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lunedì 4 febbraio 2013

Polenta Valsugana




Le associazioni di idee ispirate dalle tregge sono, sovente, assai bizzarre. Ad esempio, un dato giorno si trova parcheggiata a due passi dallo Stadio di Firenze (cosa che accade assai di frequente, ultimamente), una bella Fiat Campagnola targata Trento (del 1981); e la prima cosa che mi è venuta a mente è stata la Polenta Valsugana. Sarà per il Trentino e la campagna, chissà; ho come una vaga idea, tra l'altro, che la Polenta Valsugana (quella già pronta venduta in scatola) sia fabbricata a Cinisello Balsamo o roba del genere, eppure è la potenza occulta delle denominazioni commerciali e della pubblicità. Non ne sono immune neppure io, come non lo è nessuno; e Polenta Valsugana sia, in fondo non le sta nemmeno male come nome.

mercoledì 18 luglio 2012

Strade fuori



E proseguiamo immediatamente coi...capolavori markbiani (sempre celestini!), immergendoci nel mondo misterioso degli antichi fuoristrada. Questa è una Campagnola del 1962 ridotta in uno di quei modi che garbano parecchio a Fabrizio di Genova, senza calandra anteriore, con la vegetazione cresciuta nel motore, scrostata dal tempo, col cassone pieno di atavico ciarpame e ancora con la targa posteriore originale. Come modello potrebbe essere la AR 55 o AR 59 ("AR" stava per Autovettura di Ricognizione) della 1101, il tipo originale della Campagnola nato a scopi militari; ma, se tanto mi dà tanto, questa qui la sua vita la deve avere trascorsa in campagna sul serio. E in campagna è rimasta, in mezzo a un campo. E nessuno ce la deve togliere, sennò convoco tutti i Treggisti Militanti® della Rete per una manifestazione di protesta. 

Davanti a un mezzo del genere, pur nelle sue condizioni attuali, il concetto che si ha attualmente di fuoristrada (sempre che tale termine sia ancora usato; oramai sta cadendo in desuetudine) non vale assolutamente. Questo mezzo appartiene ad un'epoca dove il fuoristrada veniva fatto, per lavoro, veramente sulle strade fuori. Erano mezzi la cui guida non era affatto semplice, per non dire ardua; erano fatti sì per accedere in luoghi impervi, ma non tutti erano in grado di mandarli fra leveraggi, marce ridotte, blocchi del differenziale con comando a mano e quant'altro. Sinceramente, anche uno come il sottoscritto, che si picca d'aver guidato di tutto (compreso un Lupetto autobotte e un autoarticolato), ci avrebbe bisogno di qualcuno che gli insegnasse, se dovesse mandare una vecchissima Campagnola come questa. 

Per questa celestina del '62 sembra che le strade, oramai, siano sì fuori, ma fuori dal tempo. Se ne sta lì a far da magazzino di robaccia in mezzo a un campo, e a farsi crescere rampicanti nel motore arrugginito. Ma chissà che la sua tomba all'aria aperta, in fondo, non le piaccia; e le strade fuori si trasformano, piano piano, in paesaggio.

sabato 3 settembre 2011

Sfizzera? No, Pescia! (3)






Quando si dicono le passioni brucianti; sí, perché di AR 59 ce n'era un'altra. Dalla strada non si vedeva, e per "catturare" certe tregge bisogna prima aver stabilito un certo grado di familiarità con chi la possiede. Una familiarità che può durare anche un solo quarto d'ora, ma sufficiente a far sí che una persona, praticamente, apra le porte di casa ad un perfetto sconosciuto che si era fermato a pisciargli davanti all'uscio. Fra le cosiddette "persone normali" può darsi che scatterebbero gli insulti, le labbrate o addirittura di peggio; fra appassionati di tregge, fotografiche e/o reali, è tutta un'altra cosa. Si condivide una passione. Non è certamente detto che si divenga amici e neanche conoscenti; anzi, nel 99% dei casi non ci si rivedrà mai più; però, per un quarto d'ora siamo fratelli o roba del genere.

E così il signore del cane-orso, quasi con complicità, mi ha detto: Eh...e ancora non ha visto nulla! Ce ne ho un'altra...pensi la avevo presa dopo che avevo rimesso quell'altra, ma forse questa qui che lo fo vedere sarebbe ancora più bella...! Mi fa inoltrare nel suo giardino, davanti al panorama mozzafiato della Svizzera Pesciatina e delle Dieci Castella; si scendono delle scalette, ed eccola qui. Ancora mezza rudere, con le targhe raffazzonate alla bell'e meglio e gli interni alla porcopadrepìo. Capolavoro. Quasi verrebbe la voglia sí di rimetterla in sesto, ma non troppo; una Campagnola non è fatta certo per essere rileccata. Ma sono certo che quel signore là non abbia la benché minima intenzione di farne un mezzo da pottino.

