Ecco, ya basta. Di poli, geli, nevi, diàcci e pinguini se n'avrebbe già parecchio abbastanza; e, allora, il TB ricomincia a spostarsi un po' in paesi tropicali, bollenti, dove si va sempre sbracciati e dove l'unico ghiaccio che si vede è quello nei bicchieri. Cuba, isla de la Revolución! Già nel vedere queste foto che sanno di sole, si scaldano il cuore e l'anima; senonché la vettura raffiguratavi si torna all'improvviso a latitudini poco rassicuranti. Con la Moskvich avevamo già avuto a che fare in Nagorno-Karabakh (indovinate grazie a chi...); ora la ritroviamo all'Avana. Peraltro, due esemplari che se ne stanno belli belli a crogiolarsi al sole, nonostante il nome moscovita. Chiamali stupidi! Poi la macchina sarà anche un prodigio di bruttezza (e di robustezza, a quanto pare; e falla pure essere fragile...); però il sole e il colore impareggiabile la rendono molto più bella di una Rolls Royce in Finlandia, lo devo proprio dire. Senza contare che, a noi, delle Rolls Royce in Finlandia non ce ne importa uno schettino, mentre di qualsiasi treggia cuban-sgarrupata ci importa moltissimo...!
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venerdì 3 febbraio 2012
mercoledì 25 agosto 2010
Una Moscovita nel Nagorno-Karabakh
Moskvich, o meglio Москвич, significa "Moscovita" in lingua russa. Era il nome con cui venivano commercializzate e distribuite le autovetture prodotte dalla AZLK, la quale aveva sede, incredibilmente, a Mosca. AZLK era ovviamente una sigla: era l'acronimo di Avtomobil'nyj Zavod imeni Leninskogo Komsomola (Автомобильный завод имени Ленинского Комсомола), vale a dire: "Fabbrica di Automobili Gioventù Leninista". Embè? Noi ci abbiamo la FIAT e loro ci avevano la FAGL; e mi sia permesso di dire che, attualmente, girare su una Gioventù Leninista Moscovita sarebbe un sogno per qualsiasi Treggista Militante autentico.
In alternativa, si può sempre fare come INSCO (abbreviazione molto sovietica di Io Non Sto Con Oriana), il nostro viaggiatore transcaucasico di fiducia, e andarsela a scovare in comodissimi posticini come il Nagorno-Karabakh; la foto che vedete, infatti, è stata scattata non lontano da Stepanakert, la capitale di quel bizzarro paese un tempo parte
Questa qui (che indossa una targa armena, ma pare che nel Nagorno-Karabakh le targhe siano quelle armene "metropolitane"), è una Moskvich 412. Si tratta del modello forse più popolare della Gioventù Leninista Moscovita, e fu persino esportata (non soltanto nei "paesi satelliti" ma anche dalle nostre parti). La sua linea filante e modernissima ne fece un modello assai ambito presso certe case del popolo fra Oste e Montemurlo, ai tempi di Berlinguer ti voglio bene; Berlinguer e compagni, però, a Leonid Brezhnev regalavano le Maserati Quattroporte. Ciò non toglie che mettetecela voi la vostra Grande Punto o il vostro suvvino a sopravvivere a un'autentica guerra caucasica. Questa qui lo ha fatto riportando solo qualche ammaccatura sugli sportelli.
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