Primo giorno d'estate. Mi viene a mente che proprio un bolognese di adozione, seppur modenese volgare e pavanese di cuore e di cultura (la sua Pàvana è la mia Elba, e si potrebbe dire benissimo che Pàvana è un'isola e l'Elba una montagna), scrisse in una seminale canzone che si attende l'inverno per desiderare una nuova estate. In questi giorni resto attaccato alla Rete (intesa come luogo di espressione e comunicazione) esclusivamente per questo blog; per il resto, silenzio. E non fa male; stacca da parecchie vanità, ostacola le autoimposizioni, costruisce nuove prospettive. Intanto il sole comincia a picchiare sul serio, le carrozzerie scottano, e la vita scorre senza nessun bisogno di raccontarlo forzatamente a chicchessia. Si racconterà, invece, che questa Alfa 1750 felsinea è un modello davvero addietro nel tempo, e nobilmente incuràntesene. La prassi del TB suggerisce comunque di specificare che è del 1969; un rombo che non si spegne. E in questa frase avverto, senza che possa o voglia dirvi altro, echi che si manifesteranno senza fretta.
Visualizzazione post con etichetta Alfa Romeo 1750. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Alfa Romeo 1750. Mostra tutti i post
martedì 21 giugno 2011
sabato 4 giugno 2011
Sempre drèo...



L'Alfa 1750 è una vettura importante per il TB, facendo parte di quelle "pretregge" che ne precedettero immediatamente l'apertura; quella 1750 lì della Stazione centrale, purtroppo non l'ho più riveduta (e pensare che la lunga conversazione che ebbi col suo proprietario fu proprio la molla decisiva che mi spinse a fabbricare questo blog!). Indi per cui, quando ne vedo una in giro, ho sempre un deciso moto di gratitudine; anche se questo è un periodo in cui mi tocca stà' drèo. Avrete ben notato che, ultimamente, di tregge parcheggiate ce ne sono abbastanza poche; quelle migliori le incontro tutte quante mentre circolano, e allora bisogna che faccia un po' di salti mortali. Il traffico dà senz'altro una mano, perché l'ottica del Treggista Militante è del tutto arrovesciata rispetto a quella normale: egli, infatti, ama i rallentamenti, gli ingorghi e i semafori rossi che gli permettono di inforcare la Kodak e scattare!La presente Alfa 1750 si distingue peraltro per uno dei colori più improbabili che mi sia stato dato di cogliere in questi due anni di blog; un verde qualcheccosa, sicuramente non sgradevole ma -a mio modesto parere- del tutto fuori luogo per una vettura "seria" come questa (e, in effetti, le 1750 superstiti sono costantemente di colori scuri, blé o marrone ad esempio). Poiché la definizione dei colori è una delle mie specialità, ho coniato stavolta quella di verde color brodo di salamandra, che mi sembra particolarmente azzeccata; ma se ne avete delle migliori, fatemelo sapere. Intanto, non prima di avere specificato che la vettura è del 1973, continuo tranquillamente a stà' drèo e, udite udite, vo in ferie per qualche giorno. In una mèta altamente esotica, come vedrete meglio in seguito....
giovedì 5 agosto 2010
Quadrifoglio Verde
Ma allora non era un caso, quella certa officina dove, mesi fa, mi ero trovato davanti a un paio di belle treggiozze; pur frequentandola da anni per motivi che non sto a spiegare (saranno mica macchine da riparare?....), non ci avevo fino ad allora trovato mai niente di interessante. In pochi mesi, il botto: che ne dite ad esempio di questa Alfa 1750 del 1976, serissimamente blé scura, da direttore di banca di quelli di una volta, che tenevano l'amministrazione a mano? Però, d'altro canto, una vettura del genere poteva servire benissimo anche per rapinarla, una banca; le Alfa hanno avuto sempre questo di bello, erano polivalenti. Da un lato erano sì le macchine della polizia, ma dall'altro erano anche quelle dei banditi. Durante il suo tentativo di evasione dal carcere di Fossano, Horst Fantazzini chiese una Giulia. Bastava rifornirla ben bene, perché fa all'incirca 27 metri con un litro di benzina. Il rombo Alfa Romeo, quello vero, lo si paga. È il pedaggio per il Quadrifoglio Verde.

Il Quadrifoglio Verde, come tutti sanno, è il simbolo della Scuderia Corse Alfa Romeo; oddìo, trovarlo in bella mostra su una berlina "importante" del genere è piuttosto singolare, però è un dato di fatto che quella berlina, se la pigi, va come le sassate. L'ho preso anche, quel Quadrifoglio Verde, come una specie di simbolo del destino; a tale riguardo, bisogna che vi racconti una piccola storia. Forse l'ho già raccontata, non mi ricordo; ma repetita iuvant.
L'Alfa 1750 ha una enorme importanza per questo blog; circa a metà maggio del 2009, aspettando la Piasintëina un venerdì sera davanti alla stazione centrale di Firenze, ce n'era una (beige e non blé) parcheggiata proprio là davanti. Mi misi a scrutarla avidamente, perché anche se il TB non c'era ancora, la passionaccia c'era eccome. Arrivò il proprietario, gentilissimo, con il quale mi misi pure a scambiare qualche parola: la macchina era del 1973, targa FI 61... e qualcosa. Mentre parlavo mi dicevo: accidenti, non ho portato la macchina fotografica, le avrei fatto volentieri un paio di foto per tenermele...
Rimugina che ti rimugino, mi venne in testa di fotografarle, le tregge che vedevo in giro. Cominciai un paio di settimane dopo, un certo 1° giugno del 2009, con una 500 bianca. L'Alfa 1750 di quella sera non l'ho mai più rivista in giro; chissà, forse la sua funzione era quella di mandarmi un messaggio e una scintilla da una parte della mia vita. E come simbolo di questa cosa, un quadrifoglio verde ci sta parecchio bene.
Il Quadrifoglio Verde, come tutti sanno, è il simbolo della Scuderia Corse Alfa Romeo; oddìo, trovarlo in bella mostra su una berlina "importante" del genere è piuttosto singolare, però è un dato di fatto che quella berlina, se la pigi, va come le sassate. L'ho preso anche, quel Quadrifoglio Verde, come una specie di simbolo del destino; a tale riguardo, bisogna che vi racconti una piccola storia. Forse l'ho già raccontata, non mi ricordo; ma repetita iuvant.
L'Alfa 1750 ha una enorme importanza per questo blog; circa a metà maggio del 2009, aspettando la Piasintëina un venerdì sera davanti alla stazione centrale di Firenze, ce n'era una (beige e non blé) parcheggiata proprio là davanti. Mi misi a scrutarla avidamente, perché anche se il TB non c'era ancora, la passionaccia c'era eccome. Arrivò il proprietario, gentilissimo, con il quale mi misi pure a scambiare qualche parola: la macchina era del 1973, targa FI 61... e qualcosa. Mentre parlavo mi dicevo: accidenti, non ho portato la macchina fotografica, le avrei fatto volentieri un paio di foto per tenermele...
Rimugina che ti rimugino, mi venne in testa di fotografarle, le tregge che vedevo in giro. Cominciai un paio di settimane dopo, un certo 1° giugno del 2009, con una 500 bianca. L'Alfa 1750 di quella sera non l'ho mai più rivista in giro; chissà, forse la sua funzione era quella di mandarmi un messaggio e una scintilla da una parte della mia vita. E come simbolo di questa cosa, un quadrifoglio verde ci sta parecchio bene.
Iscriviti a:
Post (Atom)