sabato 17 luglio 2010

Una Meharista a Lampedusa (3): 'a caretta co' 'a Caretta


L'ultimo contributo lampedusano di Cristina è, come dire, semplicemente meraviglioso. A partire dal titolo che lei stessa ha dato alla foto: la carretta con la Caretta (che qui ho riportato opportunamente alla dizione romanesca).

Per chi eventualmente non lo sapesse, va specificato che il nome scientifico della tartaruga marina è Caretta Caretta, vale a dire una carètta ar quadrato; e giustappunto una caretta ar quadrato è 'sta cosa qui, il cui inserimento nella mitica categoria "Cose" farà immediatamente capire che si tratta, -ebbene sì!- di un'audacissima Mini Moke che è andata a sfidare le Mehari sul loro territorio. E quale sfida, condotta sul campo dei dettagli treggiologici! Si noti ad esempio la targa posteriore messa anteriormente, cosa del tutto illegale ma che fa decisamente treggy.

Ma 'a caretta co' 'a Carètta è tale, soprattutto, per l'indimenticabile canotto verde a forma di tartaruga da essa balnearmente recato; un'immagine la cui intrinseca poesia non può che portare alla più autentica commozione treggistica, ad una sorta di nirvana del catorcio lampedusano. La cosa ha anche dei risvolti alquanto seri, essendo la definitiva conferma che Lampedusa non potrà mai appartenere alla provincia di Bergamo. Se vi fosse stata anche una minima possibilità del genere, infatti, al posto della tartaruga ci sarebbe stata senz'altro una trota:

Per concludere, ringraziando ancora Cristina per questo suo grandissimo contributo, ci auguriamo quindi che le tregge lampedusane -Mehari, R4 o Mini Moke che siano- continuino a recare canotti tartarugati e non tipini come quello sopra!

Una Meharista a Lampedusa (2): La R4 meharizzata


Ma Lampedusa non è soltanto Mehari, anche se -comunque- la spiaggina citroëniana rimane sull'isola una sorta di modello, di pietra di paragone. Pòle tutto questo sfuggire a Cristina? Impossibile. Come accade a ogni Treggista, le tregge la vanno a trovare: basta una pompa di benzina sul porto, e vualà che si materializza pure una R4 meharizzata. Qualcosa, insomma, che potrebbe essere definita la risposta della Renò alla Sitroè. Una lotta tutta francese in pieno Mediterraneo.

L'esemplare che vedete, oltre a essere meharizzato (o spiagginato), deve aver probabilmente esaurito tutte le scorte di pastelli a cera presenti a Lampedusa: e ci si son proprio divertiti a colorarla, come si faceva da bambini con gli album appositi. In un'ambientazione tipicamente bergamasca come questa, la cosa non può passare inosservata. Ora, magari il Treggia's Blog avrà da qualche parte anche qualche affezionato lettore in camicia verde che si sentirà leggermente preso per il culo; però non ne posso davvero fare a meno. Vorrà dire che, prima o poi, ci sarà anche un "Treggia's Blog padano" (detto Blogg di Caturciùn della Secessiùn)...

Una Meharista a Lampedusa (1)


Lampedusa ne ha parecchi di record. Non soltanto è il lembo di territorio italiano più a sud (geograficamente appartiene già all'Africa, trovandosi sul suo zoccolo continentale), ma è anche l'unica porzione d'Italia che sia mai stata oggetto di un attacco bellico nel dopoguerra: il 15 aprile 1986, in risposta ai bombardamenti di un attorucolo americano di serie B divenuto presidente degli Statunìti, quell'altro bell'elemento del colonnello Qadhafi, l'attuale amicone di Berlusconi, lanciò un par di missili SCUD che, fortunatamente, fecero "puff" in mare a due miglia dalle coste. E, ancora, Lampedusa negli ultimi anni si è fatta suo malgrado notare per i continui sbarchi di immigrati, decine dei quali sono morti in mare, e per gli exploit di tale signora Angela Maraventano, che prima ha chiesto che l'isola fosse aggregata alla provincia di Bergamo e poi ha cominciato a tuonare contro l' "invasione dei migranti" (lei, nata a San Benedetto del Tronto): logico che, con queste cosine tanto alla moda, la signora sia finita col diventare senatrice della Lega Nord. Visto che alla signora piace tanto la provincia di Bergamo, la congederò da questo post con un bel ma va a ciapaa i ratt.

Lampedusa dev'essere bellissima; dico "dev'essere" perché non ci sono mai stato, ma da isolano sento comunque complicità con ogni pezzo di terra circondato dal mare. Ci è stata di recente, invece, assieme al fidanzato, la nostra Cristina la Meharista, la quale -ovviamente- non ha perso tempo. E ha reso a Lampedusa quello che considero un bellissimo servizio, smettendo per un momento di parlare di problemi e disgrazie. Munita della sua fotocamera, ha semplicemente dato testimonianza della incredibile concentrazione di tregge presenti in quello che ha chiamato il "paradiso lampedusano"; e sembra che, come in diverse altre isole, tale paradiso sia riservato principalmente alle Citroën Mehari. La cosa è lontana dallo stupirmi; parafrasando il grande poeta John Donne, si potrebbe tranquillamente dire che every Mehari is an island. Scrive Cristina: "Abbiamo fatto una statistica e ogni 5 macchine a noleggio 3 erano Mehari". Spero che la cosa non sia risaputa dalla signora Maraventano, altrimenti ricomincia con l' "invasione" (e "Mehari" è un nome di origine araba).


