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martedì 11 dicembre 2012

Le tregge dello Scudetto


È il maggio del 1969: quasi 44 anni fa la Fiorentina vince il secondo scudetto della sua storia, che è rimasto l'ultimo. Me ne ricordo a malapena: avevo sei anni, il tifo già un po' c'era come può averlo un bambino di quell'età, ma in casa c'erano mio padre e mio fratello, autentici supertifosi, e l'atmosfera era veramente incredibile. Ce la farò a vederne un altro, di scudetto Viola? E' la domanda che tutti a Firenze si pongono. Chissà, e sognare non costa nulla.

Il 1969 è però, nel TB, un tipico annus treggisticus; quante volte lo abbiamo incontrato con le vetture con le serie che vanno all'incirca da FI 460000 a FI 500000; con quest'ultima serie, anzi, il '69 a Firenze è un anno memorabile anche dal punto di vista delle targhe. Un bel filmato della trasmissione "Perle di Sport" di Rai Sport dedicato al secondo scudetto della Fiorentina (presente interamente su YouTube) ci permette di unire le due cose e di tornare a quell'anno sia per quanto riguarda il calcio, sia per quanto riguarda le automobili. I vecchi filmati d'epoca sono preziosi, sotto questo aspetto: come alcuni film girati in esterni autentici, ci consentono di vedere com'era quando le tregge di oggi erano nuove o seminuove, oppure quando circolavano comunemente vetture che, oggi, è quasi impossibile vedere in giro. Nel filmato dedicato allo scudetto del '69, chiaramente, sono presenti delle immagini dei festeggiamenti e dei cortei di auto che si ebbero allora a Firenze; e ho effettuato alcuni fermi immagine.

Nel primo, quello della foto sotto il titolo, si vede una giardinetta imbandierata e stracolma, che presenta parecchi punti di interesse. Nonostante il pavese a festa, la si riconosce abbastanza facilmente per una Fiat 500C Belvedere, o "Topolino Familiare" come si diceva; sicuramente degli anni '50, che allora erano soltanto il decennio precedente. Solo che, decisamente, è più grande del normale. A passo lungo sembrerebbe, e quindi addirittura "furgonata". Possibilissimo che della vettura fossero state fatte versioni modificate per aumentarne la capienza, furgonate o addirittura piccoli pulmini. La pavesatura Viola copre anche la targa anteriore (si legge abbastanza bene solo la sigla "FI"); la vettura sta passando chiaramente nel viale Manfredo Fanti, davanti allo Stadio Comunale.


Il mistero della targa e della datazione esatta viene risolto con l'inquadratura del retro (si vede chiaramente che è la stessa autovettura dalla scritta "VIOLA" sul parafango anteriore sinistro): la vettura è targata FI 59935 ed è quindi del 1952. Insomma, già allora aveva 17 anni e poteva quasi essere una treggia; chissà che fine avrà fatto, e quando. Come si può vedere, l'ipotesi del "furgonamento" della 500C Belvedere esce rafforzato alquanto da questa foto posteriore; tra le altre cose, se non vi fosse stata che questa inquadratura e non fosse stato visibile il parafango "Viola", la si sarebbe potuta prendere tranquillamente per una R4. Cosa però impossibile, data la targa: la produzione della R4, infatti, cominciò in Francia parecchi anni dopo, nel 1961. E' possibile che le prime R4 targate FI siano quindi soltanto delle serie FI 150000 e FI 160000. Chissà se Mark B. ne ha qualcuna. Tornando alla nostra 500C Belvedere "furgonata" o presunta tale, si noti che è stata istoriata a vernice con tutta la panoplia Viola: oltre alle scritte sul parafango, sopra il lunotto posteriore è verniciata l'intera formazione della Fiorentina vincitrice dello scudetto (si riconosce bene il nome del centravanti Maraschi).


Qui siamo in pieno corteo strombazzante (probabilmente sui viali, oppure sempre attorno allo Stadio Comunale): un autentico delirio che ci fa intuire che cosa succederebbe in città se la Fiorentina avesse a rivincere lo Scudetto. Dal punto di vista treggistico si vede chiaramente un furgone Fiat 1100T stracarico di tifosi nel cassone e anch'esso convenientemente pavesato di Viola e scudetti. Interessante, dietro di esso, l'autobus extraurbano che sembrerebbe proprio, anzi è (lo si riconosce dalla calandra), un Fiat 642RN. Derivato dal camion Fiat 642 ("R" di "RN" sta per "ribassato"), la sua produzione cessò nel 1958 ed è quindi un'immagine che ci riporta anch'essa a una cinquantacinquina buona d'anni fa.

