mercoledì 14 aprile 2010

Treggia's Night (1)


Notte insonne, questa. Ero andato a letto, mi ero addormentato, poi ecco che è arrivata Lei. Lei è una signora che fa a volte visita alle persone di mezz'età o roba del genere, e che vivono da sole. Si presenta all'improvviso, non bussa e sveglia di soprassalto: e Lei è la paura di morire.

Contrariamente a quanto si dice di solito, io ho il terrore di morire nel sonno. Di ritrovarmi dall'altra parte senza aver dato almeno un ultimo sguardo cosciente al mondo. Di non percepire il passaggio. Quando arriverà, m'ha a trovar vivo. E allora non c'è più verso di riaddormentarsi con questi pensieri in testa; hai voglia a tenerti stretti i telefonini, hai voglia a far bei propositi di "cambiare vita". Ti svegli e sei solo. Sono le tre di notte. Non puoi telefonare a nessuna persona cara, a quest'ora qui. Sei solo, e solo rimani.

Una passata in bagno, una sciacquata al viso, un bicchiere d'acqua. Il gesto di toccarsi, per comprovare d'essere vivo; il silenzio della notte e cinquecentomila pensieri che s'accavallano; e la notte va avanti, profonda, dura, senza un accenno a sciogliersi nell'alba.

Ma sì, a questo punto tanto vale. La scatoletta dei sogni. Ci sono tante di quelle fotografie da mettere...e penso anche a quanto questo blogghino mi tenga compagnia, con tutte le sue macchine e le bischerate che ci scrivo sotto. E così nasce, mentre Lei si mette in un angolo e guarda scuotendo la testa, questa Treggia's Night. Riservata alle piccole tregge prese al volo. Una foto e via. Non sapevo mai cosa scriverci al riguardo; e dire che ho da mettere una quantità di "pezzi da 90" che non so oramai più dove rifarmi...è un periodo, questo, che come mi muovo sembra che tutte le vecchie e vecchissime autovetture di questo mondo mi si diano appuntamento addosso. Forse è vero che una passione, quando è vera e non chiede né soldi e né gloria, smuove anche le pietre.

Starò esagerando? Può darsi. Però, in questa notte, voglio raccontarvi qualcosa di me. Visto che, non so quanti e non lo saprò mai, mi seguite in queste mie scorribande nel passato a base di lamiera, quattro ruote e motori. A corredo metterò queste piccole foto scempie; qui c'è una Panda del 1985 ferma in coda. E fermo in coda, in un certo qual modo, sono anch'io, in questo momento.

(1. continua)