venerdì 29 maggio 2026

British Style

 


Debbo queste foto, e quindi questa treggia veramente rara, a INSCO.  INSCO è l'abbreviazione di Io Non Sto Con Oriana, al tempo stesso nickname e titolo di un blog, che presuppone un lieve disaccordo con le prese di posizione della defunta Oriana Fallaci, giornalista, scrittrice e atea cristiana. Sin dagli inizi del TB (che fra poco, esattamente il 1° giugno, compirà 17 anni), INSCO è stato un inviatore di tregge (ingl Treggia Sender, ted. Treggenschicker) di tutto rispetto, e non ha cessato di farlo anche durante la piccola pausa decennale che mi sono preso, accompagnando regolarmente i suoi invii con pacate raccomandazioni del tipo: "Ma quando ricominci, pigro di m....?" Ecco, ora che ho ricominciato è un piacere e un dovere inserire questa autovettura britannica sì, e dall'inconfondibile British Style di un tempo che fu, ma munita di una targa francese (modello "AA-000-AA", perché i francesi a volte ci copiano) di chiara fattura finto-antica, come succede oggigiorno anche in Italia con finte targhe nere applicate ad auto d'epoca reimmatricolate. Ad ogni modo, siamo qui di fronte ad una AA, che anche in Francia rimanda a anni addietro: al 2009, per la precisione, vale a dire l'anno in cui il TB è nato. Simpatica coincidenza!


Dopo tutto 'sto popo' di preambolo, andiamo seppur sommariamente a parlare della treggia in questione. Si tratta di una Wolseley Hornet risalente senz'altro agli anni tra il 1961 e il 1970, periodo in cui l'autovettura rimase in produzione. La Wolseley era una casa automobilistica antichissima: i suoi inizi risalgono addirittura al 1895. Specializzate in autovetture di lusso, o quantomeno di "fascia alta" come si direbbe oggi (anche se all'epoca ogni autovettura era "di fascia alta"), nel 1926 si trovò a versare in una crisi finanziaria gravissima e fu quindi acquistata en bloc dalla Morris, che però decise di mantenere il marchio. Marchio che andò avanti per un bel po': le ultime Wolseley uscirono dalla catena di montaggio di Birmingham nel 1975. Nel frattempo, il marchio Wolseley venne riservato anche alla Hornet, modello plurigenerazionale del quale la nostra Hornet  rappresenta la terza e ultima versione.


Occorre non lasciarsi ingannare: la Wolseley Hornet, di Wolseley aveva appunto, solo il marchio. Si tratta in realtà di una Mini Morris con carrozzeria leggermente diversa, con un motore un po' maggiorato e, perdipiù, messa pari pari in commercio anche come Riley Elf. Sia come sia, e facendola un po' breve perché non intendo tediare chicchessia, eccovela qui col suo stile britannico.



Erano tempi, quelli, in cui non solo i modelli automobilistici si distinguevano bene l'uno dall'altro e presentavano ognuno delle caratteristiche proprie facilmente riconoscibili; erano tempi in cui si poteva capire che un'automobile era di produzione inglese, italiana, francese, tedesca, americana e finanche giapponese (ma, tanto, le macchine giapponesi erano orrende e non  le comprava nessuno). Di coreani,  indiani, cinesi ecc. non si parlava nemmeno, molti pensavano che in India, in Corea e in Cina le automobili ancora non fossero arrivate. Provate un po' ora a distinguere un'autovettura l'una dall'altra (a parte rarissime eccezioni), o a dire da dove viene a parte i sempre più frequenti nomi orientali (Ssangyong, Dong Feng, Ping Pong, Deng Xiao Ping ecc.). Da buono e totale reazionario automobilistico quale sono, sono purtroppo costretto a constatare che il pericolo giallo si è fatto realtà. Non resta che rimpiangere i tempi che furono, quando un'autovettura inglese poteva piacere o non piacere, ma aveva comunque una sua personalità non fraintendibile. Sia reso onore a questa vetusta vettura con una classica ballata britannica medievale che parla di mogli infedeli, giovini amanti, mariti cornuti ma assai poco contenti e sbudellamenti.