Visualizzazione post con etichetta Opel Kadett. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Opel Kadett. Mostra tutti i post

lunedì 6 ottobre 2014

Holysource 1: Gli sponsali



A Fontesanta ci vo una volta all'anno, la prima settimana di settembre, e sempre per la medesima occasione.

Fontesanta si trova in mezzo a un bosco fitto, sopra San Donato in Collina; per arrivarci, bisogna fare una strada sterrata terrificante che s'inerpica su per la foresta. Qualcosa da lasciarci sospensioni, coppa dell'olio e marmitta (che, una volta, ci ho effettivamente lasciato); per salire a Fontesanta, una volta, confesso di essermi fatto dare un passaggio da uno con un SUV, tradendo tutti i miei princìpi, ma a Fontesanta, in quella prima settimana di settembre, c'è la festa della Brigata Sinigaglia.

Di quei ragazzi che, una settantina d'anni fa, presero le armi e salirono sui monti per andare a combattere il nazifascismo, ne sono rimasti in pochissimi, e ogni anno son sempre di meno; eppure ogni anno, sfidando anche la stradaccia, su in Fontesanta si è sempre di più. La cosa, sicuramente, ha del misterioso; e ancor più misteriosa è la tradizione che, per quel che mi riguarda, accompagna ogni mia salita in quegli impervi luoghi. E si tratta di una tradizione squisitamente treggistica che vado ad esporre brevemente: ogni volta che vado lassù, all'inizio della strada (ancora nell'abitato e, soprattutto, ancora e fallacemente asfaltata prima della specie di calvario che c'è da fare), becco una treggia, e di quelle sode. Quest'anno, poi, come si vedrà ne ho beccate addirittura due, una il sabato a salire e una alla domenica a scendere (perché la festa in Fontesanta dura due giorni, con alcuni temerari che piantano le tende oppure, e non so come facciano, salgono su col camper).


All'inizio della strada c'è una chiesetta, e i primi di settembre, assieme al classico maggio, sono tra i periodi più gettonati per i matrimoni. Lungi da me ripetere una delle mie classiche tirate contro sposalizi, famiglie e quant'altro: a lungo andare si rischia di diventare nojosi. Dirò soltanto che, da qualche tempo, parecchi sponsali hanno rinunciato, dal punto di vista automobilistico, al solito macchinone agghindato e si sono invece rivolti a delle belle tregge come questa (magari tenute con amore da qualche parente o amico), senza l'ombra di un (peraltro banale) ornamento. Applausi a scena aperta, dunque, per questo matrimonio treggistico settembrino che si è servito di una Opel Kadett Coupé rossa fiammante immatricolata il 1° gennaio 1971.


Può essere che gli sposi, dietro, siano stati un po' strettini, e può essere pure che, in fondo, la cosa non sia loro dispiaciuta pregustando -come tutti ci auguriamo- le delizie della notte. Il vostro Treggista Preferito®, naturalmente, era invece impegnato in ben altre delizie essendosi ritrovato davanti, per l'ennesima annata, alla tradizionale Treggia di Fontesanta, o Holysource Treggia. Un "evviva gli sposi!" sorge quindi spontaneo.


I quali sposi, ne sono certo, non obietteranno a che, come commento musicale per questo post, abbia scelto proprio Insorgiam!, vale a dire l'inno della Brigata Sinigaglia. Inno registrato proprio in Fontesanta ed eseguito dal Menestrello:



martedì 23 luglio 2013

La treggia sottofinestra



Il TB è abbastanza famoso per le "tregge sottocasa", vale a dire quelle (e sono tante: si pensi solo all'oramai mitica via Ciseri!) trovate all'Isolotto, negli immediati dintorni di casa mia. A rigore, poiché abito in un ex garage situato sotto il piano strada, bisognerebbe dire tregge sopracasa; ma ho deciso di risparmiare all'universo mondo tale inutile sottigliezza. Oggi, però, l'espressione "sottocasa" è pienamente giustificata. La treggia che vedete, infatti, mi è capitata esattamente sotto le finestrature di casa mia: sono quelle che vedete nella foto con la macchina presa di lato. Nella stessa foto, praticamente, vedete l'intera casa mia dall'esterno; esattamente dove è poggiato lo scaleo, all'interno si trova il tavolo da lavoro col computer dal quale viene compilato il Treggia's Blog. Quando si dice che, se il Treggista non va dalla Treggia, e la Treggia che va dal Treggista...

