domenica 27 dicembre 2009

Di quattro cose è piena...






Proprio per non ricorrere un'altra volta all'immagine della dea (che comunque, è inutile fare, viene sempre a mente nel vedere una DS), occorre fare una considerazione. Avrete sicuramente notato, negli ultimi tempi (diciamo a partire da ottobre) quante tregge targate Siena sono stete inserite nel TB. Eppure, nemmeno una di loro è stata fotografata a Siena e/o provincia; quasi che le oldies senesi abbiano preso tutte la strada di Firenze. La distanza, certo, è scarsa; ma viene veramente da aggiornare il perfido detto fiorentino (o toscano) per il quale Siena di tre cose è piena: di torri, di campane, di figli di p******. Siena sembra esser piena anche di una quarta cosa: di tregge, e delle migliori. E gliene va dato atto.

Nota. Pochi giorni dopo, nel pieno della tempesta di neve e di gelo del 18-21 dicembre, ho rivisto la stessa DS bella innevata e diacciata; sarebbe stata un'ottima candidata per la treggia congelata 2009, ma per mia natura preferisco quelle d'agosto, quando ci si può scoccià' un ovo sul cofano e farlo affrittellato. Quindi, passando, me ne sono rimasto bello al caldo in macchina. Per la treggia congelata s'avrà a aspettare la prossima ondata siberiana, sperando che non arrivi prima del 2091. Nel frattempo, lunga vita alle Dee, targate Siena o qualsiasi altra città. Vederne una fa sempre inchinarsi, e questa è pure in vendita (come si evince dal cartellino). Ci avessi i soldi....non tanto per comprarla, quanto per mantenerla. Le Dee bevono sodo.

venerdì 25 dicembre 2009

Primavera



Ed eccomi qua, bel bello, a passare il venticinquedicembre da solo, influenzato, dolori, febbre, a trentanove, tachipirine, libro e quintali di settimane enigmistiche. Beh, tutto sommato andrà a finire che poi, influenza a parte, non è nemmeno un cattivo modo di passare 'sta giornata del cazzo, a letto, lontano dai pranzi di famiglia e da tutta la cosiddetta "atmosfera" (che a me fa cacare anche senza febbre, va detto). Preferisco di gran lunga l'atmosfera di tutti i giorni di casa mia, e anche starmene da solo. Si addice bene a questo mese del cazzo, alle sue nevi, ai suoi geli, alla sua pioggia, al suo buio. Accidenti a dicembre e a quando viene.

Allora, sì, una bella trespa "Primavera" è quel che ci vuole. Manca ancora tanto al 21 marzo, ma bisognerà cavarsela in qualche modo durante l'inverno; intanto sono ricominciate a allungare le giornate. Peraltro non ho mai saputo andare in Vespa (lo confesso candidamente); ma non importa. Basta il pensiero. E basta il nome. Es kann nicht immer Winter sein.

giovedì 24 dicembre 2009

Umanizzazione




Da nuova, oppure da recente, ogni Mercedes è una macchina assolutamente odiosa. Grande, media o piccola che sia (ricordo che anche la Smart è una Mercedes), non mi è mai riuscito di farmene piacere una che fosse una; naturalmente non sto parlando di tutte le sue riconosciute doti (robustezza, affidabilità, prestazioni, ecc.), ma di ciò che mi ispira. Boria. Prevaricazione. Superbia. Squali industriali tedeschi dal passato nazista, come quel famoso Hanns-Martin Schleyer che il New York Times definì The caricature of an ugly capitalist, e che a un certo punto incocciò nella Rote Armee Fraktion. Nel caso degli ultimi modelli, fra SUV, Class A eccetera, a tutto questo si è unito anche un insopportabile fighettismo.

