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domenica 24 novembre 2013

Dalla neve al solleone



Il 17 dicembre 2010, come tutti i fiorentini ricorderanno, la città si ritrovò sul groppone la più grossa nevicata dopo il 1985; una nevicata che esaltò le enormi capacità organizzative del nostro giòvine syndaco e che costrinse parecchia gente a improvvisarsi maratoneti per rientrare a casa dopo che tutto era andato in tilt. Il giorno dopo, avviandomi con fatica verso casa, sui lungarni innevati incocciai in questa Dune Buggy, fotografandola "al volo"; evidentemente, il proprietario non aveva resistito alla voglia di farsi un giro con la "spiaggina" in una cornice non propriamente balneare. Il tutto andò a finire nello "Speciale Neve" che il TB dedicò all'evento, con la specifica che era targata "Foggia 23  e qualcosa".


Passano due anni e mezzo, e nello scorso mese di luglio (quindi in una cornice climatica leggermente diversa), in pieno Isolotto o chi non mi ritrovo? Eccovela qua in tutto il suo splendore (e anche nella "sua" stagione!), la "spiaggina" Wolkswagen Hobbycar, naturalmente su meccanica Maggiolino (e prodotta solo per il mercato italiano), col suo proprietario stavolta scamiciato nonché anonimizzato perché gli avevo fatto un vero e proprio ritratto alla guida e, ogni tanto, qualche scrupolo di prìvaci mi prende. La "targa di Foggia" era sempre là, ed è comparsa persino in tutto il suo splendore (FG 230 233); che era del 1979 era già stato detto nel post sulla nevicatona. Insomma, il Treggista Militante® non si scorda di niente. Prima o poi, tanto, le ribecca.

domenica 23 dicembre 2012

Al Ponterotto




Più ci penso, e più mi dico che faccio proprio bene a lasciarmi qualche treggia del pieno dell'estate per l'inverno che, purtroppo, verrà. E, infatti, ora siamo a mezzo il verno, è una domenica veramente pessima con tanto di nebbia, e rivedere 'ste foto fatte al Ponterotto in luglio scalda l'anima.

Del Ponterotto parlerò fra un po'; intanto si assolverà con piacere alla presentazione di questo classicissimo Dune Buggy Volkswagen Hobbycar del 1980 che colà stazionava crogiolandosi al torrido sole. Provate, ora, a indovinare sulla meccanica di quale autovettura era costruito il Dune Buggy Volkswagen; vi do tre secondi di tempo. 1...2...3...avete indovinato? Ma sì, vah; era fatto proprio sulla meccanica del Maggiolino. La Volkswagen, sulla meccanica del Maggiolino, ha fatto letteralmente di tutto: dagli automezzi militari ai fuoristrada, dagli anfibi ai dune buggies, appunto. Leggende metropolitane dicono che esistano persino pullman turistici, autobus urbani, trattori agricoli, dirigibili e cacciabombardieri sulla meccanica del Maggiolino,  ma si tratta forse di esagerazioni.

Il Dune Buggy VW Hobbycar veniva prodotto solo per il mercato italiano (difficilmente lo sarebbe stato per quello islandese...) e presentava poi una soluzione radicale per quanto riguarda il colore: era commercializzato soltanto di colore rosso. In questo gli spetterebbe di essere chiamato "la Rossa" per antonomasia ben più della Ferrari, dato che quest'ultima, in realtà, poteva essere anche di altri colori (gialla o nera, ad esempio). Come caratteristica aveva anche la possibilità di farselo spedire in kit di montaggio: vale a dire, ti arrivava a casa una serie di cassoni e potevi divertirti a montartelo da solo stile Ikea. Se poi, naturalmente, al momento della prima partenza ti partiva sì, ma una ruota in avanti e il motore all'indietro facendo fuori zia Giuseppina, questo era un altro discorso.


E ora, finalmente, parliamo un po' del Ponterotto.

