Visualizzazione post con etichetta Alfa Romeo Alfasud Sprint. Mostra tutti i post
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sabato 21 luglio 2012

Uno Sprint un po' lento




Tra "pause" e quantità attualmente enorme di fototregge in giacenza, il ritmo del TB è necessariamente lento; e la cosa, in fondo, non mi dispiace. I ritmi frenetici li lasserei altrui, come poeta il Cecco senese. Così, ad esempio, queste foto risalgono addirittura allo scorso inverno, come magari s'intuisce dalla luce decisamente crepuscolare. Ci mostrano un tardo esemplare di Alfasud Sprint, cui all'epoca avevano mutato denominazione in GTV (abbreviazione di Gran Turismo Veloce, una sigla storica per l'Alfa Romeo); propriamente, questa è una GTV 2.0, del 1983). Insomma, "Sprint", "Gran Turismo Veloce", e io, perfidamente, aspetto mesi e mesi prima di metterla nel blog; ma, filosoficamente, penso che sarà ben difficile che una qualsiasi macchina sia (stata) chiamata "Tartaruga", "Piccolo Turismo Allumacato (PTA)" o "Vappiufforteunciaìnoinsalita". Quindi rispetto i miei ritmi, le tregge che sto fotografando ora col solleone magari le vedrete con la neve, e intanto Mark B., Fabrizio e gli altri continuano a spedirmi quintalate di roba per le quali, oramai, mi ci vorrebbe il segretario. Poi, un giorno, magari arriverà Zuckerberg, farà il Treggiabook (non cambierebbe nemmeno la sigla...) e io vo in pensione. E me la dormo.


domenica 15 maggio 2011

Donne, 'e c'è Pòrvere!




Molti anni fa, la sede RAI di Firenze mandava in onda un indimenticato programma radiofonico, Il grillo canterino, che proponeva tutta una serie di personaggi caratteristici tratti dalla Firenze popolare: e così c'erano Gano, i' duro di San Frediano, la Sora Alvara Girelli Bucalossi (interpretata dalla grande Wanda Pasquini) ed altri. Tra questi altri, c'era anche Pòrvere, un rigattiere che sicuramente sarebbe andato in sollucchero davanti a questa polverosissima Alfasud Sprint 1500 del 1980, tenuta in una specie di spiazzo sotto una terrazza condominiale in una cittadina nei dintorni di Firenze. Sul lunotto posteriore ci vorrebbe un bulino da incisore per scriverci il classico "Lavala!"; e anche sul resto della vettura, diciamo con un eufemismo che non basterebbe un panno. Come minimo bisognerebbe passarla al Rotowash, insomma. Donne, 'e c'è Pòrvere!, gridava il divertente personaggio del Grillo; ma, fortunatamente, qui non c'è nessun rigattiere, o robivecchi che dir si voglia. Polvere o non polvere, sono ragionevolmente certo che questa macchina va ancora in moto al primo colpo, nell'attesa che strati di polvere ancor più fitti coprano SUV, suvvoni, suvvini e compagnia bella.

martedì 7 dicembre 2010

Gran Tucato di Voscana




Il punto di partenza per lo strano titolo di questo post è senz'altro l'adesivino tondo del "Granducato di Toscana" che fa bella mostra di sé sulla targa posteriore di questa -peraltro notevolissima e nera- Alfa Romeo GTV 2.0 del 1982. In Toscana, ora come ora, ci abbiamo purtroppo la nostra non più indifferente quota di legaioli; e non si sa bene cosa intenderebbero fare, quei tristissimi figuri. Vorranno, visto che "Padania" non si può certamente essere, fare l' "Arnia", così si diventa tutti l'Ape Maia? Oppure l' "Ombronia" o la "Serchia"? Beh, se così sarà, noialtri a Firenze si vuole anche la Mugnonia e la Terzollia. C'è poi un problema col torrentello che scende giù da Montebeni: si chiama, infatti, Affrico, e quindi si vuole anche l'Affrica. Cosa che, sicuramente, ai legònzoli piacerebbe pochino.

Ma, ancor prima che la Lega esistesse e quando ancora il Bossi militava nel glorioso PCI mentre si diplomava alla Scuola Radio Elettra, esisteva dalle nostre parti uno sparuto gruppetto di "Autonomisti Toscani" (poi confluiti nel MAT, il "Movimento Autonomista Toscano" che ora, naturalmente, s'è buttato ànema e core nella Lega) la cui principale attività era appunto quella di appiccicare adesivi con l'emblema del Granducato di Toscana, essenzialmente sui pali della luce e sulle targhe delle macchine. Qui ne abbiamo un esemplare, che essendo attaccato a una GTV rimanda appunto al Gran Tucato di Voscana. Però qualcuno dovrebbe andare a dire ai leghisti d'Arnia, loro tutti razzismo e pena di morte, che il Granducato fu il primo stato al mondo che la abolì, il 30 novembre 1786; e che, soprattutto, tipi come loro i Medici e i Lorena li avrebbero mandati opportunamente a remare sulle galere.

giovedì 29 aprile 2010

Tregge sovrapposte


Beccare una GTV Sprint fa sempre bene e anche un certo nonsocchéne, perdipiù proprio davanti al posto in cui lavoro. Infatti questa foto al volo è stata scattata proprio dal purmino de' socialoni, come lo chiamiamo in gergo interno. Tanti anni fa ce l'aveva, una GTV sprint (poi sostituita da una ben più prosaica e ordinaria Opel Tigra), un pensionato che prestava talvolta servizio da noi, cui va un caro ricordo dato che oramai è tra i più da un po' di tempo.

