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sabato 13 dicembre 2014

316060 Oproštajni pozdrav



Tvoje su posljednje slike s jugoslovenskom zastavom i s crvenim zastavama na bojnom polju, protiv fašizma. Ova je bila tvoja istinska socijalna služba. Zbogom drugarica! 316060 km pustolovina, ljubvi i vrednosti.

Твоје су посљедње слике с југословенском заставом и с црвеним заставама на бојном пољу, против фашизма. Ова је била твоја истинска социјална служба. Збогом другарица! 316060 км пустоловима, љубви и вредности.

martedì 31 dicembre 2013

Ben sgassato, vecchia Plog!



Per la sua veneranda età (è stata immatricolata il 27 giugno 1980), la cara vecchia Plog non ne ha fatti poi nemmeno così tanti; però 200000 km sono pur sempre un bel po' di roba. Circa cinque volte la circonferenza equatoriale, o giro del mondo che dir si voglia, e un motore che non lo fermerebbero nemmeno le cannonate.


Il tutto è successo ieri sera alle 22,05 (come si evince dall'orologio) in via Aretina.  In una giornata, il 30 dicembre, che è stata importante per diversi motivi, per il vostro Treggista Preferito®. Innanzitutto, dopo anni, gli è stata annunciata la definitiva sentenza di divorzio; indi per cui, anche ufficialmente, è tornato un òmo libbero e non soltanto un nemico mortale dell'istituzione "matrimonio" nonché della "famiglia". Vadano retro. Al limite, Satana può anche venire avanti; ma quelle altre du' cosine, no. In secondo luogo, questa data del 30 dicembre era da parecchio tempo, sempre per il vostro Treggista Preferito®, un anniversario per niente bello. Ora se lo ricorderà per i duecentomila chilometri della Plog. Meglio, molto meglio così; il Dio de' Bivi, si vede, non interviene soltanto per far trovare le tregge.

E dunque, ben sgassato, vecchia Plog! Giuro solennemente che su quel cazzo di contachilometri continueranno a girare un bel po' di numerini. Ma tanti tanti!

sabato 1 giugno 2013

Festa & Treggiaje: 4 anni di Treggia's Blog!





Oggi è il primo di giugno, e il 1° giugno, come sanno tutti gli aficionados, è la festa del Treggia's Blog: il TB compie oggi quattro anni.

Allergico come sono ad ogni tipo di commemorazione e "bilancio", dico soltanto che questo quarto anniversario dell'unico, vero blog di strada (così lo ha definito Kelebekler) -una definizione che mi riempie di legittimo orgoglio- cade in pieno "appiedamento del treggista"; la frequenza dei post è forse un po' diminuita (ma, più che altro, per pigrizia...), ma le tregge sono bel lungi dal venire meno. Tutt'altro!

Poiché festeggiare un'anniversario, per il sottoscritto, significa esclusivamente fare quel che si fa tutti i santi giorni a proposito di una data cosa, altro non resta che dire che la passeggiatina giornaliera di questo primo di giugno (che sembra, finalmente, una bella giornata calda dopo un mese di maggio veramente orripilante) ha portato (e da pochi minuti!) una conferma: quella che una certa, piccola strada dietro casa mia è una treggiaja in piena regola.

Ultimamente, ha fornito tregge una più bella dell'altra; stamani, e proprio in un primo di giugno, si è esibita, la nostra neo-treggiaja d'élite, con questa Fiat 1500 romana assolutamente splendente e del 1965.


Davvero il modo migliore per celebrare questa ricorrenza (alla quale, nonostante le apparenza, tengo molto); anche per rassicurare che il vostro Treggista Militante Preferito & Appiedato® (TMPA) non si arrende tanto facilmente alla malasuerte. Anzi, non si arrende proprio per nulla!

giovedì 2 agosto 2012

Cento Cinquecento




Squìllino le squillo e tròmbino le trombe! Con questo Mezzosacco, ebbene sí, la categoria "Fiat 500" raggiunge, prima nel TB a superare tale fatidico numero, il centesimo post. E non poteva essere altrimenti: il Treggia's Blog è cominciato con una 500, e coi Cinquini che ci sono ancora in giro se ne potrebbero riempire cinquanta, di blog. In realtà, poi, le 500 presenti nel blog sono assai più di cento, perlomeno il doppio: questo deriva, naturalmente, dalla pratica dei "post collettivi". Le 500 vanno, come si suol dire, a quintali.