Qui sopra, Cristina ne ha ripresa una (classicamente arancione) che deve averle fatto particolarmente piacere, data la targa romana; e quadrata, pure. Il "RomaHO" ci riporta al 1971, cosa di non poco conto; così come di non poco conto devono essere le due Mehari nella bellissima foto in bianco e nero sotto il titolo, appaiate, e di una delle quali si intravede la targa pure quadrata (forse la stessa romana?). Eh sì, evviva le Mehariste e abbasso le leghiste!


Un'altra classica Meharina arancione, ripresa da Cristina in una località dal nome fantasmagorico (Guitgia, probabilmente non di origine bergamasca); ma il bello ha da arrivare, anzi la bella!


Quella che vedete alla guida di una Mehari identica alla sua, è infatti nientepopodimeno che Cristina la Meharista in persona (anzi, vista l'ambientazione: pirsonalmente di pirsona), la quale mi ha naturalmente autorizzato a pubblicare la sua immagine (lo faccio liberamente per quel che mi riguarda, ma per gli altri uso l'elementare rispetto di chiederlo). Insomma, il modo migliore per concludere questo primo post dedicato a Lampedusa: tutti noi treggisti e treggiste abbiamo una faccia, anche se generalmente non ci garba molto metterla su certi Book predeterminati....

venerdì 16 luglio 2010

Amica di ieri




Treggia d'estate, intrisa di anni
solchi le strade della città,
la stradaccia è la tua culla
non conosco la tua età.

Porti il ricordo di antichi ingorghi
fra via Masaccio e piazza Libertà,
seminando spaiderini
e mandandoli a cacare,
la majala di su' ma'.

Treggia d'estate, amica di ieri,
oggi nessuno si cura di te
il tuo rombo che si alza
dicon che produce smog,
ma ti ama il Treggia's Blog.


sabato 10 luglio 2010

Derìcche




L'ho trovata, e mi aspettavo che ne scendesse da un momento all'altro, redivivo. Sto parlando del signor Horst Tappert, assai più conosciuto come Ispettore Derrick. A dire il vero non mi ricordo più nemmeno se girava su una BMW 520 (questa, bai de uèi, è del 1983: in piena epoca derricchiana) o su una Mercedes, ma chi se ne frega: nei telefilm una 520 ce la facevano sempre e comunque entrare, che fosse dell'ispettore o di un delinquente. Horst Tappert, recentemente scomparso, è riuscito in un'impresa titanica: far restare simpatico a parecchia gente un poliziotto tedesco; non è roba da poco. Mi ricordo che, assieme a un mio amico, quando avevo 17 o 18 anni, s'andava una volta al mare in treno verso Livorno. Fu un attimo inventare un alter ego livornese, l'Ispettore Derìcche del Commissariato dell'Ardenza, e stare per tutto il viaggio a sparare di quelle vagonate di cazzate che solo i ragazzi sono capaci di concepire, con tanto di avventure coi loro titoli: L'ispettore Derìcche e il mistero della triglia insanguinata, L'Ispettore Derìcche e ir delitto di 'Ollesarvetti, L'Ispettore Derìcche e la grande rapina der Viarèllo eccetera. Quanto alla BMW, erano fenomenali gli inseguimenti tra seriosissime auto germaniche al posto di quelle, solite, americane. Poi qualche perfido ha pensato bene di rielaborare l'acronimo delle Bayerische Motorenwerke: è diventato Bumms Mal Wieder, vale a dire: Fatti un'altra trombatina.

giovedì 8 luglio 2010

Sieg des Proletariats




Un certo residuo rispetto della prìvaci (sembra una litania: privacy signore di tutty i maly...) mi impedisce di testimoniare che alla guida di questo meraviglioso T2 cassonato del 1974 non c'era, no, né un appassionato né un Caporniano, ma proprio un autentico operaio. Uno che non ha ceduto al mezzo da lavoro postmoderno con il lettore di ciddì e il navigatore satellitare (obbrobrio!), ma che continua a andare a sudare e a guadagnarsi il pane per sé e per la famiglia a bordo di questa bellezza. È un residuo di vittoria del Proletariato in tempi grami. Chi si era fermato assieme a me per ammirare questo mezzo credeva che fosse targato Partito Democratico. L'operaio, maestoso nella sua tuta e con gli attrezzi del suo mestiere, ostentava una radiolina a pile tra i secchi e la forza serena dell'avvenire radioso. Il tutto in mezzo alle ville dell'opulento piazzale e dintorni. Ho salutato la partenza del mezzo con un pugno chiuso, cantando l'Internazionale in tedesco: Völker, hört die Signale, auf zum letzten Gefecht! Die Internationale erkämpft das Menschenrecht...! E pensare che l'unica volta che la avevo cantata prima, a squarciagola, in tedesco, era stata dopo una manifestazione antirazzista a Berna pisciando assieme ad uno sconosciuto nei cessi del centro sociale Reitschule...

Smaltimento de' Mezzisacchi (2)




Questo qui, invece, è un bell'esemplare affighettato di Mezzosacco di vecchia data (è del 1967). L'ambientazione tra le bombole d'ossigeno è decisamente pittoresca, ma ha una sua ben precisa spiegazione: siamo infatti proprio nel mio posto di lavoro, e il proprietario del mezzo (che si vede decapitato nella foto in basso) è un collega volontario e appassionato collezionista di auto d'epoca. Auto di cui, però, si serve comunemente assieme alla Lilly (che non è la sua amante, ma la sua canina bassotta pelosa, adorabile). Il mezzosaccherello se lo è lucidato, provvisto di gàggezz, ci ha messo i cerchi in lega...insomma se lo è coccolato ben bene, al pari della bassottina!