Da vecchia, però, una Mercedes si umanizza. Non sempre, certamente; ma non è comunque un caso raro. Certamente sto pensando alle vecchie Mercedes balcaniche, da film di Kusturica o di Tony Gatlif; colorate, scalcagnate, coi sedili rivestiti di pelle di finto montone (o anche vero, chissà). Oppure a quelle che giravano senza targa nella Managua degli ultimi giorni di Somoza, o nella Sarajevo assediata. Oppure ancora, a quelle che si vedono nei campi Rom; e prima o poi, in qualche modo, mi riuscirà di entrare in un campo a fare quello che, forse, sarebbe il mio Treggia Tour più importante. Certo, con questi chiardiluna di diffidenza, di razzismo e di pogrom non sarà facile; ma, magari, anche un blogghino di periferia dedicato alle vecchie autovetture potrebbe dare il suo soldino per fare qualcosa di diverso.

Per l'intanto, anche i TT "ordinari" offrono ogni tanto qualche esemplare di vecchia Mercedes umanizzata, come questa. Questa ci ha l'adesivo con l'ancorotto. Oddio, per essere del tutto umanizzata dovrebbe essere ben più sgangherata, o comunque meno tenuta a puntino; ma gran parte della negatività se n'è fortunatamente andata. Altrimenti non mi sarei fermato nemmeno a fotografarla, questa W123 200.

mercoledì 23 dicembre 2009

Nachtblau am Arnokai





Sta cominciando ad essere difficile trovare dei titoli adeguati per i post dedicati agli oramai numerosi Käfer cittadini: un'altra vettura che non ti rendi conto di quante ce ne siano ancora, in giro finché non le cerchi (e si noti lo squisito anacoluto). E così si ricorre all'espediente del tedesco, che ci sta bene trattandosi di una Voiture du Peuple; certo che, se il sor Adolfino si fosse immaginato che la sua KDF (che, sì, sta proprio per Kraft Durch Freude) sarebbe diventata uno dei simboli della contestazione e della libertà giovanile degli anni '60...

Ma ci sta bene anche sul Lungarno (Arnokai), proprio davanti a quel fiume che nel 1966 andò un pochino di fuori spandendo centinaia di migliaia di tonnellate di ottimo fango alla nafta per tutta la città e attirando così a Firenze i famosi angeli. C'è chi dice, non senza validissimi motivi, che quell'episodio -che mise a contatto ragazzi e ragazze di tutto il mondo- sia stato qualcosa come l' "atto costitutivo" del '68; e un Maggiolino ci dev'essere per forza, parlando di queste cose. Tanto più che la sua targa risulta essere del 1969, e quindi ci siamo alla perfezione anche come anni. Forse stona un po' quel suo serissimo blu notte (nachtblau), ma non ha eccessiva importanza. Mi spiace solo che la foto laterale sia venuta eccessivamente scura; ma, purtroppo, siamo nella stagione del buiume (avrete notato l'aumento vertiginoso delle foto notturne). Tornerà la primavera, e anche il TB rifiorirà con tante e belle tregge assolate...

Gano, i' duro di San Frediano






Cerco l'Om, disse Diogene col lanternino, durante un Treggia Tour di qualche millennio fa; però mi spiace per il filosofo (più famoso per aneddoti e storielle che per la sua filosofia...), ma l'Om l'ho trovato io, e persino senza lanternino. E che Om! Addirittura i' càmio de' traslohi, ancora perfettamente attivo. A tale riguardo, mi son permesso di lasciare la foto con il nome della ditta in bella evidenza; sì, lo so che dovrebbe essere pubblicità indebita (ma sai quanta se ne vede in tivvù...), ma una ditta che, tra i suoi automezzi, mantiene una bellezza del genere merita di essere un po' conosciuta. Lunga vita al Quercioli, dunque, e al suo camion!