Per il centesimo post "cinquecentesco", però, non ho scelto una 500 qualsiasi. A prima vista può sembrarla; ma questa vetturetta ha per me delle caratteristiche uniche.

Si trova parcheggiata fissa (ma in uso, perché la vedo sempre con lievi spostamenti) in un posto dove passo a dir poco quattro volte al giorno; non è, peraltro, un luogo molto trafficato (le stradine collinari di Firenze, strettissime e circondate da alti muri in pietra, non sono fatte per guidatori della domenica, SUV mostruosi, scooteristi eccetera), e proprio per questo me ne servo regolarmente. Ebbene, questa 500 è probabilmente l' "attesa" più lunga di tutto il TB; la vedo da almeno dieci anni, da quando esiste il blog mi son detto che dovevo fotografarla, sta persino parcheggiata in posti comodissimi per fermarsi, però.... niente. Il casò più clamoroso di oblomovismo treggistico, almeno per quel che mi riguarda: "ma sì...la fotografo domani". E questo domani è stato rimandato per anni e anni, finché un bel giorno non mi sono, finalmente, deciso sul serio. Logico che a questa povera derelitta dal perfido Treggista abbia voluto riservate l'onore di essere la Centesima; spero così di ripagarla di tutto il tempo che le ho fatto attendere!

Fra le altre cose, non sarebbe indifferente neppure dal punto di vista delle 500 fiorentine; guardate bene la targa. Con FI 785910, immatricolazione dell'estate del 1975, siamo veramente alle ultime 500 originali targate Firenze. La produzione della storica vetturetta cessò in quei giorni là. Le 500 con targhe oltre la serie FI 780000 sono, per i primissimi tempi, resti di concessionaria (ma andarono esauriti in un attimo); poi si tratta solo di reimmatricolazioni. Come dire: la fine di un'epoca. "Fine" si fa per dire, visto che nessuno ha buttato via la sua 500, e che hanno ancora un mercato che modelli usciti da due mesi vorrebbero avere. E resta la certezza che la Fiat, abbandonando quel prodigio, abbia fatto una delle sue (peraltro usuali) cazzate.

giovedì 10 maggio 2012

Il silenzio dei centomila

Sapete che, ogni tanto, il vostro Treggista Preferito® osserva un po' di stop. Fa altro (tipo tradurre in greco settecentesco Procurade moderare, barones, sa tirannia) oppure, why not, non fa proprio un cazzo. Però, da qualche ora, è successa una cosa. Ve la dico brevemente:  

Il Treggia's Blog ha superato i 100.000 accessi.

Ma ve lo immaginate, voi, un blogghino a base di foto di vecchi catorci (non per niente si chiama anche Catorcibus...) seguiti da commenti in gran parte demenziali che viene visto, in poco meno di tre anni, da centomila persone? Praticamente come se tutta Pisa, o Piacenza, ci fossero capitate dentro. Beh, quel "famoso" 1° giugno 2009 non me lo sarei immaginato. Si vede che a qualcuno è garbato. Vabbè, torno a silenziare, ci si rivedrà fra un po'.

sabato 18 giugno 2011

Segnali di vita



Periodo di molta riflessione, periodo di rivolgimenti.

Non è senz'altro un caso se affido dei segnali di vita proprio al TB. Ci sono dei frangenti in cui il silenzio parla più di ogni altra cosa; e quando lo si rompe, lo si fa per simboli. La Mini Minor targata Palermo; una delle ennesime tregge incrociate parecchie volte, rimandate, temute per perse. Storia comune e banale in questo blog per natura metaforico. L'enunciato di questa elaborazione di vita ("fisica" nel senso di φυσική) le è affidato. Quasi come un preannuncio di liberazione che verrà meglio precisato altrove. Ovviamente mi spiace un po' per tutte le persone affezionate a questo blog, tanto più in un momento per lui storico: sono stati da poco superati i cinquantamila accessi. Forse starò anche distribuendo qualche granello di delusione. Ma è così; nulla è separabile, specialmente nel territorio delle passioni profonde. Un territorio che, a volte, somiglia abbastanza da vicino all'Ade dove Orfeo si reca a salvare l'amata Euridice (Scowan ürla grün hwar giorten hun grün oarlac). Non chiedo stavolta di seguirmi, guardate pure la bella Mini palermitana finalmente acchiappata nel centro di Firenze. Sono, sí, segnali di vita. Per davvero. Come fossero segnali di una cancellazione che riporta ad origini troppo frettolosamente mandate in archivio. Si taglia e si riannoda. Quel che c'era prima, ritorna in modo definitivo. Nulla si produce per caso. Mini Minor azzurra, metallizzata, lucida.

