domenica 16 dicembre 2012

Il chilometro lanciato


Ancora Mark B., e con una straordinaria vetturetta che è rimasta a lungo in archivio per il semplice motivo che sono un distratto di tre cotte. Pur avendo salvato la foto (ovviamente), dovevo aver cancellato la relativa mail speditami a suo tempo da Mark B., perdendo quindi ogni dato che mi aveva fornito. Stasera, dopo mesi, mi sono deciso a riscrivergli brevemente (le nostre comunicazioni, per scelta, sono usualmente assai scarne), ed eccola finalmente qui.

Si tratta di una Amilcar C6 dei primi anni '30, ma reimmatricolata a Firenze, secondo le indicazioni di Mark, il 31 luglio 1946. Appartiene attualmente a un collezionista fiorentino che la usa anche in gare storiche, dato che si trattava di una piccola vettura dalle prestazioni sportive assai; talmente sportive, che detenne persino il primato mondiale nel chilometro lanciato, avendo raggiunto una velocità di 210 kmh.

La Amilcar fabbricava generalmente vetture sportive di piccole dimensioni e molto leggere; talmente leggere che le primissime (la casa era stata fondata nel 1921) erano classificate come autocicli. Ovviamente era proprio la loro leggerezza che permetteva loro di raggiungere velocità assai ragguardevoli per l'epoca (e, anche alla nostra, andare a oltre 200 all'ora non è comunque uno scherzetto). 

La parabola della Amilcar durò poco: dal 1921 al 1939, travolta dallo scoppio della II Guerra Mondiale. Era stata fondata in Francia da Joseph Lamy e Émile Akar; anagrammando imperfettamente i due cognomi venne fuori "Amilcar". La sede fu posta a Saint-Denis, la località parigina della cattedrale dove venivano incoronati i re di Francia. Con le sue vetturette velocissime, la Amilcar riscosse un discreto successo; tanto è vero che, nel 1923, aprì una fabbrica anche in Italia, a Verona, che rimase attiva fino al 1928.