giovedì 1 settembre 2011

Sfizzera? No, Pescia! (2)




Lasciato San Quirico in Valleriana, con la sua piazzetta nella quale i vecchi del paese, su alcune sèggiole, si divertivano a guardare cinque o sei ragazzini e ragazzine che giocavano al salto della corda (ve lo avevo detto che, lassù, il tempo non esiste...), io e la Piasintëina ci siamo inoltrati per altre stradine lupesche, decisi a vedere un po' d'altro di quei paraggi. Di paesi arroccati su per le pénte, ce ne sono parecchi; dieci, per la precisione. Li chiamano Le dieci Castella; e debbo dire che, al sottoscritto, quegli antichi plurali neutri in -a garbano parecchio. A San Quirico viveva la rumena, e almeno in una cosa il rumeno e il toscano sono identici da sempre: son le uniche lingue romanze che hanno mantenuto i plurali neutri latini (uova, ad esempio, in rumeno si dice ouă ; e se a Firenze esiste l'antichissima via delle Campora, ove campora è l'antico plurale neutro di campo, il rumeno risponde con câmpuri, che è il plurale di câmp).

Ad un certo punto, però, la Svizzera Pesciatina è diventata, almeno per il sottoscritto, la Svizzera Pisciatina; in estate bevo tre o quattro litri d'acqua al giorno, e il numero delle mie minzioni giornaliere è elevato. Insomma, mi son fermato a pisciare quando ho scorto il cancello d'una linda casetta protetta da un orso travestito (piuttosto male, per giunta) da cane. Dietro al cancello e all'orso, però, c'era quel che vedete nelle fotografie; e se non l'avete riconosciuta, vi dirò che il volgo la chiama "Campagnola", e il Treggista -invece- Fiat 1101 AR59. The original. Quella che serviva per davvero a andare per le campagne e per i monti. Senza compromessi: scoperta, senza portiere e verde militare. La targa lucchese (bonissima con quel suo 32 38 35) è del 1982, però non è quella primitiva; non si tratta di un mezzo degli anni '80. Da credere sicuramente che il proprietario possa averla acquisita in qualche svendita o asta di automezzi militari dismessi. L'aspetto è quello di un vecchio mezzo dell'Esercito Italiano, e si fa fatica a pensare a un caso; "AR" voleva dire "Autovettura di Ricognizione"...

A questo punto vi direte: ma com'è che il Treggista è riuscito a fotografarla? Vi dirò; caratteristica assolutamente necessaria per intraprendere questa carriera, è quella d'essere dotati di una sfacciataggine non indifferente. Arriva il proprietario che sente abbaiare il cane, due paroline magiche (tipica: sono un appassionato di auto d'epoca, posso fare due foto?, che è al tempo stesso di una estrema ma funzionale banalità ed estremamente sincera), il padrone tiene a bada l'orso (che poi si rivela buonissimo ma non si sa mai), fuori la Kodak, e clic.

domenica 30 maggio 2010

Un Gigliese a Ischia



L'amico e correligionario Viola Ionis 56, come tutti i lettori e tutte le lettrici del TB oramai ben sanno, è anche un coisolano: il Giglio lui, l'Elba io, e l'Arcipelago Toscano è così più che degnamente rappresentato (anche perché fra un paio di settimane avrò delle cosiddette ferie, e quindi sto già scaldando la Codacchina per un TT elbano commilfò). Ma lo Ionis, oltre al Giglio, nutre una smodata passione per l'isola d'Ischia (il cui nome, anche se è difficilmente immaginabile, ha la stessa origine di quello dell'Enfola); e, di ritorno da un suo soggiorno ischitano, mi ha inviato una meravigliosa & squisitissima zuppa di tregge reperite sull'isola, che non mi sono sentito di separare in diversi post per non rovinare la particolare atmosfera che da tutto ciò promana. 'A maronna t'accumpagna, come si può vedere nella foto sotto il titolo, e la cosa mi ha dato un'idea seminale: prima o poi dovrò andare a fotografare gli ex-voto del santuario di Montenero, a Livorno, dove di tregge dipinte dalla mano popolare ce ne sono a bizzeffe. Ma andiamo per ordine.

Caratteristica saliente, e assai originale, dello Ionis è il principio: tutto è treggia. E così, dopo la Pia Treggia d'a' Maronna, ecco qui quella che Ionis chiama una treggia ideologica:

Grand'isola dev'essere Ischia, dove accanto a a' Maronna esiste ancora il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista! Ma non c'è da stupirsene più di tanto; le isole le son fatte a codesta maniera, e ne so qualcosa. E siccome, appunto, attorno alle isole c'è il mare, e il mare ha le sue belle treggione naviganti, eccone una:


Vi starete a questo punto accorgendo dell'autentica vena pantrèggica dello Ionis, una vena che non posso assolutamente non condivedere sebbene il TB sia precipuamente dedicato agli automezzi. Ma com'era possibile non iniziare questo "post collettivo" ischitano senza dar conto d'a'a Maronna, del PCI-ML e della barca che, peraltro, tanto mi ricorda la vecchia barcaccia elbana di mio padre (che si chiamava Lario, ma non in onore della Veronica neodivorziata)? Ho avuto quasi un groppo alla gola...

Detto questo, lo Ionis è anche un diligentissimo Treggista in senso proprio; e c'è da dire che ogni isola, Ischia compresa, se presenta tregge madonnare, tregge ideologiche e tregge marittime deve per forza anche contare su un nutrito numero di tregge "doc". Detto, fatto, a partire da questa poderosa treggia edile:


Si prosegue con delle impareggiabili & amorosissime tregge turistiche, che fanno immaginare romantiche coppiette bacianti dietro a un energumeno, tale don Gennaro Maria Enzensberger che guida il mezzo (troppo comodo ricorrere al solito "Esposito", quando in tutta Napoli e dintorni gli antichi cognomi tedeschi e svizzeri sono assai numerosi):





Abbiamo poi un valente esemplare di treggia campagnola in disarmo, che si potrebbe chiamare anche Treggia d'a prutezzion' civil':



Potevano mancare a Ischia, infine, le Tregge Utilitarie? Le Tregge Utilitarie sono connaturate con ogni isola, tanto da fare immaginare tale scenario fortemente plausibile:

Don Gennaro Maria Enzensberger, che si guadagna il pane con gli Apini coi cuoricini portando a spasso coppiette innamorate (e declamando loro interessanti poesie filosofiche, che gli innamorati apprezzano moltissimo), svolge anche l'attività di pescatore con la Treggia Marinara ma non disdegna di costruirsi da solo qualche casetta abusiva con la Treggia Edile. Ovviamente crede n'a'a Maronna, ma è anche membro del Partito Comunista Italiano Marxista Leninista. Da ricordare anche il suo impegno nella Prutezzion' Civil'; per muoversi, però, e quando deve recarsi in continente per qualche incombenza, si serve del suo favoloso parco autovetture:





(NB: Il Cinquino, così mi dice Ionis, è stato in realtà ripreso in un'altra isola vicina, ovvero Procida.)

martedì 6 aprile 2010

La Campagnola dalla Provincia Granda



Mi scrive Michele, che si qualifica assiduo lettore di questo blog e ex possessore di una Fiat Duna 60 (e di una Uno CS, vale a dire la Uno a forma di Duna):

" Quando fa bello vado in giro con un "rampichino" di una nota ditta di Taipei. Oggi ho visto questa bellissima Campagnola Bianca, riverniciata e ripulita, per di più con motore a benzina, convertita a GPL, come conferma un piccolo adesivo sul vetro. Da me circola anche un vecchio Feroza targato TO XXXXXF anche esso benzina convertito a GPL. La conversione a GPL ha probabilmente salvato questi mezzi dalla distruzione, vista anche la tendenza a consumare ancor più che la Duna.
È targata Cuneo, pure essendo sata avvistata in provincia di Torino. Mi sembrava bello metterla visto che è una vecchia macchina tenuta perfettamente. Purtroppo nonsono riuscito a fotografare la targa di dietro, visto il parcheggio "pronto fuga".
Se le pubblichi mi fai un piacere. "

Beh, come non raccogliere immediatamente l'appello di Michele? Quindi, la "sua" Campagnola proveniente dalla Provincia Granda gliela pubblico immediatamente, ringraziandolo sia per la sua assiduità, sia per aver voluto fare al sottoscritto e a tutti gli altri lettori e le altre lettrici del TB un presente assai gradito. Con la speranza che il suo contributo sia sì il primo, ma non l'ultimo!

lunedì 1 giugno 2009

Si va per la campagnaaaa....!


Guardatela bene: questa è una vera Fiat Campagnola, di quelle in dotazione anche all'Esercito, di quelle con addosso il fango vero, di quelle che fuoristrada ci andavano sul serio. Altro che finte "Jeep" con nomi da tribù pellerossa, altro che lindissimi e tronfi SUV del cazzo: questa qui, signore e signori, ha fatto la guerra sul serio. Di quelle cose che Iddio le fa e nessuno le distrugge. Di quegli automezzi che montano sui muri, velocità massima trentotto chilometri all'ora, marce ridotte, blocco del differenziale e ovvediamo se su per le pènte tu ci sai andare su i' serio, maremma cane. In effetti, va detto che per completare l'immagine ci manca soltanto un bracco o un setter affacciato al finestrino, e magari -why not- al posto di guida! Bau !!