mercoledì 2 settembre 2009

Elbatregg' '09 (12): La treggiaia cimiteriale: (a) La 126 germogliata




I Treggia Tours, come già detto, comportano tutta una serie di "trucchetti del mestiere", ovunque si agisca. Il principale è il saper individuare i cosiddetti accumuli, confidando anche nel proprio "naso": e, quasi sempre, il naso e l'esperienza suggeriscono luoghi poco frequentati, insoliti, isolati, dove nessuno o quasi andrebbe di proposito. Così in questo estemporaneo TT pochi giorni prima della partenza dall'Elba, sotto un sole implacabile verso mezzogiorno e mezzo.

Uno dei due cimiteri di Marina di Campo sorge in una località di campagna tra casette antiche e nuove, piccole borgate e capannati simil-industriali; le strade sono disagevoli e, spesso, ancora sterrate; vi sono parecchi terreni incolti. Insomma, il posto perfetto per andare a caccia di tregge; e l'aspettativa non è andata delusa. Del resto, spero che le vedute che hanno accompagnato i post precedenti abbiano contribuito sufficientemente a "rifarvi gli occhi" per giustificare i panorami non eccelsi che si vedono in queste fotografie...

Ed ecco quindi una vecchia małuch, probabilmente abbandonata e targata Bologna. Małuch ("piccolina") era il soprannome che, in Polonia, veniva data alla 126; dopo l'iniziale produzione italiana, fu costruita esclusivamente in Polonia da una fabbrica che, saggiamente, fu nota esclusivamente con la sigla FSM; dico saggiamente, perché "FSM" starebbe per Fabryka Samochodów Małolitrażowych ("Fabbrica di Automobili di Piccola Cilindrata"). La 126, già durante il regime socialista, fu protagonista della prima motorizzazione di massa della Polonia, ed è con essa talmente identificata che, a Cuba, dove sembra se ne trovino molte e nelle condizioni che seguono, comunemente la si chiama El Polaquito.


Questa qui, sicuramente, appartiene ancora alla fase di produzione italiana; ma, a Cuba, col cavolo che la depositerebbero vicino a un cimitero a disfarsi e, così sembrerebbe dalle foto, a germogliare. Come fosse piantata nel terreno e l'erba tutta attorno fosse nata da lei. Il Polaquito della foto (scattata all'Avana) è in condizioni anche peggiori, eppure è per strada, a sfidare l'embargo che dura da cinquant'anni quasi, e probabilmente rattoppata in dei modi che trascendono la meccanica ed entrano nel campo della fantasia più sfrenata. Che dal cimitero di Marina di Campo anche questa 126 possa, perché no, spiccare il volo verso Cuba e macinare ancora chilometri tra Santa Clara e Varadero!