venerdì 3 giugno 2011

Gli auguri della Meharista


Gli auguri fanno sempre un piacere immenso, specialmente quando provengono da una cara amica personale e di questo blog. Sto parlando ovviamente di Cristina la Meharista, che ha pensato bene di definire nientepopodimeno che genetliaco il secondo anniversario del TB, caduto due giorni fa. Ora, genetliaco è un termine davvero solenne; lo si usa, di solito, per i compleanni dei re e dei papi e questo è un blog che, ci tengo a sottolinearlo, si attiene al vecchio detto toscano che suona: con le budella dell'ultimo papa impiccheremo l'ultimo re. Nonostante tutto ciò, gli auguri di Cristina valgono più di tutti i genetliaci imperiali, specialmente se li fa con questa foto dolce dolce, dove il modellino di un Mezzosacco è affiancato da una torta che lo riproduce quasi fedelmente. Davvero un capolavoro di arte pasticciera che persino il sottoscritto, che è un goloso di tre cotte, avrebbe molte difficoltà a intaccare!


Ma Cristina è una natural born Treggist, e i suoi auguri non potevano essere non accompagnati da una Treggia autentica, in motore e carrozzeria. Me la manda per interposta persona, dalla "sua" amatissima Formentera con tanto di "Amore I Odio" (come si legge sullo sfondo), e dichiarando candidamente di non sapere di che macchina si tratti. Glielo dico io: è quella che in Germania si chiamava Volkswagen Typ 181. In Italia fu chiamata invece Volkswagen Pescaccia, una specie di simil-fuoristrada "leggero" derivato ovviamente dal Maggiolino e che ricordava abbastanza da vicino la mitica Kübelwagen militare. Potevano esserci migliori auguri? Mi sa proprio di no!

mercoledì 1 giugno 2011

Due anni e non sentirli!






Un giorno di pioggia tardoprimaverile, esattamente come il 1° giugno di due anni fa; come è incominciata questa specie d'avventura, oramai lo sanno tutti coloro che frequentano questo blog. E direi che quasi 50.000 accessi in due anni sono parecchi per un blogghino a base di fotografie di vecchie macchine, di commenti sovente strampalati, e senza accettare commenti nella più rigorosa filosofia dell'Asocial Network. Anche perché, senza i commenti e senza la comunicazione forzata, è andata a finire che si sono stretti dei rapporti ben più profondi con tutti quelli che hanno voluto condividere con me questa cosa; no, non è davvero poco. Sicuramente il TB non sarà mai un top blog ed è pure ben lungi dal desiderarlo; il contatore di Wikio lo tengo praticamente per ironia. Però i risultati sono questi, e la finisco qui prima che comincino a spuntarmi le prime bolle dell'allergia ai bilanci, una benefica malattia dalla quale non intendo minimamente guarire.

Piuttosto, visto che oggi è la Festa del Treggia's Blog, occorre festeggiare adeguatamente; e "adeguatamente" non può che significare una bella Treggia di quelle sode, anch'essa inseguita nei giorni scorsi (si vede che è un periodo di inseguimenti!) ma, fortunatamente, fermatasi in un'officina dopo poche centinaia di metri dall'avvistamento. Quasi volesse dirmelo: Ehi, io mi fermo sí, però tu mi fai la festa il primo di giugno. Detto, fatto; ed eccovi questa brilluccicante Fiat 1100 TV del 1957. Non importa il link alle tabelle delle targhe; siamo a pochi esemplari da FI 100000 (la famosa 500 del Brandini andata persa con l'alluvione del '66), e quindi per forza i quell'anno. E pure con una targa parecchio bellina. Che si vuole di più, per festeggiare il secondo anniversario del TB? Con la speranza che tutti quanti voi vogliate festeggiarlo assieme a me, con un semplice pensiero e continuando a seguire il blog e a mandarmi le vostre tregge. Qui avranno sempre posto!

martedì 1 giugno 2010

Un anno di Treggia's Blog e una Treggia all'alba


Può darsi che le cose non accadano mai per caso, oppure che il cosiddetto caso sia una qualche costruzione che, costantemente, ci facciamo dentro. Prendiamo ad esempio oggi: è il 1° giugno, ed è esattamente un anno che il Treggia's Blog esiste.

Il vero inizio, però, è stato la sera del 31 maggio 2009, quando feci la prima fotografia, la "numero uno" nei cui confronti oramai mi comporto come Zio Paperone con il famoso decino. In questo caso, però, non era un decino ma un Cinquino:



E lo vedo ancora, sempre nella stessa strada, sempre là a ricordarmi che questo blog può essere sì nato un anno fa, ma che in realtà è nato quando sono nato io.

Ma dicevo del "caso", e di come oggi, a un anno di distanza, è intervenuto. Mi stavo da giorni chiedendo come avrei potuto "festeggiare" in modo adeguato questa ricorrenza, quando all'alba di stamani (saranno state le cinque poco più), di ritorno da un servizio notturno e in procinto di fare colazione a uno dei bar aperti a quell'ora (che tutti noi girator di notte conosciamo), il caso, cioè -probabilmente- la volontà, mi ha servito tutto quanto davanti agli occhi.

Con un Cinquino era iniziato tutto un anno fa, e con l'antenato di un Cinquino (una Fiat 500 C probabilmente degli anni '50, anche se ritargata nel fatidico e alquanto umido 1966 - raro esempio di ritargatreggia) oggi si festeggia il primo anniversario del TB, anche mandando in pensione la 1100 del Logo:







Che dite, così avrò festeggiato in modo proprio e misurato? Spero di sì. Del resto sono totalmente allergico a bilanci e roba del genere: non ci sarebbe, del resto, proprio nulla da "bilanciare". Questo blog è frutto della passionaccia di un signor nessuno, uno che va in giro a fotografare macchine vecchie; per i numeri e i numeretti, Blogspot mette a disposizione automaticamente tutto quanto, e in un colpo d'occhio.

Però...però almeno una cosa la ritengo doverosa. Doverosa, e mi fa anche un grandissimo piacere. Quando ho iniziato, assieme alla Piasintëina (la quale si chiama Daniela, e almeno per questa volta vorrei dirne il nome) il cui Treggismo latente mi piace pensare d'aver risvegliato, non immaginavo certamente che la cosa avrebbe così "preso" anche altre persone; intendevo solo andare avanti così alla God Executioner per dar libero sfogo a una cosa che mi garbava parecchio. A distanza di un anno, mi ritrovo con amiche e amici in una specie di Treggismo Militante, una vera e propria piccola Community (visto che anch'io uso le paroline trèndi...?) nata da un blog "asociale" che non ammette commenti scritti, e impippandosene allegramente di Facebook, di tutte le altre stronzate consimilari e di tutte le orge comunicative di questo rio tempo, che in realtà non comunicano niente.

Una Community che, peraltro, è come la intendo io: gente che si vede, che si conosce, che passa una giornata assieme a ragionare di ogni cosa e a mangiare bistecche o risottini con le verdure (ottimi, e lo dico ai Caporniani!), che si sposta carbonarescamente in fredde notti invernali (vero Dora?) e chi più ne ha, più ne metta. C'è chi fonda altri blog treggistici, chi spedisce una foto o decine...e tutti quanti con un pizzico, o un balenio, di antimateria. Il che non ci rende né speciali e né "super", ma semplicemente degli esseri umani che, anche giocherellando, in qualche modo non si arrendono.

E mi piace nominarle una per una, queste persone, ricominciando da Daniela la Piasintëina. Dora che un giorno, forse, si comprerà una Codacchina e che tornerà all'Elba. Il Colonnello Kurtz e i suoi "mezzi inutili" tra Parigi e la Calabria. Cristina la Meharista e i suoi giri del mondo assieme al fidanzato, pure Treggista chevronné. I Caporniani, ovvero Giulio e Simone (con rispettive famiglie), nel ricordo di una certa stradina collinare dove tutto è cominciato: loro le tregge non solo le fotografano, ma se le comprano (beati assai...) Ionis 56 e il suo pantreggismo giglio-ischi-procidano (ma anche con qualche puntatina a Firenze). E ancora quelli meno assidui ma sempre importanti, come Michele dal Piemonte, e i contagiati come Sassicaia Molotov, Alberto Tonelli (il primo che ha linkato il TB al suo blog), Harmonica ed altri.

E, assieme a loro, vorrei anche ringraziare, se leggono, le decine (letteralmente) di proprietari e proprietarie di tregge che ho inseguito, fermato per la strada, fotografato esclamando cose assurde (del tipo: Stampa!), spiegato in 5 secondi che cosa stavo facendo e perché, eccetera. Non ce n'è mai stato uno o una che si sia dimostrato contrario, anzi: c'è chi si è perfino messo in posa in barba alle scemenze sulla privacy, all'altra notevole idiozia delle targhe oscurate, e dimostrando che, almeno in un granello, in una bischerata, in quel che che chiamatela come vi pare, forse la cosiddetta gente è migliore, o meno peggiore, di quel che si pensa; e che il mondo, e una città, è spesso molto diversa da quel che dicono le gazzette a base di paura.

