venerdì 28 febbraio 2014

Plog Superstar: Protagonista del video dei Petralana!



E rieccoci dopo la consueta “pausona” del TB che, in questo 2014, ha riguardato l'intero mese di febbraio. Notoriamente, febbraio non è un mese che mi piace molto; è il cosiddetto “cuore dell'inverno”, e, da buon meteoropatico, il vostro Treggista Preferito® gli farebbe volentieri venire un infarto, a quel cuore.

Però va detto che, quest'anno, il mese di febbraio mi ha riservato una grossa sorpresa, che vado qui a condividere con tutti gli aficionados del Treggia's Blog. Ebbene sì: la Plog, proprio lei, è diventata una star della musica e dei videoclìppe. La band fiorentina dei Petralana, infatti, l'ha vista e se ne è innamorata all'istante, incaricando il valente regista Andrea Tani di “ingaggiarla” (assieme a un paio di belle ragazze, va detto!) per girare il video della canzone A che ora arriva il dj, brano di lancio dell'omonimo album che sarà in vendita dal 3 marzo. Video che è finito addirittura sulla prima pagina di Repubblica Firenze del 28 febbraio!

Il vs. Treggista Preferito®, quindi, la mattina di sabato 8 febbraio si è presentato in mezzo a un bosco, vicino all'Impruneta, per mettere a disposizione la Plog e farla diventare, seduta stante, la Plog Superstar. Perché, se avrete guardato il video, vi sarete accorti che la protagonista assoluta è proprio lei; io me ne sono naturalmente rimasto in disparte (non sono propriamente fotogenico...), osservando la Plog mentre gliene facevano di tutte i colori (compreso tirarne fuori degli attrezzi agricoli e mettere una candela sotto il pianale) e approfittandone, alla fine, per far fuori tutto il vero picnic che era stato portato sì per esigenze cinematografiche, ma che consisteva in vero cacio pecorino, in vero salamino, in vero pane dell'Impruneta, in una vera crostata alla marmellata d'albicocche e in un verissimo fiasco di vino rosso di Montespertoli. Una goduria, nonostante la stagione!

Come souvenir mi è stato gentilmente regalato l'orologino a cipolla che si vede all'inizio del video; starà nella Plog per sempre. Ora mi aspetto naturalmente che mi fermino in giro per chiedere l'autografo...alla macchina. Ai bravi e simpatici Petralana (che prendono il loro nome da un verso della canzone in gallurese Monti di Mola di Fabrizio De André: petralana vuol dire “muschio” in quell'idioma), l'onore di annoverare d'ora in poi A che ora arriva il dj come uno degli inni del TB.

E ora si ricomincia col TB, e proprio dal Primo di marzo che è una delle feste del blog: l'inverno comincia a finire, e noialtri ci si ributta nel Treggismo Militante®!

lunedì 13 gennaio 2014

L'ultimo sole



Era l'ultimo sole dello scorso autunno, di un autunno rimasto quasi estate fino a metà novembre. Non ci si capacitava quasi, a viaggiare in maglietta o, al massimo, in camicia quando la stagione avrebbe voluto ben altro vestiario.


Pareva quasi strano che una Golf Cabrio, parcheggiata a cento metri da casa, se ne stesse là con la capote alzata; avrebbe potuto far la cabriolè tranquillamente, senza pericoli di polmoniti. Avvicinandomi per fotografarla, provai a toccare la carrozzeria: non dico che bruciasse come in agosto, ma era bella calda. "Duràlla...", mi dicevo; poi è arrivato il freddo, e io le macchine che emanano calore me le lascio tutte per l'invernaccio pieno...


Esisterà tipo di persona più legata al variar delle stagioni del Treggista Militante®? Ne dubito; la sua vita par tutta un lunario. E così s'attende la lontana primavera, che sembra esser del resto la stagione di questa vettura immatricolata il 18 maggio 1981.

