venerdì 20 dicembre 2013

Ancora tu...





Ancora lei, infatti. L'officina meccanica dietro casa mia, specializzata in auto d'epoca come recita un cartello affisso all'ingresso, non si smentisce: la sua sincerità è, anzi, assoluta. Specializzata è, e non passa quasi giorno che davanti ad essa non stazioni qualche Treggia con la T maiuscola. A volte comincio a pensare che il Dio de' Bivi abbia cominciato a funzionare proprio quando ho comprato casa da queste parti: solo Lui, nella sua divina onnipotenza, poteva farmi accasare esattamente in mezzo tra via Ciseri e quel meccanico là. Due posticini con cui ci si potrebbe fare un blog da soli, insomma.


Stavolta tocca a questa Fiat 124 romana immatricolata il 1° aprile 1972 sia secondo l'ACI che secondo l'Agenzia delle Entrate; il fatto è che, invece, secondo le tabelle di Targheitaliane, questa targa andrebbe retrodatata al dicembre 1971. Un pesce d'aprile? Fermo restando che il periodo è quello, mi accontento di segnalare questa discrepanza.



La 124, dalle linee talmente "sovietiche" che fu prelevata integralmente dall'URSS di allora, era nata in realtà per essere destinata alla piccola borghesia italiana che desiderava un'auto "di famiglia ma di prestigio" al posto delle utilitarie (la 500 e la 600) che avevano motorizzato il Paese. Nella sua vita (durata otto anni, dal 1966 al 1974 quando fu sostituita dalla 131) subì alcuni restyling, a cominciare dal 1970 quando fu sostanzialmente modificato il retro (con la nuova fanaleria), mentre il davanti rimase inalterato. Questo esemplare appartiene esattamente a quel primo restyling; in seguito, la 124 fu modificata più a fondo in modo che è possibile individuare due "generazioni" ben precise della vettura.