Insomma, per finire:

Buon Compleanno, Treggia's Blog!

giovedì 1 aprile 2010

Omaggio alla Polverosa






C'era il primo giorno del Treggia's Blog. Tranquilla, discreta, parcheggiata alla bell'e meglio dopo l'avvistamento. E c'era in non so nemmeno quante altre foto di questo blog, come in questa. C'era dove c'ero io, e dove c'era il TB, perché era la mia macchina. La "Polverosa", come la avevo chiamata, perché tutte le mie macchine hanno un nome. Voleva fare, da un lato, scherzosamente il verso alla "Poderosa", la famosa motocicletta sulla quale Ernesto Che Guevara e Alberto Granado cominciarono a fare il giro dell'America Latina e, dall'altro, rispecchiare le sue effettive condizioni. Condizioni che, del resto, sono di tutte le macchine che ho avuto e che avrò.

E non c'era soltanto il primo giorno del Treggia's Blog, ma anche il primo giorno di un'altra cosa, di un'altra meravigliosa cosa. Da oggi è un'altra storia. Poiché mi servo di un'altra treggia a condizioni particolarmente favorevoli, la avevo messa lì ferma, in un angolo del parcheggio condominiale. Una gomma posteriore si era melanconicamente sgonfiata. L'assicurazione era scaduta da mesi. Mi dicevo che avrei dovuto rimetterla in strada, ma le "condizioni favorevoli" del mezzo su cui giro attualmente (che peraltro è ben più vecchio e male in arnese della "Polverosa", quasi una vera e propria treggia DOC) mi trattenevano; e alla fine mi sono deciso a darla via.

A regararla a una persona che conosco, e che di mestiere fa lo spazzacamino. Quando è venuto a vederla, qualche sera fa, la Polverosa era ferma da quasi sei mesi: è ripartita non dico al primo colpo, ma quasi. Poi sono state fatte tutte le pratiche di legge, ed ecco la Polverosa nella sua nuova veste, e nella sua nuova vita: la macchina dello spazzacamino, con quell'impareggiabile cartello dal quale qualcuno ha cancellato una certa "i" col risultato che si vede nella foto. Se proprio dovevo darla via invece di farla languire ferma, sono lieto di averla passata ad una persona che fa un mestiere del genere. Il quale, prendedola, l'ha sì lavata a puntino, ma che mi ha anche assicurato che ben presto sarà necessariamente anche più polverosa di prima. Lunga vita alla Polverosa, lunga vita allo spazzacamino!

E così, stasera, dopo tante e tante foto in cui la Polverosa se ne stava sul lato della strada, fedele e indispensabile compagna dei Treggia's Tour, ci sta proprio bene un post dedicato interamente a lei in versione "spazzacamina". Lo spazzacamino è spesso un personaggio delle fiabe e, a pensarci bene, son proprio contento d'avergliela data. La vedrò spesso, tra le altre cose: io e l'acquirente frequentiamo lo stesso posto. Un modo per non perdere contatto, insomma; e anche un modo per continuare a sentirla ancora un po' mia.

mercoledì 4 novembre 2009

Le tregge dell'Alluvione


A vederle tutte insieme in questa foto, ci sarebbe quasi da fare un Treggia's Blog a sé stante: Fiat 1100, una bellissima Giulietta coupé che a vederne una ora per strada c'impazzirei, Cinquini allora nuovi o seminuovi, Fiat 600 e, sulla sinistra, persino una Prinz. Ma tutte queste macchine, queste tregge nel senso più nobile del termine, sono scomparse assieme, in un dato giorno: il 4 novembre 1966. L'alluvione di Firenze, di cui oggi ricorre il 43° anniversario. La foto è stata scatta, presumibilmente, il 5 novembre in piazza Santa Croce, allora aperta alla circolazione. Le acque dell'Arno si erano ritirate lasciando un'altra alluvione, ma di fango.

