta cosa verde qui, scaricata da un camion in quanto priva del permesso di circolazione? E poi qualcuno dice che il TB è tutto un ammasso di Maggiolini, Cinquecento e Furgoni Volkswagen....tiè! Questo qualcuno ora si becca un'autentica macchina da corsa in mezzo alla strada, una Lola che ha fatto la Formula 3 negli anni '70. Poi si potrà anche ripigliare coi Cinquini e coi Maggiolini, ma ogni tanto ci sta bene un tocco di squisita imprevedibilità anche per inaugurare la nuova categoria delle Tregge da competizione. Questa qui, lèdiz en gèntlemen, ha girato davvero per i circuiti. Il volante sportivo qui non era il gàggett da infilare sulla 127 scassata, ma una necessità. Una cosa, come dire, utilitaria.
Insomma, non ci credete? Eh, 'e vu fahe anche bene. Solo che come volete che diamine presenti 'sta cosa verde qui, scaricata da un camion in quanto priva del permesso di circolazione? E poi qualcuno dice che il TB è tutto un ammasso di Maggiolini, Cinquecento e Furgoni Volkswagen....tiè! Questo qualcuno ora si becca un'autentica macchina da corsa in mezzo alla strada, una Lola che ha fatto la Formula 3 negli anni '70. Poi si potrà anche ripigliare coi Cinquini e coi Maggiolini, ma ogni tanto ci sta bene un tocco di squisita imprevedibilità anche per inaugurare la nuova categoria delle Tregge da competizione. Questa qui, lèdiz en gèntlemen, ha girato davvero per i circuiti. Il volante sportivo qui non era il gàggett da infilare sulla 127 scassata, ma una necessità. Una cosa, come dire, utilitaria.
venerdì 23 aprile 2010
Tregge parallele
Le tregge, a volte par che si chiamino. Mi spiego; non è la prima volta che mi succede. Passo da una strada qualsiasi, e ne trovo una parcheggiata; nel caso specifico, il Cinquino tetesko del post precedente. Scendo dal mezzo in cui mi trovo, mi piazzo, fotografo incassando a volte qualche sguardo un po esterrefatto (o interrogativo; per quanto sia un gesto insignificante, per la gente non rientra negli schemi osservare un tizio che fotografa delle automobili) e festa finita. Poi mi accorgo all'improvviso che a pochi metri c'è un'officina aperta, e l'istinto di treggista mi spinge ad entrare. La solita, familiare, rassicurante penombra dei vecchi meccanici di sobborgo, e il loro silenzio. E, in un angolo, c'è molto spesso qualcosa: come questa Lancia Fulvia del 1972 tutta bardata da rellì, Sanremo e numero novantasei, e anche qualche particolare ricordo strano che ai suoi tempi seppe essere doloroso. Tregge parallele, chiamate, associazioni e la penombra che sfuma mentre risalgo e proseguo; cose che accadono quando non ci si ferma volentieri all'apparenza delle cose.
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