Con la speranza, naturalmente, che il successore del Treggia's Blog nel 2040 o giù di lì, nell'occuparsi delle vetture che allora saranno tregge faccia un post sul 3° scudetto Viola!

Il post è dedicato agli amici e fratelli del newsgroup it.sport.calcio.fiorentina (ISCF)

venerdì 13 luglio 2012

La Bovomobile


Un ritorno non è un ritorno senza la TdC (Treggia del Collaboratore); ma, stavolta, scelgo volutamente una cosa parecchio particolare. Nel senso: non una treggia (e che treggia...!) dei collaboratori "usuali" del TB (che saluto, e che comunque hanno continuato a spedirmi copiosamente le loro meraviglie che si vedranno via via...), bensì una fotografata ad hoc da un amico che, normalmente, si occupa di tutt'altro che di vecchie automobili (casomai, a rigore, di vecchi caproni che vogliono costruire ferrovie altamente veloci in certe valli a nord del fiume Eridano; e di altre cose che non sto a spiegare qui). Questo significa una cosa che, lo dico senza remora alcuna, trovo commovente: ci sono persone che, vedendo in giro nella propria città o località (e questa è lontana assai; la si desume dal tabellone pubblicitario del compro oro nella terza foto) una vecchia autovettura, mi rivolgono il pensiero per un attimo e si dicono: "Toh, questa la fotografo e gliela mando al Venturi!". E sono piccole cose che mi colpiscono non poco, anche perché -a pensarci ben bene- non sono piccole affatto. Una di queste persone è il Bovo. "Bovo" non è un cognome e nemmeno un soprannome che presuppone un aspetto da grosso ungulato; il Bovo è semplicemente il Bovo, e per me basta la parola, aspettando che trionfi il Santo Nome d'Anarchia (domani, senza dubbio). S'è ritrovato davanti questa stupefacente Fiat 500 C Belvedere (familiarmente nota come Topolino Giardinetta) milanese del  1953, e me la ha mandata; indi per cui le riservo il post(o) che merita. Con un abbraccio al Bovo, che sa di parecchie altre cose oltre alle tregge giardinette del Cinquantatré.

venerdì 7 ottobre 2011

La Meharista e il Salento treggistico


Saldissimi sono i legami di Cristina la Meharista con il Salento, terra d'origine del di lei fidanzato nonché, sicuramente, tra le contrade più belle di questo disgraziatissimo paese; tra le più belle, come si vedrà meglio in questo post, anche dal punto di vista treggistico. Un po' tutto il Sud, a dire il vero, mi è stato descritto come un vero e proprio paradiso in terra per quanto riguarda la quantità e la qualità delle tregge che vi allignano; questa spedizione leccese di Cristina non fa che confermarlo, a partire da questa superlativa Fiat 500 C Belvedere del 1958. Quest'anno fa notare come, per un certo periodo, siano convissuti in Italia due modelli della 500: la C, appunto, e la "Nuova 500" (lanciata sul mercato nel 1957).


La 500 C Belvedere è, senza ombra di dubbio, l'antesignana delle giardinette italiane ed in particolare della successiva 500 Giardiniera, uno dei modelli più tremendamente longevi della Fiat/Autobianchi e che rimase in produzione, a furor di popolo, ben oltre l'interruzione del modello base (nel 1975). Lo sgargiante esemplare salentin-meharistico che vedete, nonostante la targa si legga poco bene per la posa laterale, è del 1966.


Quando si dice una visione celestiale, anche se in realtà il colore di questa 126 di prima generazione (del 1973) dovrebbe essere classificato come verde acqua o roba del genere (io lo chiamo anche celeste pasticca per il water). Il proprietario di questa autovettura deve avere sicuramente qualche difficoltà nel distinguere tra il volante e l'aureola, e menomale che la vettura non è targata CH (che sarebbe potuto stare per cherubino). Primo esempio di ibrido terra-aria: la propulsione alare, però mi dicono, veniva montata raramente e ci volevano autorizzazioni speciali. Anzi, specialissime.


Credo che poco faccia più "Sud treggistico" del treggione polveroso con targa settentrionale, capitato da quelle parti per un motivo qualunque. Con questa foto meharistica, il TB dà peraltro il benvenuto assoluto alla Fiat 125, un modello ancora non presente nel blog. Dalle rive del Lario o dalla verde Brianza, da dove è partita nel 1968, fino a Lecce, Ostuni, Gallipoli o Otranto la strada dev'essere stata parecchio lunga, e non solo chilometricamente...