Incidentalmente, quando una treggia mi capita a pochi centimetri da casa ho un po' di timore scaramantico; la prima volta che mi accadde, la sera del 20 settembre 2011, poche ore dopo mi prese un infarto. Non metaforico per l'emozione: proprio un infarto vero, con tanto di terapia intensiva e tubicini infilati dentro. Come dire: ho aspettato qualche giorno prima di mettere queste foto, sincerandomi che tutto fosse a posto. Capirete bene il perché. Detto questo, dovete sapere che proprio accanto a casa mia ha sede una ditta di condizionamento d'aria, la quale, naturalmente, riceve dei clienti; la stupefacente (ed oltremodo rara) Opel Kadett 1000 Familiare che mi si è sistemata sotto le finestre appartiene giustappunto a un simpatico cliente dei condizionatoristi, ed è del 1974. E così, prendendo i classici due piccioni con una fava, vedete anche la curiosissima sistemazione abitativa del vostro Treggista Preferito®. Beh, un Treggista non poteva che vivere in un garage, no? Però non crediate che il garage in questione ospiti motori; si distingue invece per un gatto nero e per circa 2000 libri che vi sono stipati dentro, anche in bagno. L'unico garage al mondo dove basta chiedere per vedervi consegnare una grammatica della lingua laotiana o un dizionario ceco-mongolo. Non ci credete? Venitemi a trovare.

Dovrei raccontarvi anche un minutino della faccia del gentile cliente dei condizionatoristi, che mi ha visto sbucare da una porta in mutande con in mano una fotocamerina digitale per riprendergli la Kadett familiare; naturalmente lo ringrazio per essere sopravvissuto alla non celestiale visione, ora che mi sto pure facendo crescere un barbone da extraparlamentare degli anni '70. Ma così è, e bisogna pigliarmi come sono. Del resto, anche essere quel che sono è una specie di mestiere, l'unico che so fare bene.

domenica 1 aprile 2012

Truzzery





Di fronte alla sublimità della truzzeria, non valgono considerazioni su targhe nere o bianche. A parte il preciso sospetto di una reimmatricolazione, questa Opel Kadett con tanto di fanaleria esagerata, strisce e striscioline, cerchi in lega e portanonsoccosa (o sarà un roll-bar? Boh!) raccoglie in sé la quintessenza della truzzeria: quella per cui una data vettura può essere "bombardata" con ogni sorta di cose, senza perdere però un milligrammo dell'aspetto semi-impiegatizio dell'originale. Un esemplare paradigmatico per cominciare questo mese d'aprile!

venerdì 1 gennaio 2010

Chi ben comincia... (Con il primo mistero dell'anno!)







...è a metà dell'opera, come dice il proverbio. Beh, capisco che ci siano molti che non sopportano i proverbi; ma, se sono diventati tali, qualche cosa di vero ce la debbono pur avere. Infatti, comincia benissimo 'sto dumiladieci (o millenovecentonovantaventi, per chi ancora non s'è rassegnato a cambiare secolo), almeno dal punto di vista treggistico; non sarà forse granché, ma sotto questi chiardiluna bisogna sapere accontentarsi.

Il nuovo anno comincia anch'egli sotto il segno della Dora e dei suoi avvistamenti (seguiti dal relativo, dettagliato SMS con le coordinate esatte). Stavolta, però, si è letteralmente superata: non soltanto ha scovato questa vetusta Opel Kadett (del 1968), ma è riuscita a far oltrepassare al TB i limiti di un blog, e a farlo entrare praticamente nella Carboneria.

L'oramai mitica Dora de' Treggiantibus mi ha infatti spedito, rigorosamente nottetempo, in un impervio luogo sotto il Monte Morello, con la pioggia e la nebbia, tra inquietanti vecchi conventi abbandonati, stradine strettissime circondate da alti muri, ville sontuose, cancelli che danno su oscuri viali alberati. Un posto assolutamente fantasmagorico per andare a trovare, parcheggiata sotto un ulivo, questa prima treggia del 2010 che inaugura l'anno col botto.

Ma c'è di più. C'è anche il mistero. Guardate la foto che segue:



Come sarà, infatti, che, all'improvviso, l'avita Kadett bianca è diventata gialla in una foto? Quale ignoto spirito vi dimorerà? Le combinazioni numeriche della sua targa riporteranno a qualcosa a metà tra Stonehenge, i Templari, Rennes-Les-Châteaux e Atlantide? Ci dovremo aspettare che una troupe di Voyager con tanto di Giacobbo sbarchi tra Quinto Alto e il Monte Morello dedicando una puntata al Mistero della Opel che cambia colore? Tutto è possibile. Nel frattempo io, che sono piuttosto scettico di natura, mi limito a pensare d'avere un pochino toppato con l'esposizione della foto. Ma il mistero è sempre in agguato!