Un camion che, dal primo momento che l'ho visto, ha un nome ben preciso: Gano. Ovviamente si tratta, come si vede dall'apposita foto, della ditta che produce il telone (e vai colla pubblicitàààà!); ma la cosa va ben oltre. Non sto ovviamente parlando del fellone e traditore Gano di Maganza, o Ganelon che dir si voglia, del ciclo carolingio e della Chanson de Roland; anche perché, così facendo, augurerei al camion una ben triste fine (Gano fu condannato a essere squartato). Sto invece parlando di Gano, i' duro di San Frediano, una famosa macchietta fiorentina popolarizzata negli anni '50 dalla trasmissione radiofonica Il grillo canterino (che andò in onda fino agli anni '70: me la ricordo anche io) e che parodiava il "tipico giovanotto" fiorentino di quegli anni. Indimenticabile, al pari della Sora Alvara (Girelli Bucalossi). Talmente popolare, Gano, che tuttora a Firenze si sente qualcuno dire: Oh! 'Un fare i' gano!, vale a dire "non fare lo smargiasso, che poi va a finire che le buschi".

Naturalmente la cosa ha solo valore affettivo, anche perché mi sa che il camion Gano de' Traslochi ne deve aver buscate poche se è ancora lì bello in banda. Un duro sul serio, altro che Gano! Senza contare che le foto sono state scattate, se non in San Frediano propriamente detto, perlomeno molto, molto vicino.

martedì 22 dicembre 2009

Le avventure di Tom Saviem




Non ho mai avuto (e, ragionevolmente, non avrò mai) un camper. Però, se un giorno Manitù volesse mandarmene uno dalle verdi praterie, lo pregherei di evitare quella specie di baracconi da circo iperborghesi che si vedono ora, quindici metri di boria e di riproduzione degli agi familiari. Il camper non era nato per questo, e nemmeno per le famigliuole; era nato per girare il mondo alla 'ioboia. Ed è stato appunto un devotissimo 'ioboia che ho tirato quand'ho visto questo Renault Saviem proprio davanti alla casa della zia di Biribissi del Black (Cat) Blog Pampalea. Sì, questo qui è davvero un camper come lo intendo io. Vecchio come il cucco, qualcosa che ti fa venire a mente il farfa sgalbedrato anche se non c'entra nulla, targaccia milanarda, aspetto da cellulare della polizia, gli stemmoni e i logoni Renò, ruotone, e dentro una congrega di tipi singolari. Brandacce, usi fantasiosi degli oggetti, e magari girarci belli da soli -perlomeno qualche volta. Cose da ricordare, vale a dire ciò che un tempo veniva definito avventura. Termine, purtroppo, che è approdato all'insipienza dell'abuso.

lunedì 21 dicembre 2009

Sbanebio!






Gli Sbanebio sono una band fiorentina rock / glam / tropicale, come recita la loro pagina MySpace (e su, andateci, corpo d'una pipa!). A dire il vero, confesso di capire piuttosto poco delle varie "etichette" dei generi musicali; però gli Sbanebio li ho visti pochi giorni fa, al CPA Firenze Sud, e devo dire che mi son garbati parecchio -anche se li ho ascoltati in un mio modo assolutamente non esportabile (che non vi dirò, tanto non ci credereste). Garbati loro, le loro canzoni, il loro modo di presentarsi (imperdibile lo Sbanebiano vestito da papa...), e garbato il loro automezzo altamente personalizzato.


Gli Sbanebio durante il concerto al CPA del 5/12/09

Insomma, se in fondo non è raro trovare una band che ti piace per quel che suona e canta, è assai meno comune trovarne una con un furgone che vola diritto diritto nel Treggia'S Blog; e le foto sono state scattate proprio dentro al CPA. Non poteva essere che un Transporter, anche se un T3, sbanebiato a puntino. E non sorprende di ritrovarlo anche nel video che gli Sbanebio hanno girato sul loro tour in Albania del 2006; video che è però totalmente muto in quanto "contiene una traccia audio non autorizzata da WMG". Ve lo presentiamo quindi esclusivamente dal punto di vista treggistico: