In realta, ai centri commerciali ci vado il meno possibile; posso arrivare al piccolo supermercato di quartiere o al discount, ma il megastore è un ambiente che mi deprime non appena ci metto piede dentro. Càpita però, a volte, di doverci andare; e i megacentri hanno perlomeno, dal punto di vista treggistico, l'attrattiva dei megaparcheggi. I grossi parcheggi dei centri commerciali, ad esempio, sono spesso vere e proprie miniere di camper, per ovvi motivi di ingombro; non di rado, presentando grossi accumuli di vetture, riservano poi delle gradite sorpresine, come questa Lancia Delta maremmana il 7 giugno 1984.
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giovedì 5 dicembre 2013
domenica 6 dicembre 2009
La treggia di lavoro
Toglietemi il coraggio, toglietemi il decoro, ma non mi toglierete le scarpe di lavoro, canta il bravo cantautore e rocker fiorentino Massimiliano Larocca in una sua canzone: un altro personaggio della scena musicale fuorimercato da raccomandare a Harmonica, e a tutti quanti. Questa sua canzone "operaia" ve la voglio far sentire subito, tanto che ci sono:
Bene, in questa specie di strip-tease dove il lavoratore è disposto a farsi togliere tutto fuorché le scarpe (ma sotto questi chiardiluna, io starei attento pure a quelle...) basta sostituire queste ultime con la meravigliosa treggia qui raffigurata; e vorrà dire che, al limite, il titolare la guiderà scalzo. Insolita, peraltro: una Lancia Delta, seppur vecchia come il cucco, non è davvero una tipica macchina di lavoro. Eppure eccola qui, conciata da vetturaccia da battaglia, strapiena di attrezzi, casse, cavi e altri arnesi, coi sedili posteriori tirati via per fare spazio. Levàtegli tutto, a questo qui, ma guai se gli levate la treggia di lavoro. Oltretutto, dovreste vedervela anche con il sottoscritto: questa qui, ancora una volta, è una treggia individuata oramai da anni e anni, sempre parcheggiata in un dato posto. La preistoria del TB che fa di nuovo capolino.
NB. Nel marasma del portabagagli sembra seriamente che ci sia qualcosa che somiglia a un serpente vivo, e anche piuttosto lungo. Cliccare sulla foto del portabagagli per verificare!
Bene, in questa specie di strip-tease dove il lavoratore è disposto a farsi togliere tutto fuorché le scarpe (ma sotto questi chiardiluna, io starei attento pure a quelle...) basta sostituire queste ultime con la meravigliosa treggia qui raffigurata; e vorrà dire che, al limite, il titolare la guiderà scalzo. Insolita, peraltro: una Lancia Delta, seppur vecchia come il cucco, non è davvero una tipica macchina di lavoro. Eppure eccola qui, conciata da vetturaccia da battaglia, strapiena di attrezzi, casse, cavi e altri arnesi, coi sedili posteriori tirati via per fare spazio. Levàtegli tutto, a questo qui, ma guai se gli levate la treggia di lavoro. Oltretutto, dovreste vedervela anche con il sottoscritto: questa qui, ancora una volta, è una treggia individuata oramai da anni e anni, sempre parcheggiata in un dato posto. La preistoria del TB che fa di nuovo capolino.
NB. Nel marasma del portabagagli sembra seriamente che ci sia qualcosa che somiglia a un serpente vivo, e anche piuttosto lungo. Cliccare sulla foto del portabagagli per verificare!
lunedì 2 novembre 2009
Ma il materasso...
...fa la felicità, come diceva una vecchia canzone della banda Arbore. Certo che farà anche la felicitò, specialmente quando s'ha un bel sonno, ma doverne trasportare uno a mano, con quel che pesa, non è che renda tanto felici. Meglio allora sistemarlo sul classico portabagagli da tetto di una Lancia Delta; a meno che non si tratti di una forma elementare, protozoica di camper. Si gira, e per la notte si sale sul tetto della Delta e ci si sistema sul materasso già bell'e pronto. Due copertacce, e vuoi mettere la libertà dei pionieri alla conquista del West Florence? Piove? E pazienza, esistono anche i teli di nailon! Nevica? Oh, ma allora vu' ci avete proprio un bello sculo!
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