Il Ponterotto si trova vicino a San Casciano, in pieno Chianti, e questo significa naturalmente che c'è un'osteria. E' gestita da una giovane coppia, una moglie simpatica e un marito alto due metri e cinque centimetri. A vederselo davanti che ti affetta la finocchiona e ti mesce il vino, c'è da provare un immediato senso di refrigerio nelle calde giornate estive, perché ti fa letteralmente ombra. Oltracciò, all'osteria del Ponterotto si sta davvero bene, si mangia da fa' paura e non si spende una sega. Il vino è del loro, e su questo ci metto faccia e garanzia: andateci, bevete e poi mi dite. Il Treggista Militante® vi si può anche sistemare e aspettare che, prima o poi, passi la Treggia; specialmente d'estate, il posto è sulla rotta di sciami di auto storiche che percorrono le strade di Toscana, e le strade di Toscana attirano le tregge come gli orsi il miele.



Insomma, un posto dove vale proprio la pena andare, senza fretta, portandosi dietro un libro e predisponendosi a una passeggiata nei dintorni: siamo praticamente lungo il corso del torrente Pesa (la cosiddetta Valdipesa, infatti la denominazione completa di San Casciano è San Casciano in Valdipesa), che colà forma una specie di canyon sul quale è gettato un ponte sospeso piuttosto tremolante e orrifico (il Ponte Rotto, giustappunto), che metterà alla prova la vostra capacità di non farvela addosso mentre lo attraversate. Io, col mio noto coraggio, mi son guardato bene, naturalmente, dal farlo; col cavolo. Me ne sono stato a sedere all'osteria, a bere Chianti e a fumarmi un sigaro. Attendendo la Treggia, che è arrivata!

lunedì 24 settembre 2012

Carrelba '12 (15) - Il Lega Buggy



Il Dune Buggy è la macchina simpatica per eccellenza; nata per essere "giovane" e "sbarazzina", ha avuto -come è facile immaginare- il suo grande momento di gloria negli anni '70. Questo esemplare bresciano è però del 1980, ed è tra i più classici: il Dune Buggy "Hobbycar" Volkswagen su meccanica, indovinate un po', del Maggiolino (su meccanica del Maggiolino sembra che siano stati prodotti mezzi che vanno dal carrarmato al triciclo). A dire la verità, l'idea nacque oltreoceano; fu infatti un progettista californiano di scafi in vetroresina, tale Bruce Meyers, a iniziarne la produzione e la vendita in kit. Ebbene sì: il Dune Buggy era venduto originariamente in scatolone di montaggio. O si aveva un'officina in casa, insomma, o bisognava portare lo scatolone da un meccanico e farselo assemblare pezzo per pezzo. Fatto sta che l'idea ebbe un successo clamoroso.

L'immagine del Dune Buggy (tutti, più o meno, sanno che si pronuncia danbàgghi ma sarà meglio ricordare che l'espressione significa, alla lettera, "moscerino della duna", o come diremmo meglio, "delle dune") non è separabile da quella degli anni '70; questo fiammante esemplare reperito in quel di Chiessi in un torrido pomeriggio attorno a Ferragosto ne ha tutte le caratteristiche, compresa la grafica e l'iconografia da "figli dei fiori". Tutto a posto? Può darsi. C'è però un piccolo particolare di cui è necessario tenere conto, che qualcuno avrà già notato sulla targa: il bollino della Lega Nord (cliccare sull'immagine sotto per ingrandirla):


Naturalmente, lungi da me ostracizzare una treggia del genere per un bollino di una formazione politica che non riscuote propriamente le mie simpatie; potrei fare un'eccezione solamente se recasse simboli dichiaratamente nazifascisti. Però, come dire, tutti 'sti anni '70 e tutto il figliodeifiorame stonano un po' con Borghezio (anche se Maroni, come tutti sanno, iniziò la sua carriera politica nelle file di Democrazia Proletaria). Vabbè, vorrà dire che a Chiessi ho scovato il primo Lega Buggy della storia, anche se di dune all'Elba ce ne sono ben poche a meno di non andare a sterminare famigliuole scorrazzando sulla spiaggia di Marina di Campo.

venerdì 20 luglio 2012

SOS treggia ignota!




Mi scrive quanto segue Alessandro F. da Cagliari (al quale, ovviamente, do il benvenuto sul TB):

" Salve Riccardo, leggo casualmente il tuo blog, nella ricerca di info su un'auto a me sconosciuta. Io sono un'appassionato di auto storiche ante 1992, ma solo Alfa Romeo per il momento. Giravo per la ricerca di auto da salvare con un amico, incuriositi da quest'auto che ti mando in allegato che, onestamente, non sappiamo identificare. Ti ringrazio in anticipo dell'attenzione che mi accorderai e delle tue info. "

E qui comincia il mistero; perché, sinceramente, proprio non ho la benché minima idea di che cosa possa essere questo automezzo alquanto curioso (che dovrebbe trovarsi, naturalmente, a Cagliari o dintorni).

Ho risposto brevemente a Alessandro:

Prima di tutto ti ringrazio per avermi scritto, e spero che tornerai a farlo anche in futuro. Andando "in medias res", devo dirti di aver guardato con interesse le foto della vettura che mi hai mandato. Posso solo dirti che mi sembra una delle tante "spiaggine" prodotte in Italia fra gli anni '70 e '80 da un discreto numero di carrozzerie artigianali anche locali, su meccanica di modelli di serie (particolarmente "gettonata" allo scopo in Italia era la Fiat 127, e ad occhio e croce il "tuo" mezzo mi sembra proprio un suo derivato.) E' quindi possibile (e lo ritengo probabile) che il mezzo in questione sia proprio una spiaggina locale, prodotta cioè da qualche carrozzeria cagliaritana o comunque sarda. Naturalmente ti chiedo il permesso di pubblicare le foto sul mio blog, lanciando così una ricerca più vasta.

Mi specifica ulteriormente Alessandro che, purtroppo, il mezzo è destinato ad essere presto "cubato", e questo è veramente un delitto nonostante sia privo del motore. La vettura non ha alcun contrassegno identificativo.

In pratica:  

Qualcuno ha un'idea di che cosa sia? 

Se sì, non esitate a scrivermi a k.riccardo@gmail.com

(E se per caso qualcuno volesse anche salvare questa treggia, diverrebbe seduta stante un benemerito, S. Pancrazio intercederebbe per lui presso l'Altissimo e il suo nome sarebbe scritto a imperitura memoria nel Gran Libro de' Treggisti). 

mercoledì 9 febbraio 2011

Povera ranocchia!


Quando Fabrizio mi ha mandato, da Genova, le fotografie di questo dune buggy mezzo diroccato ma ricoperto da un telone protettivo, credetemi, mi è venuto quasi da piangere. Con quell'aria lì, da ranocchia, che ispira una simpatia immediata e fa venire in mente falò sulla spiaggia e ragazzine con gli occhioni grandi negli anni '70, un mezzo del genere non può finire in questo modo; spero soltanto che il telone presupponga una volontà di preservarlo ulteriormente dalle intemperie in vista di una sua rimessa in sesto...


Certo che rimettere la Ranocchia in condizioni di viaggiare non deve essere roba da poco. Anche sotto il pietoso telone, si intravede bene che un meccanico ci avrebbe molto da lavorare (e probabilmente anche da divertirsi). Inoltre, un dune buggy non è un mezzo fatto certamente per essere utilizzato tutti i giorni: in italiano, vetture del genere si chiamano (anche se non tutti lo sanno) spiaggine, e la cosa dice tutto. Vetture del genere, di uso esclusivamente estivo e ludico, sono state oggetto di una moda abbastanza effimera; ci fu persino la canzoncina degli Oliver Onions a corredo di un film con Bud Spencer e Terence Hill. Anche in Italia sorsero come funghi piccole case costruttrici di dune buggy, ma la crisi petrolifera le fece chiudere tutte o quasi. Erano costosissime, facevano al massimo ottanta all'ora e bevevano come spugne. Ma erano simpatiche, inutile dirlo. Quelle mie làgrime dichiarate all'inizio di questo post appartengono, probabilmente, ai ricordi di gioventù di una generazione.


La storia dei dune buggy può essere letta, in grandi linee, nell'articolo Wikipedia relativo; credo che non sia eccessivamente stupefacente che la loro meccanica si basasse regolarmente su quella del Maggiolino. Appartengono a una certa epoca, uno dei simboli della quale era appunto proprio il Maggiolino; si potrebbe dire che ne condividano lo spirito. Sulla sabbia, peraltro, riuscivano a andare davvero.


La foto che, al tempo stesso, fa più male e strappa qualche sorriso, è questa qui. Il motore completamente "andato", arrugginito, crollato; e, nel mezzo, qualcuno ci ha infilato un rastrello. Quasi fosse diventata, la povera Ranocchia, un deposito di attrezzi agricoli pure arrugginiti. Devono essere proprio passati gli anni; i falò sono spenti.

domenica 19 dicembre 2010

Speciale neve !


A Firenze, i prossimi anni, si farà bene a stare attenti ai giorni compresi fra il 17 e il 18 dicembre. Nel 2009, il 18 dicembre, la vecchia Fiesta che mi serve da mezzo di servizio e d'uso personale era ridotta così; uno scherzetto rispetto a quel che è accaduto venerdì scorso (un venerdì 17, appunto): la vedete nella foto sopra, completamente seppellita dalla neve in sede (dove l'avevo lasciata per andare a fare un intervento di routine, un trasporto sanitario per una normalissima visita ortopedica che si è poi trasformato in un'avventura da tregenda durata quasi nove ore nel blocco totale di Firenze e dintorni). Sono caduti circa 30 cm di neve, una cosa assolutamente fuori dell'ordinario, così come fuori dall'ordinario è stata la disorganizzazione da barzelletta di cui tutti siamo stati vittime e, senz'altro, anche autori. Ad ogni modo, scrivo nella notte di domenica 19 dicembre e la povera Fiesta è ancora bloccata in sede e ricoperta di neve.


Cliccando sulla foto, la si vede la mattina dopo, in mezzo all'autentico groviglio di ambulanze e altri mezzi sanitari rimasti bloccati in sede. Come dire: l'Emergenza nell'emergenza. Talmente emergenza, che per assicurarla almeno un po' siamo stati costretti a rimettere in servizio un vecchio sfascione strabattuto con quasi 200.000 km sul groppone, e che però presentava l'utile caratteristica di un bel paio di catenacce da neve:


Grovigli? Sì, d'accordo; ma almeno ci siamo dati da fare, abbiamo spalato e i malati e i feriti non abbiamo smesso mai di andare a prenderli. Lo stesso non si può dire dei trasporti pubblici fiorentini, abbandonati a cataste lungo le strade della città. Eccone un interessante esempio in posizione panoramica:


Ma poiché questo è sempre il TB, e come dicono ai preti al momento dell'ordinazione: eris Treggiae Bloggum in aeternum, mentre percorrevo la città proprio a bordo del catramone incatenato di cui sopra o non mi capita il tizio in dune buggy (una Volkswagen Hobbycar, per la precisione)?


Non sono purtroppo riuscito a fotografarla tutta dall'ambulanza: dico però che era targata FG 23 e qualcosa (da Foggia con calore?) e che quindi risale al 1979. E non sono neppure riuscito a riprendere la stupefacente performance del proprietario e/o guidatore, che a un certo punto s'è messo in canottiera facendo il balneare da spiaggia in mezzo alla neve (e ai due gradi sotto zero del momento).


E, per terminare questo speciale, eccovi qui un'autentica treggia umana: nientepopodimeno che egli, il vostro Treggista Preferito® davanti al suo luogo di sgobbo. La divisa non è molto ortodossa, ma sono anche le due di notte dopo una giornata allucinante; certo che non ricorda proprio per niente il London Ambulance Service o i Paramedics americani (casomai i parameci)...

In conclusione: si dovrà dare appuntamento al 17/18 dicembre 2011? O l'effetto serra? O il riscaldamento globale? Altro che Al Gore: qui, da un par d'anni a questa parte, c'è casomai un discreto algore. Invernacci di merda, si pela dal freddo, nevicate record...riscaldamento una sega!!!!!