Fantasmi



Non è una foto questa, che mette allegria. Fantasmi nel fango di una strada invasa dall'acqua e dal fango oleoso; inutile pretendere che si leggano targhe o quant'altro. In primo piano, una Fiat 1500 che sembra quasi ancora in condizioni accettabili; più in là, una Renault 4 che, invece, reca su di sé tutti i segni dell'alluvione e, in particolare, quello della nafta. Più che l'acqua d'Arno, fu la nafta dei depositi e degli impianti di riscaldamento (allora tutti centralizzati e a gasolio) che  "ammazzò" il parco macchine fiorentino. Sopra la R4, accatastata, una vettura imprecisata.

La R4 testimonia comunque della popolarità di cui l'utilitaria francese godeva già in anni lontani, a Firenze e in tutta Italia; specialmente grazie alla sua capienza. Si può tranquillamente affermare che la R4 era presente a Firenze già dai primi anni '60, cui deve peraltro risalire questo esemplare completamente rovinato.

giovedì 9 gennaio 2014

Il Salviatino non si arrende




Un tempo esistette la Treggiaja del Salviatino, una delle più incredibili distese di tregge mai viste a Firenze. Tutto il lato sinistro (alberato) della breve porzione di via del Salviatino appartenente al comune di Firenze (il confine con Fiesole è dopo pochi metri), luogo storico dato che vi avvenne, il 15 aprile 1944, l'esecuzione del fascista Giovanni Gentile da parte dei GAP fiorentini, era infatti occupato da un accumulo di tregge senza pari, di cui mi accorsi una rovente e deserta domenica d'agosto del primo anno del TB. Poi se n'è, purtroppo, accorto anche il Comune, che ha provveduto a rimuovere tutte quelle strabilianti vetture; sono particolarmente lieto, quindi, di aver testimoniato appieno dell'esistenza di quella storica e irripetibile treggiaja.

Ma il Salviatino è comunque ben lungi dall'arrendersi. Il pittoresco angolo formato dal quadrivio tra via Lungo l'Affrico, viale Augusto Righi, via del Salviatino e via del Cantone è rimasto una fucina di tregge, un po' per la sua natura riposta e molto per l'ancora attuale presenza di una Carrozzeria specializzata nel trattamento e nella revisione di vetture d'annata. Ci passo quindi spesso, certo che prima o poi qualcosa trovo. Oramai i carrozzieri si sono abituati alla mia presenza, quando chiedo di entrare un attimo a fotografare una macchina che hanno tra le loro abili mani. Qualche sera fa, ad esempio, c'era questa Mercedes W113, alias Pagoda, ahimè ritargata alla forlivese (la targa è del 1990 e sia l'Agenzia delle Entrate, sia il database dell'ACI non sono in grado di elaborare i dati). Pazienza, anche per la semioscurità dell'ambiente che non rende piena giustizia alle foto di questa bellissima macchina.

Partita doppia nel cortile



La Partita Doppia, vale a dire le due tregge appaiate, è una delle più ambite delizie del vero Treggista Militante®. Ambita perché, ovviamente, rara; e, in questo senso, la città di Genova e i suoi dintorni sembrano essere sempre particolarmente ben fornite (si notino i tre avverbi di fila). Chi se non Fabrizio poteva abbinare (in quel di Quarto, quella dei Mille) la Fiat 124 spezzina, immatricolata il 16 aprile 1970, e la (non comune) Fiat 127 Cinque Porte milanese del 1980? Fabrizio mi sta facendo venire un'autentica passione per i cortili condominiali genovesi; mi sto facendo persuaso che siano delle treggiaje assolutamente uniche al mondo. Un certo suo omonimo, pure genovese, cantava di lui e di un certo cugino De Andrade che, a tarda sera, ci avevano un cannone nel cortile; il Fabrizio nostro, nel cortile ci ha le tregge e, francamente, le preferiamo.