Con questa Fiat 127 del 1974 torniamo alle targhe leccesi; questa vettura qui, tra le altre cose, l'avrei vista parecchio bene come macchina di un certo salentino, se non fosse per il non trascurabile fatto che il suddetto non ha manco la patente, e che è convinto che la rivoluzione arriverà in bicicletta (io, però, ritengo che due o tre carri armati la aiuterebbero parecchio). Poco male; a pigliare la patente il buon Alessio è sempre in tempo, e come modello mi sembra sufficientemente anarchico...!


Infine, una cosa logica. Poteva forse la Meharista non concludere tutto con una Mehari? Impossibile. Il bello gli è che, in un Salento assolato e decisamente balneare, Cristina è andata a scovare una sua "omonima" targata Venezia (del 1984)!

lunedì 28 febbraio 2011

Una Meharista a Milano (3): Un bel vedere


Non è soltanto una Treggista di prim'ordine, la nostra Meharista: è anche una fotografa non indifferente. Che ne dite di questo stupendo bianco e nero con cui ha catturato una Fiat 500 C Belvedere sicuramente degli anni '50 ma, disgraziatamente, ritargata? Fra parentesi, io sarei contro la reimmatricolazione di autovetture del genere; si trova l'immatricolazione originale e la si ripete con riproduzione esatta della targa, se è andata perduta. Ritargare una macchina del genere è un crimine.

Comunque sia, davvero un...bel vedere, che Cristina ha peraltro riprodotto anche a colori nell'inusitato sole milanese:

lunedì 1 marzo 2010

Marzo






Quando arriva marzo, è sempre qualcosa di speciale. Vuol dire che l'inverno è quasi finito. Vuol dire tante cose che hanno a che fare con una marea d'altre; e, a volte, marzo spedisce dei segnali ben precisi.

La scena era piuttosto curiosa. Una strada davvero qualsiasi, persino brutta, della periferia nord di Firenze. Ci passo spesso quando, da casa mia, vado direttamente a fare il ritorno di un dato giro di servizi sociali. Anonima, senza storia; ma la storia, anche quella piccolissima di un minuscolo blog dedicato alle macchine vecchie, non si cura delle strade dove va a mostrarsi.

La strada era mezza interrotta, alle 15.24 di oggi, da una pattuglia di vigili urbani; non c'era nessun incidente, fortunatamente, ma nell'asfalto si era aperta una buca. Una delle migliaia di buche fiorentine; una voragine in sedicesimo che, però, può far male (specialmente ai mezzi a due ruote). Passando lentamente mi sono messo a guardare la buca , così per fare; poi ho alzato la testa. E mi sono accorto di che cosa era parcheggiata dirimpetto alla buca.

Credo d'aver detto qualcosa come "mio Dio", esclamazione del tutto infrequente per il sottoscritto. Non ho neanche parcheggiato il furgone; l'ho lasciato in mezzo di strada, con il motore acceso e le quattro frecce. Sono uscito tra i giustificatissimi vaffanculo di chi mi stava dietro (e se per caso qualcuno che si trovava in quella strada a quell'ora mi legge, colgo l'occasione per chiedergli scusa); e giù foto, con la precisa sensazione di non volermi staccare da quella specie di visione.

È una Fiat 500 C "Belvedere" del 1954.


Nella foto sopra la si vede... nel 1952, in un'altra Italia e in un altro mondo.

A questo punto dovrei dire qualcosa, ma sinceramente non mi riesce. In questo blog ci sono due vetture sicuramente più vecchie, la Willys del 1941 e la 1100 del 1949 che fa anche attualmente da "foto-logo" del TB; ma entrambe sono state reperite presso un carrozziere (lo stesso), la prima restaurata ma ritargata e la seconda in condizioni di carcassa e priva della targa (ma sto seguendo, seppur di soppiatto, i lavori di ricostruzione). Questa è la Treggia più vecchia trovata per strada, in un giorno qualsiasi. Con la sua targa, che ovviamente polverizza ogni record per le targhe fiorentine nel TB e "manda in pensione" l'oramai mitico "FI 17"; per questo, nonostante il suo numero non abbia niente di speciale dal punto di vista squisitamente "numerologico", la inserisco anche nella categoria delle "Targhe Particolari". Ebbè. Una targa autentica del 1954 è particolare comunque. Sarebbe un'immatricolazione di cinquantasei anni fa, vorrei ricordarlo.

Altro, direi, non v'è da dire, a parte far rimarcare le condizioni perfette della vettura. Ovvio che il proprietario ci ha messo le mani, oltre ad averla debitamente iscritta al registro delle auto storiche (come si vede dal pataccone posteriore). Ovvio che ha tra le mani un patrimonio. Ovvio anche che son dovuto rimontare sul furgone tra le urla della folla, che stavano facendosi minacciose nei miei confronti e stavano anche attirando l'attenzione dei vigili guardabuca. Ma ne valeva la pena, perdiana. Se la valeva!