Qui la particolarità è doppia, in tutti i sensi. Tregge sovrapposte. La GTV rossa (!) sul carrattrezzi che la trasporta chissà dove, e un carrattrezzi è sempre e di per sé una treggia, anche se nuovo di pacca (e questo non era nuovo).

lunedì 19 aprile 2010

La saga di Pontenure (5): Mechanicus Præparator



All'interno della sua officina delle meraviglie, il signor Marcotti fa anche il preparatore. In quel particolare e sotto molti aspetti misterioso universo, il cosiddetto preparatore (mechanicus præparator secondo la classificazione linneiana) faceva spesso categoria a sé. È colui che, specialmente negli anni '60 e '70, prendeva una vettura qualsiasi (anche una Cinquecento, anche una A112) e la rendeva da corsa. Poi c'erano le gare settoriali tenute su mitici circuiti (chi si ricorda di Vallelunga, di Magione, di Pergusa...?), dove torme di sciùr Brambilla o di sor Projetti si misuravano all'ultimo sangue; per non parlare dei rallies (pronuncia: rèllis, ma è un sostantivo dalla flessione complessa in fiorentino. Al singolare si dice i' rèlli, plurale i rèlli, ma qualcuno dice i' rèllis pure al singolare. Ma ho sentito, seppure in rari casi, formare un singolare i' rèllo sul plurale i rèlli. Però c'è anche una variante i' rellì -con l'accento sull'ultima sillaba-, assai usata; plurale i rellì, sempre senza la "s"). Io stesso ho avuto un cugino, all'Elba, che correva nei rèllis e in particolare in quello dell'Elba, quando era abbastanza importante e quando la strada del Colle Reciso era una terribile mulattiera che rappresentava la principale prova speciale; ora, ohimè, è stata asfaltata e il rellì dell'Elba è stato declassato a una specie di malinconico raduno "storico"). Ci correva su una Fiat 124 Abarth ovviamente preparata da un meccanico locale, e arrivava fisso verso il 97° posto.

Insomma, tutta questa divagazione per invitarvi a ammirare questa Alfasud Sprint GTV preparata, e con una targa che ai suoi tempi non rimandava ancora automaticamente a feudi leghisti e raduni (rallies) "padani". Le terre del Po, allora, erano qualcosa di diverso. Producevano i signori Marcotti, partigiani e altra gente del genere; ora producono i Cota e i Calderoli, e persino un signor Marcotti -magari senza saperlo, e magari ancora senza che gliene importi granché- fa Resistenza.

martedì 18 agosto 2009

Ai tempi dell'Alfasud



Nonostante la targa labronica siamo ancora, qui, al 3 agosto scorso in quella certa viuzza fiorentina dove, una dietro l'altra, giacevano (e probabilmente giacciono ancora) numerose & assai impolverate tregge abbandonate. L'autovettura qui riprodotta faceva parte del celebre progetto Alfasud, quando l'Alfa Romeo di Arese impiantò degli stabilimenti in quel di Pomigliano d'Arco per la produzione di un nuovo modello (per la cui interessante storia si consiglia appunto di cliccare sul link). In realtà, a Pomigliano l'Alfa Romeo già era presente da prima della II guerra mondiale, ed è tuttora uno dei principali poli industriali e operai del mezzogiorno; ci piace molto ricordarlo anche per il gruppo musicale e teatrale 'E Zézi (cui ha dato una mano anche Erri de Luca, e dico poco).

L'Alfasud, più che un'automobile, fu un vero e proprio progetto sociale. Non bisogna infatti dimenticare che, all'epoca dell'inizio della produzione (1972), l'Alfa Romeo era di proprietà pubblica. Sembra strano parlarne ora, in questi pessimi tempi di "privato è bello"; ma c'è stata un'epoca in cui le Alfa Romeo erano prodotte dallo Stato. Nel 1976 l'Alfasud di Pomigliano decise di lanciare anche un modello coupé, disegnato nientemeno che da Giorgetto Giugiaro (uno che deve molto alle "g": pensate se si fosse chiamato Piorpetto Piupiaro o Fiorfietto Fiufiaro, non sarebbe stata la stessa cosa): nacque così l'Alfasud Sprint, detta poi semplicemente Alfasprint. La produzione andò avanti fino al 1988, addirittura oltre quello dell'Alfasud originaria (che defunse nel 1984 per lasciare il posto all'Alfa 33, la famosa vettura delle gomme rubate di Totò Schillaci). Eccone qui un superstite modello in un abbandono sotto il sole d'agosto.

Peccato, perché questa era ancora un'Alfa Romeo. Con tutti i suoi difetti, ma la era. Ai tempi dell'Alfasud, quando questo era ancora un Paese. Con tutti i suoi difetti, ma lo era.