martedì 7 gennaio 2014

Caput Liberum al Piazzale



Poiché ho constatato che persino ner màggico mondo de Titti er Canarino si cominciano a mettere fotografie di vecchie auto e moto, condite con qualche bella ragazza e rivendicazioni di anni e modelli sconosciuti, ho deciso di uniformarmi volentieri, per una volta, a questa moda virtuale. Volentieri perché domenica pomeriggio, al Piazzale, mi sono imbattuto in una specie di mini-raduno Vespistico (forse gli ultimi di un raduno più grande che si era attardato) in mezzo al quale, sulla sua Vespa, c'era questa graziosa conterranea Capoliverese (indi per cui il tutto va anche tra le Tregge Elbane; diciamo elbane in trasferta!). Anno e modello: sconosciuti! (Nuovo & poderoso slogan); o meglio, il modello si conosce benissimo, l'anno del motociclo non sono andato nemmeno a vederlo, e l'anno della graziosa fanciulla mi sembra -fortunata lei!- abbastanza recente da poter fare a meno di andare a controllare sul database dell'Agenzia degli Usci & Ingressi o come cavolo si chiama. 

La quale fanciulla, naturalmente, non se la prenda se dovesse un giorno o l'altro riconoscersi in questa foto. Tutt'altro: trovare un'elbana a Firenze mi fa sempre un gran piacere e tutto ciò deve essere considerato come un omaggio sia a lei, sia al nostro Scoglio in mezzo al mare. Non potevo certo fare a meno di coniugare almeno una volta, sul TB, donne & motori; qualcosa alla tradizione va pur sempre pagato.

lunedì 6 gennaio 2014

INSCO e la Pagodina



INSCO rappresenta probabilmente un unicum tra tutti i "collaboratori fissi" del Treggia's Blog: per sua storia personale e interessi tutto ci si aspetterebbe da lui fuorché si dedicasse a fotografare tregge in tutto il mondo. Perché di tutto il mondo si tratta: dall'amata Asia Centrale, dove una volta ci è mancato poco che ci rimettesse la buccia arrovesciandosi con un trabiccolo in Incognistan, fino al Paraguay e all'Argentina, dal Portogallo ai Balcani. E' andata a finire, certo, che per amicizia (cosa di cui mai lo ringrazierò abbastanza), ha cominciato a fotografarmi certi bizzarri automezzi che incontrava, e dei quali ancora non ho reso pieno conto; però sospetto che, a un certo punto, ci si deve essere proprio appassionato, complice anche la sua signora (una nostra oltremodo antica conoscenza treggistica). Indi per cui, ha cominciato a fotografarle, le tregge, pure a Firenze e dintorni; ad un certo punto, grazie a una Prinz campestre, si è meritato persino una Treggia dei loghi. Insomma, questo "Treggista per caso" deve attualmente essere annoverato tra i più originali contributori alla Causa, anche se spesso ha dovuto fare i conti con la disgrazia di conoscermi (vale a dire: fotografare cose per le quali è partita, implacabile, la mail "Ce l'ho già, grazie").


Per questa qui, però, non è partita nessuna delle mailine di cui sopra. E così INSCO ha beccato la Pagodina, bel bella e bresciana. Poiché l'Agenzia delle Entrate e il Bollonet dell'ACI hanno dato forfait oggi, giorno dell'Epifania, non si può sapere con esattezza quando sia stata immatricolata in origine questa Mercedes W113 in versione 280SL. Dopo la recente ristrutturazione mercedessiana, tutti voi vi sarete abituati alle complesse suddivisioni dei modelli Mercedes; però anche qui vale quanto è stato detto in questi giorni a proposito della Topolino e del Duetto: questa è una "Pagoda", e stop.


Nessun coupé/spider della Mercedes ha mai ricevuto ufficialmente la denominazione di "Pagoda", in mezzo alle teutoniche suddivisioni per progetto e cilindrata (per cui una 280 ha 2800 cc di cilindrata circa); ma per tutti quanti è e resterà la Pagoda, unico caso di automobile cui sia stato denominato come un tempio religioso. Una "Mercedes Sinagoga" non avrebbe funzionato altrettanto bene, temo; considerata la storica tendenza al nazionalsocialismo di tutta l'industria automobilistica tedesca, forse non sarebbe stato manco il caso. Meglio rivolgersi ai lontani e esotici buddhisti.