Le statistiche dicono che a Firenze e dintorni, in quei giorni, morirono circa 10.000 automobili. Senza naturalmente scordare mai le 35 persone che scomparvero in quella catastrofe. Ma le automobili fiorentine, quelle che in questo blog vado ricercando più di quarant'anni dopo come superstiti, sono state comunque un simbolo. A partire da quelle, sommerse, trascinate vie, accartocciate, a centinaia, che si vedono nel famoso documentario narrato da Richard Burton:


O in quest'altro filmato, realizzato con la stupenda colonna sonora del film Goodbye Lenin:



Lungarno degli Archibusieri, ore 7,26 del 4 novembre. L'Arno rompe. C'è una 500 parcheggiata proprio sotto alla spalletta; inizia la sua agonia, così come quella della grossa automobile (americana, tedesca?) parcheggiata sul lato di Piazza dei Giudici:




La 500 verrà poi ripresa, in altre foto, sempre più sommersa dalle acque fino a intravederne soltanto la superficie del tetto.

Le ritrovarono, qualunque colore avessero avuto, tutte sconciate di melma e di nafta, inservibili, in posizioni incredibili come questa 1100, mentre alcune persone cercano di tirare via una Giulia e sullo sfondo si intravede una Fiat 850 coupé:

E anche piazza della Signoria, trasformata in cimitero delle macchine attorno a Palazzo Vecchio, attorno alla statua di Cosimo a cavallo:

E così se ne andarono, messe in uno strano moto senza regole. L'acqua riuscì ad azionare i contatti elettrici, così che, mentre venivano portate via, dalle vie della città sommersa si sentivano agghiaccianti rumori di claxon.

Quando vedo, oggi in una strada, una macchina che, per la sua targa, poteva essere stata presente quel giorno maledetto, un pensiero va anche a loro. Le vittime umane, e i capolavori artistici perduti o gravemente danneggiati: a loro, certamente, agli incroci della Storia, va la precedenza.


martedì 22 settembre 2009

Agenzia de che?





Sarà bene che dica subito una cosa: a me, qualsiasi posto si chiami agenzia sta sul culo. Che sia un'agenzia di viaggi dove ti organizzano vacanze a bischero in posti idioti quando te ne puoi andare libero davvero a due semisconosciuti passi da casa tua, o che sia, come in questo caso, l'Agenzia delle Entrate. Insomma, quella che un tempo erano le Imposte Dirette o l'Ufficio IVA che dir si voglia. Con il massimo rispetto per chi vi si trova costretto a lavorare, è proprio un gran posto di merda.

Insomma, per farmici addirittura fermare in doppia fila davanti e sfidare gli sguardi interrogativi dei passanti che vedono uno coi pantaloni gialli fosforescenti mettersi a fotografare una macchina alle una e mezzo di un pomeriggio piovoso, ci voleva una meravigliosa meraviglia del genere. Probabilmente abbandonata. Avvistata giorni prima, con il proposito di cogliere l'attimo fuggente per treggiasbloggarla. Gialla limoncina come i pantaloni che avevo addosso. Firenze Ottantadue. Firenze Ottantadue vuol dire più o meno 1977. Vuol dire quell'anno là quando parecchi ch'erano giovanotti, ad un posto come l'Agenzia delle Entrate avrebbero dato volentieri fuoco come a qualsiasi cosa che puzzasse anche da lontano di Stato. Bei tempi. Avevo, allora, 14 o 15 anni ed ero figlio, pensate un po', di un impiegato statale. Tutto è assai buffo; mi arrivava persino, a gennaio, il pacco della Befana dello Stato.

Il fatto è che, non so se lo avete capito, che dalle macchine vecchie si estrapolano ogni volta ricordi e pensieri. Portano alla mente anni addietro, quando quelle che ora sono tregge da mettere in questo blog erano le macchine che si vedevano circolare normalmente. Non è una cosa facilmente spiegabile. Non saprei mai spiegarvi come mai, nei miei sogni a occhi aperti di bambino, mi vedevo meccanico in un'officina vicino al mercato centrale guidare macchine già vecchie allora. Ma che sto a dirvi, in fondo. Eccovi un'Alfa Romeo "Duetto" gialla limone, fotografata nel settembre del 2009 davanti all'Agenzia delle Entrate. Le ho fatto, letteralmente, una specie di carezza dopo averla ripresa; ché questo, a modo suo, è un blog di carezze, in ogni sua parola.

Agenzia de che? Delle "entrate", sì, ma di entrate che sono molto diverse. Non so come dirvi, ma io a volte entro in delle cose che sarebbe meglio non entrarci, e da ingressi reconditi.

Nota Bene. Questo è il post n° 100 di questo blog. Andava, probabilmente, detto. Ci faccio anche una speciale categoria, vah!